Galleria d'arte contemporanea Contemporary Concept (vecchia sede)
Bologna
via San Giorgio, 3
051 5875311
WEB
MariaLuisa Tadei
dal 28/5/2009 al 17/9/2009
lun-ven 9.30-13, 15.30-19, sab su appuntamento

Segnalato da

Contemporary Concept




 
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28/5/2009

MariaLuisa Tadei

Galleria d'arte contemporanea Contemporary Concept (vecchia sede), Bologna

Il lavoro dell'artista rivela da un lato la sua propensione verso un nomadismo linguistico continuo, dall'altro l'intento di dare all'arte il senso di una pratica culturale a tutto campo. Le sue installazioni, sculture, light box, mosaici e i recenti disegni, compongono il quadro di una personalita' complessa.


comunicato stampa

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a cura di Valerio Deho'

L’intero lavoro della Tadei rivela da un lato la sua propensione verso un nomadismo linguistico continuo, dall’altro dalla ricerca di dare all’arte il senso di una pratica culturale a tutto spettro. Le sue installazioni, le sculture, i light box, i mosaici o i recentissimi disegni compongono il quadro di una personalità ampia e complessa che non rifiuta le sfide più difficili e non si nasconde dietro una cifra stilistica sempre e ripetitiva. Nello stesso tempo la sua ricerca formale dagli esiti mai scontati, viene sorretta dalla volontà di conferire uno spessore alle opere strettamente legato ad una visione religioso-filosofico della realtà. Nessun simbolo e nessun segno vengono mai adoperati in modo superficiale e senza una precedente verifica semantica. Per la Tadei, comunque, i simboli, anche quelli fondamentali tratti dalle sacre scritture, non sono mai però l’occasione per un lavoro divulgativo e illustrativo.

La sua è una forte critica della società attuale che costringe la mente delle persone ad andare in un'unica direzione, a spogliarsi delle sue prerogative per farsi dirigere non dalla conoscenza, ma dall’utilità immediata. I cervelli, in genere realizzati in acciaio, sono un elemento ricorrente nel suo lavoro. Diventano non più strumenti di conoscenza, ma semplicemente veicolo di persuasione e di barbarie. Così in altri lavori, ma anche la sfera della Sapienza primordiale vengono inserite in dinamiche formali che ne esaltano la dimensione culturale collettiva. L’artista propone un recupero delle istanze fondamentali delle sacre scritture, mettendole in relazione alla povertà morale ed etica del mondo contemporaneo.

Per esempio un suo grande lavoro intitolato “+”, è una croce di lastre di vetro appoggiate per terra ad altezze leggermente sfalsate. La simbologia della croce è nota a tutti, ma in questo caso si mette in evidenza il simbolo sia in quanto segno di sacrificio, sia come percorso, come sentiero da seguire. La croce diventa un’opera che esplica una sorta di topografia dell’anima che si congiunge e riflette alla natura. I simboli di questa sono nei colori del verde legato agli alberi, al giallo della sabbia, il blu del cielo, ma questi colori sono composti con i colori dell’ iride dell’artista. La croce è il microcosmo che si unisce al macrocosmo attraverso lo sguardo e la visione dell’arte, sintesi ed elemento di congiunzione tra l’uomo e la divinità.

In effetti, si potrebbe dire che l’arte di MariaLuisa Tadei costituisce da un lato una messa in discussione della società materialista ed edonista, dall’altro vi è la considerazione dell’arte come una forma di conoscenza superiore, heghelianamente prossima alla religione. Per questo la sua poetica porta a delle radicalizzazioni tra gli elementi, a delle dicotomie tra leggero e pesante, tra ottuso e aperto, tra spirituale e materiale. Anche il suo ritornare sulla simbologia della sfera e del cerchio riflette questa sua concezione di un’arte che si schiude al sacro e diventa un veicolo di contrasto rispetto alla deriva morale ed etica del mondo contemporaneo. Eppure la forza di questi contenuti sta anche nella loro proposizione attraverso i linguaggi contemporanei dell’arte, nel diventare enigmi visivi ed esperienza di emancipazione culturale e spirituale.

CATALOGO: presente in galleria, Ed. SHIN, testi di Donald Kuspit, Giorgio Cortenova e Omar Calabresi

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curated by Valerio Deho'

Tadei’s whole work reveals both a tendency to be continuously a linguistic nomad and a desire to convey through art the meaning of a comprehensive cultural action. Her installations, sculptures, light box, mosaics and the last drawings represent a wide, complex personality, a character who doesn’t avoid the most difficult challenges hiding herself behind a repetitive stilistic pattern. Her search for shapes never ends with predictable results and in her works we can see the will to express a message firmly bound to a religious-philosophical conception of reality.
Symbols and signs are never used superficially or without a previous semantic research. For Marialuisa Tadei all symbols, including the fundamental ones of the holy writings, are never the source of an illustrative piece of work.

Through her works she strongly criticizes the present society because it forces people minds to go only in one direction, to be deprived of their rights and prerogatives, to forget their knowledge and just follow their immediate needs. Brains, usually made of steel, are a recurring element of her art. They are no longer instruments of knowledge but only means of persuasion and barbarities.
Also the primordial wisdom is a recurrent theme of this comprehensive cultural dimension.

The artist goes back to the fundamentals of the holy writing to compare them with the moral and ethic poverty of the contemporary world. For example her important masterpiece called “+” is a cross made of plate glasses lying on the floor at different heights. Everybody knows what the cross represents but, in this case, it underlines the sacrifice and the path through life we have to follow. The cross becomes a sort of topography of the soul which joins the nature and reflects itself in it. Nature is represented by its colours - green for trees, yellow for sand, blue as the sky - colours created by the artist’s iris. The cross is the microcosmos that joins the macrocosmos thanks to the art’s gaze, which is the synthesis, the connection between the human beings and the divinity.

In conclusion, MariaLuisa Tadei’s art conveys on the one hand a criticism against our materialistic, hedonistic society, and on the other the conception of art as a superior form of knowledge, quoting Hegel “close to the divinity”. That is the reason why her vision leads to dichotomies between light and heavy, open and closed, spiritual and material.

Also the use of symbols such as the sphere and the circle reflects her conception of art like something that opens and stretches to the divinity, becoming an emblem of the contrast to the moral and ethic ruin of the contemporary world.
The strength of all these contents lies in their expression through art contemporary languages, since they become visual enigmas and examples of a cultural and spiritual emancipation.

Inaugurazione Venerdi 29 Maggio 2009 ore 19

Galleria d'arte contemporanea Contemporary Concept
via San Giorgio, 3 Bologna
ORARI: lun. ven. 9.30-13, 15.30-19 sab. su appuntamento
ingresso libero

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