MC Magma
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Tim Doud
dal 29/11/2001 al 2/2/2002
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MC Magma Contemporary Art Studios



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Tim Doud



 
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29/11/2001

Tim Doud

MC Magma, Milano

In anteprima europea, MC Magma propone la personale del pittore Tim Doud. Nato a New Bedford, Massachusetts, vive e lavora a Brooklyn, NY. "Io dipingo le persone intorno a me, nell'arco di un lungo periodo di tempo; uno dei miei modelli posa per me da molti anni. Negli ultimi cinque anni ho conosciuto molti artisti: attori, artisti del mondo dello spettacolo, e adesso sono loro quelli che io dipingo. Cerco sempre artisti che posino per me e loro arrivano da me attraverso gli amici." (...)


comunicato stampa

In anteprima europea, MC Magma propone la personale del pittore Tim Doud.

Nato a New Bedford, Massachusetts, il 30 aprile 1971, vive e lavora a Brooklyn, NY.
Tim Doud presenta da MC Magma un inedito ciclo di pitture.

Conversazione tra Tim Doud e M.C.

M.C. Chi sono i tuoi soggetti e qual'è il tuo rapporto con essi?
TIM DOUD. Io dipingo le persone intorno a me, nell'arco di un lungo periodo di tempo; uno dei miei modelli posa per me da molti anni. Negli ultimi cinque anni ho conosciuto molti artisti: attori, artisti del mondo dello spettacolo, e adesso sono loro quelli che io dipingo. Cerco sempre artisti che posino per me e loro arrivano da me attraverso gli amici.

M.C. Questi ritratti non appaiono obiettivi, fotografici; il soggetto è rivolto verso chi lo guarda tanto quanto chi guarda è rivolto verso di lui. Qual'è la psicologia del modello?
TIM DOUD. Rispetto alla psicologia del modello, non so dire altro se non che spero che ce ne sia una. Non anticipo quali possano essere i sentimenti di chi guarda rispetto alle persone ritratte nei dipinti. Io strutturo i dipinti e quindi spero che sia chiaro che il soggetto è la persona, questo è il motivo per cui le stanze sono vuote e per cui così tanti dipinti sono impostati in maniera diretta. Io chiedo ai modelli di partecipare alla costruzione dei quadri. Sono molto consapevoli di ciò che stanno facendo ed io voglio proprio questo. Si introducono nel quadro. Amy, la modella di "Blond Wig", è un'attrice, ha recitato la parte di Trudy, la cameriera nel film "Titanic". Quando la disegnavo, ogni volta si presentava indossando costumi radicalmente diversi, non si presentava mai come Amy. Avevo venti disegni di lei e ancora non sapevo come avrei potuto farle un dipinto. Quando è entrata nello studio con una parrucca, ho capito che avevo il mio dipinto. Come attrice, la sua capacità di modificare il suo aspetto, tanto velocemente e facilmente, era fondamentale per quello che lei è come persona.

M.C. Il tuo modo di relazionarti cambia da persona a persona ed i tuoi modelli partecipano in una maniera che appare sia spontanea che teatrale.
TIM DOUD. Io penso che la struttura formale e compositiva dei dipinti li renda tutti un po' teatrali, quasi come la creazione di un palcoscenico per i modelli, apparentemente liberi da qualsiasi caos della vita. I dipinti vogliono essere diversi a seconda della persona. Angie, per esempio, in tutti i dipinti piccoli rappresenta un contrasto interessante rispetto ad Amy (in "Blond wig"). Angie non sta inventando una persona, nei dipinti lei è se stessa, un'artista del make-up. Con ogni nuova posa lei apre il proprio guardaroba e tira fuori qualsiasi cosa che si abbini al rossetto che ha deciso di indossare per il dipinto successivo. In "Black Dress", Viki, la donna di quel quadro, ha posato per un disegno preliminare. Mi sono sentito sicuro di quella sua rappresentazione iniziale. Adoravo il modo in cui la sua posa sicura contrastava con la sedia in cui era seduta. Siccome il suo corpo copriva le gambe della sedia, la sedia sembrava fluttuare nel quadro.

