Spazio Oberdan
Milano
viale Vittorio Veneto, 2
02 77406302 FAX
WEB
Arte e cinema
dal 5/11/2007 al 5/11/2007
ore 18
02 77406381, 02 77406341
WEB
Segnalato da

Pinuccia Merisio




 
calendario eventi  :: 




5/11/2007

Arte e cinema

Spazio Oberdan, Milano

Conduce l'incontro Fabio Mauri, introduce Giacinto Di Pietrantonio. Terzo appuntamento del ciclo "Perche' non parli? Conversazioni d'arte", iniziativa della Provincia di Milano. Mauri recupera nel cinema la memoria di un reale da poco trascorso e proietta su opere concluse brevi film sconvolgendo la vocazione di stabilita' dell'opera.


comunicato stampa

Martedi' 6 novembre, ore 18, presso lo Spazio Oberdan di Milano, in Viale Vittorio Veneto 2, terzo appuntamento del secondo ciclo di incontri divulgativi sull'arte contemporanea dal titolo -Perche' non parli? Conversazioni d'arte-.
L'iniziativa, rientra nel progetto -InContemporanea. La rete dell'arte- con cui la Provincia di Milano intende promuovere l'arte del presente intesa come risorsa indispensabile per la riqualificazione urbana, sia dal punto di vista culturale che da quello sociale ed economico. Il ciclo di incontri e' realizzato in collaborazione con UniCredit, gruppo impegnato in un progetto di divulgazione dei linguaggi della contemporaneità e di valorizzazione delle giovani risorse creative del nostro Paese.

Titolo dell'incontro: -Arte e cinema-. Conduce Fabio Mauri, introduce Giacinto Di Pietrantonio.

Arte e Cinema
(in terza persona)

Fabio Mauri non ha mai girato un colpo di manovella. Non ha mai tentato e desiderato di fare un film. Dal 1957 ha usato la "pellicola" e la riflessione del "raggio di luce" dotato di una “trama di pensiero”, portatore di una esperienza o di una moralita', del e sul mondo. Negli anni il cinema e' divenuto segno di una liturgia del giudizio, che Mauri segnala con gli 'Schermi' del 1957.
Unendosi ad oggetti (50 litri di latte, la bilancia, un ventilatore) ed in fine ‘proiettando’ direttamente su un'opera gia' conclusa, Mauri conferma un modo inedito di scoprire la disponibilita' al senso e la proliferazione del linguaggio attraverso la luce animata di un film, su una forma stabile delle cose, arte compresa, dato formalmente nuovo.
Emerge la dinamica dell’immagine. La proiezione anima in senso proprietario le foto, svelando una vita in sostanza multipla del significato. Invade le postazioni della percezione in un mondo tendenzialmente simbolico e curiosamente incompleto, da vivere senz’altro, prima ancora d’essere rivelato o scoperto.
Mauri sottolinea la “plasticita' cinetica” su le proiezioni del "Vangelo secondo Matteo di/su Pier Paolo Pasolini", Museo di Bologna (1975), o "I disperati di Sandor" su Miklos Jancso' (anche nel 1975, Roma, Galleria Cannaviello), o piu' di recente su una scansia di ferro, "Rebibbia 1 e 2", vecchio carcere di Roma, della proiezione di "Ballata di un soldato" di Ciukhrai. E' della mostra al Museo di Bergamo "Il futuro del Futurismo", la proiezione su opere concluse di brevi film familiari: un viaggio ripreso da un filmaker dilettante, suo zio, in un'Europa elegante e alto borghese, prima della catastrofe sanguinaria della guerra.
L’autore recupera nei films una memoria di un reale da poco trascorso, si unisce alla plasticita' oggettiva del mondo e vi opera sconvolgendo fruttuosamente la vocazione di stabilita' dell'opera.
Mauri ne interpreta le componenti, cineticamente, come dal vivo, rivelando di nuovo la natura linguistica e dinamica del mondo e della mente. Senza cinema, sembra concludere Mauri, non c'e' mondo, non piu'.
E’ un’acquisizione morale, un reale ausilio cognitivo, che tiene conto della cinematica perpetua dell’universo dell’uomo. Forse l’universo e' un film non del tutto girato.

30-10-2007 (Fabio Mauri)
Fabio Mauri nasce a Roma, studia a Milano e Bologna. Nel 1956 torna a Roma per qualche giorno. Vi resta 50 anni. Inizia l'attività espositiva a Venezia, alla Galleria Il Cavallino, e a Milano alla Galleria Apollinaire. Partecipa alla Biennale del 1954, 1974, 1978, 1993 e 2003. Dopo 10 anni di avanguardia linguistica, negli anni settanta Mauri concentra l'attenzione sulle componenti ideologiche del linguaggio. 'Ebrea' è del 1971, così (la grande performance) 'Che cosa è il fascismo', che esordisce a Roma e riprendera' a Venezia nel 1974, a New York nel 1979 e a Klagenfurt nel 1997. Invitato per una retrospettiva alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nel 1994, nel 1997 ha una seconda retrospettiva alla Kunsthalle di Klagenfurt, e una terza nel 2003 a Le Fresnoy, Lille. Di Mauri si possono enumerare numerosi temi, formalizzati come opere: lo Schermo, i Prototipi, le Proiezioni, la Fotografia come Œpittura, l'Identita' sostanziale delle Strutture Espressive, il rapporto indelebile tra Pensiero e Mondo, tra pensiero in quanto mondo. L'opera di Mauri e' complessa come un saggio, cosi' la sua biografia, unitaria nello svolgimento, e molteplice nell'attenzione al mondo contemporaneo.
Un'analisi convissuta tra destino individuale e storia. Scrive Mauri: 'Nessun segno particolare di cultura e' fuori da un testo generale storico, e nessun testo generale storico o interpretazione di mondo e' fuori dall'enigma più generale dell'universo'.

Inizio incontri: ore 18.00. L'ingresso e' libero.
Si consiglia la prenotazione via e-mail: incontemporanea@provincia.milano.it.

Calendario dei prossimi incontri:

13 Novembre ARTE e FILOSOFIA
Intervento di Joseph Kosuth, introduce: Gabi Scardi

20 Novembre ARTE e ARCHITETTURA
Interevento di Mimmo Jodice, introduce: Roberta Valtorta

4 Dicembre ARTE e MUSICA
Introduce Carsten Nicolai, introduce: Gabi Scardi

Ufficio stampa:
Provincia di Milano/Cultura, tel. 02 7740.6358/6359/6388, p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it

Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2 - Milano

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