Adriano Annino
Maria Caleri
Serena Caruso
Stefano Cattaneo
Jaime Dobbertin
Roberto Donati
Vincenzo Errico
Federica Fabbriciani
Marco Garbin
Marco Guerrucci
Flavia Luglioli
Manuela Mancioppi
Gianna Murazzo
Alabano Ricci
Amarilli Soriente
Luca Squarcialupi
TZE’
Simona Canacci
Erica Laurenzi
Matilde Puleo
In questa mostra, curata da Matilde Puleo, 18 artisti traggono spunto in maniera piu' o meno diretta dal carattere evocativo e simbolico determinato dall'umilta' della pozzanghera.
a cura di Matilde Puleo
Venerdì 24 luglio 2009 alle ore 18,30 nella sala di S.Ignazio ad Arezzo si inaugurerà la mostra Pozzanghere di Sottopasso, promossa dall’Arci in collaborazione con l’Assessorato Politiche giovanili del Comune di Arezzo.
La mostra, nata da un'idea collettiva degli artisti stessi e curata da Matilde Puleo, riunisce le opere di diciotto artisti – Adriano Annino, Maria Caleri, Serena Caruso, Stefano Cattaneo, Jaime Dobbertin, Roberto Donati, Vincenzo Errico, Federica Fabbriciani, Marco Garbin, Marco Guerrucci, Flavia Luglioli, Manuela Mancioppi, Gianna Murazzo, Alabano Ricci, Amarilli Soriente, Luca Squarcialupi, TZE’ (Simona Canacci & Erica Laurenzi) - che traggono spunto in maniera più o meno diretta dal carattere evocativo e simbolico determinato dall’umiltà della pozzanghera, specie quando la si trova stagnante e ferma nei pressi di uno dei sottopassi di una città.
La mostra, allestita nella Sala di S.Ignazio (ornata dal prestigio dei dipinti e delle sculture barocche), ha ispirato un allestimento in orizzontale al fine di assecondare la natura della pozzanghera. Non in contrapposizione protesta o guerriglia dunque, la mostra non polemizza col passato e nemmeno con un presente un po’ becero. Si è cercato invece, di restituire ai giovani, almeno agli artisti giovani, un’altra modalità di crescita, una piccola sfida e un tempo di riflessione sul mondo così com’è. Non è quindi luogo espositivo già in parte neutralizzato, ma area più o meno informe in cui mettere in scena la propria ricerca. Quello delle pozzanghere è un mondo in cui l’opera deve trovare un posto dove stare. È un mondo scomodo, nel quale la parola “esporre” non è più un verbo facile ma il sinonimo di un confronto.
Molte le tipologie d’intervento: un’elaborazione esatta e fedele della pozzanghera (duo TZE’, Gianna Murazzo e Stefano Cattaneo) a cui aggiungere pozzanghere vere e proprie (Adriano Annino, Manuela Mancioppi) come luoghi di continua e inafferrabile ricerca del sè. Altre condensazioni d’acqua si presentano sia nella loro versione poetica (Jaime Dobbertin, Flavia Luglioli, Soriente Amarilli, Marco Guerrucci e Serena Caruso), o nella leggerezza delle forme (Maria Caleri e Luca Squarcialupi). Altre ancora riflettono invece le ottusità sociali (il “clandestino” di Marco Garbin), o la necessità di costituire un legame fisico tra le opere in mostra (Federica Fabbriciani). Il tutto accompagnato dagli elaborati scritti (Albano Ricci, Roberto Donati e Vincenzo Errico), da intendersi come malinconico specchio di una cultura che smarrisce i propri valori.
Catalogo in mostra
Inaugurazione Venerdì 24 luglio dalle h. 18.30 con aperitivo
Sala Sant'Ignazio
via Carducci, 7 - Arezzo
Orari: martedì_domenica 10.30/12.30 e 16/19
chiuso lunedì
Ingresso libero