M.C. In quale altro modo i modelli partecipano alla realizzazione?
TIM DOUD. Diversi aspetti della costruzione dell'opera hanno svolto un grosso ruolo nella realizzazione dei miei dipinti. I miei primi "quadri di osservazione" erano autoritratti della mia nuca. Senza un viso, dovevo riflettere di più sulla creazione di quadri che fossero formalmente interessanti ed ero obbligato ad eseguire un tipo molto diverso di autoritratto. Pensavo contemporaneamente alla costruzione di un quadro e a quella di un'identità. La realizzazione di quei quadri mi faceva riflettere sul come e su cosa fosse necessario fare, per creare la rappresentazione di un'altra persona, quindi volevo davvero l'input dei miei modelli. John, il soggetto di "Haulin' Ass", ha organizzato quel quadro, ha scelto la maglietta per il dipinto. Nei quadri recenti di figure intere, gli uomini usano pose contratte, scelte da riferimenti storici, artistici e popolari. Mi piace l'idea che le persone scelgano le pose da cui sono attratte. E' un altro modo perché i modelli esplorino le proprie idee sulla maniera in cui vengono rappresentati.

M.C. Perché un dipinto invece di una fotografia?
TIM DOUD. Un dipinto mostra una diversa tipologia temporale, non si tratta del momento, come viene illustrato dalla maggior parte delle fotografie. Grazie alla mia maniera di dipingere, le persone si muovono continuamente, quindi i dipinti o i disegni diventano un riferimento statico di quel tipo di situazione. I quadri ricavati dalle fotografie sarebbero come dipingere una natura morta, molto piatta. Inoltre, dipingere dalle fotografie rappresenta un altro passo che si allontana dal soggetto. Mi piace la compagnia dei miei modelli e mi piace l'imprevedibilità e la spontaneità che derivano dal fatto di lavorare con la vita.

M.C. Cosa dici del tuo interesse per la tradizione della ritrattistica e del modo in cui rispetto a questa tradizione rendi contemporaneo il tuo lavoro?
TIM DOUD. Una parte della tradizione della ritrattistica che mi interessa moltissimo è l'idea del ritratto come documentazione di un'epoca. Si può davvero ricavare un'idea chiara di quello che accadeva in un periodo particolare osservando i ritratti che si facevano a quel tempo. Mi interessa realizzare dipinti che prendono in considerazione l'essenza della forma, che è un concetto molto contemporaneo.

M.C. Cos'è il ritratto in pittura nel 2001?
TIM DOUD. È difficile per me rispondere perché il dipinto figurativo può essere tante cose. La figurazione che mi provoca e mi stimola è lavorare con una sensibilità contemporanea ed una consapevolezza di sfidare la storia del genere stesso.

M.C. Questi sono dipinti realistici? Qual è il tuo rapporto con il realismo?
TIM DOUD. Non mi piace che i miei quadri vengano definiti realistici. Il mio obiettivo non è di rendere qualcosa come se fosse reale. Se è per questo, mi sento sempre più attratto dalla finzione. Questo è il motivo per il quale sono così interessato a dipingere persone che lavorano nelle arti della performance. Incoraggio i modelli a partecipare alla configurazione della propria posa. Prima ho detto che ho chiesto ad un gruppo di uomini di usare delle pose contratte nei loro quadri. Anche se queste persone poi non hanno creato le proprie pose, le scelte che hanno fatto sono state estremamente rivelative: sexy, buffe, strane, glamorous, pensose. Sono attratto dai vestiti da sposa per alcune delle stesse ragioni.

M.C. I dipinti sembrano essere costruiti dall'interno. Mi domando quale sia il tuo approccio.
TIM DOUD. Prima di realizzare i dipinti, eseguo molti disegni di persone, generalmente sono colori ad olio su carta preparata. Eseguo i disegni per provare i modelli e le pose. Quando inizio un dipinto, non faccio lo schizzo a matita o cose del genere, dipingo direttamente sulla tela e sposto la pittura, aggiungendo e togliendo. Non ho un particolare metodo o un posto da cui comincio. I miei modelli si muovono molto...

Inaugurazione venerdì 30 novembre 2001 dalle ore 18.30
Tim Doud sarà presente

Oltre che su appuntamento, l'artista sarà disponibile dal 27 al 30 novembre per incontri con la stampa.

Orari di galleria dal mercoledì al sabato, dalle ore 15.00 alle 19.00

MC Magma
via Tortona, 4
20144 MILANO
T & F : +39 (0)2 83 21 280

m.150 dalla metropolitana 2, linea verde, Porta Genova.
Taxi, autobus, tram e parcheggio 24h in Porta Genova.

IN ARCHIVIO [19]
Ryan McGinley
dal 23/9/2002 al 26/10/2002

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