Teatro Sociale
Canzo (CO)
Via Mazzini
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Pax de Deus
dal 13/9/2002 al 29/9/2002
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Segnalato da

Alessandro Recalcati



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Stefano Scarabello



 
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13/9/2002

Pax de Deus

Teatro Sociale, Canzo (CO)

Opere di Stefano Scarabello.. Insieme alle numerose opere fotografiche (circa settanta) sono presenti un video, un ''ready made'' in marmo bianco e marmo nero delle cave lariane, dei disegni, veri e propri divertissement, e dei recentissimi progetti in cui è evidente la matrice del pensiero munariano e beuysiano, di un’arte intesa come progetto di plastica sociale...


comunicato stampa

Nelle opere di Stefano Scarabello é il simbolo, nel significato greco Synbellein di unire, connettere, che affiora costantemente.

Il simbolo è un’epifania, semplificazione e rappresentazione del mistero e, come nel simbolo archetipo, osserva Denis Curti, ''nelle forografie di Scarabello, la dinamica di una lenteza si sporge verso l’immediatezza della visione rivelando un senso di non finito che lascia a tratti sgomenti''.

Il simbolo è nell’universo, in quanto energia e un flusso di energia presuppone necessariamente l’esistenza di un’antitesi, di un PAS DE DEUX, in equilibrio fluido e dinamico.

Al contrario, la nostra energia psichica, sembra spesso viaggiare su un binario a senso unico. Non a caso la capacità di mediare fra gli opposti era definita da Jung ''funzione trascendente'' e a ben guardare, in questa mostra, sono frequenti i riferimenti al dilemma junghiano fra trilogia e simbolismo quaternario. Daltronde cos’é l’arte moderna se non un continuo tentativo di mediazione? Basti penasare a ''Rrose Sélavy''. Il famoso pseudonimo di Duschamp.

E la sua scacchiera, non è il silmbolo di un continuum spazio-tempo? Da questi presupposti, l’autore sente tutti i limiti di questa dimensione, soglia che già nelle prime fotografie dei primi anni ’80, rappresenta nella rete di confine fra Italia e Svizzera e nella finestra che unisce e separa un interno e un esterno. Insieme alle numerose opere fotografiche (circa settanta) sono presenti un video, un ''ready made'' in marmo bianco e marmo nero delle cave lariane, dei disegni, veri e propri divertissement, e dei recentissimi progetti in cui è evidente la matrice del pensiero munariano e beuysiano, di un’arte intesa come progetto di plastica sociale, ben lontana dalla logica dei sistemi separati, di un’arte oltre lo spazio e il tempo che varca i confini del sacro che per gli antichi era ''Fisis'', la divina natura e che oggi possiamo ritrovare nella comunione fra tutti gli esseri viventi.

Stefano Scarabello è nato a Como nel 1959. Compiuti studi scientifici, influiscono le future scelte artistiche il nonno fotografo, e lo zio compagno di studi del pittore Emilio Vedova. Fotografo di professione, da anni, sue opere sono esposte in mostre collettive e personali, in Italia e all’estero e fanno parte di collezioni pubbliche e private.

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