Biblioteca Comunale
Bellona (CE)
piazza Pietro Villano

Aniconico su Carta
dal 23/6/2008 al 14/7/2008
lun, mer e ven 9-13,; mar e giov 9-13 e 15.30-18., dom chiuso
0823 965534

Segnalato da

Rosanna Di Rubbo




 
calendario eventi  :: 




23/6/2008

Aniconico su Carta

Biblioteca Comunale, Bellona (CE)

Proseguono i percorsi dell'astrattismo in Campania, organizzati da Carlo Roberto Sciascia, in una mostra collettiva curata da Giovanni Vinciguerra che propone dipinti e sculture dei sei artisti astratti: Antonio Auriemma, Renato Barisani, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero, Giovanni Ferrenti ed Enea Mancino.


comunicato stampa

Proseguono i percorsi dell'astrattismo in Campania, organizzati da Carlo Roberto Sciascia, in una mostra collettiva curata da Giovanni Vinciguerra "Aniconico su Carta"
La mostra, allestita dal Comune di Bellona nella sede della Biblioteca Comunale, propone opere dei sei massimi artisti astrattisti della Campania: Antonio Auriemma, Renato Barisani, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero, Giovanni Ferrenti, Enea Mancino

Martedì 24 giugno, alle ore 19.00, avrà luogo la cerimonia di inaugurazione alla quale presenziano il Sindaco di Bellona CE dott. Giancarlo Della Cioppa, l'Assessore alla Cultura Prof. Arianna Di Giovanni ed il direttore di Arte Vinciguerra dott. Giovanni Vinciguerra; sono previsti interventi di Giorgio Agnisola, Franco Lista, Carlo Roberto Sciascia.
Antonio Auriemma, Renato Barisani, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero, Giovanni Ferrenti, Enea Mancino sono i sei maggiori astrattisti della Campania, le cui opere saranno esposte presso la Biblioteca Comunale di Bellona in una mostra collettiva dal titolo "Aniconico su Carta", curata da Giovanni Vinciguerra e organizzata dal Comune di Bellona con la collaborazione della Galleria Arte Vinciguerra e dell'Associazione Culturale Ars Supra Partes. L'evento rientra ne "I percorsi dell'Astrattismo in Campania", curati da Carlo Roberto Sciascia.

Astrattismo a Napoli di Carlo Roberto Sciascia
Negli anni Cinquanta Renato Barisani dà vita dà vita ad un poetica dell'informale dalle suggestive evocazioni e, più tardi, ad un'astrazione geometrica organica, anima vivacemente lo spazio delineando percorsi movimentati in ritmiche evoluzioni ove anche l'asimmetria, seppur apparentemente disarticolata, raggiunge un ordine più libero ed incondizionato nello spazio; le superfici ideate, levigate e dai risvolti silenziosi, entrano in intima discorsività con l'ambiente realizzando in piena risolutezza un plastico dinamismo che si compenetra nel mondo circostante.

Il linguaggio di Carmine Di Ruggiero gode di continui riferimenti alla magica atmosfera di Napoli, piena di animazione e folclore, e propongono impressioni "serbate" sia nella sua vita quotidiana, sia durante i suoi viaggi trasferiti in un'impalpabile dimensione virtuale; con una dialettica ricca, quelle visioni tipiche dell'astrattismo geometrico si evolvono in strutture materiche le quali, con "graffi" segnici consunti dal tempo, e impulsi gestuali complessi ed incisivi, si impadroniscono della superficie plastica. Le immagini articolate, che si avvalgono di squarci di colore e di linee scavate in uno sfondo denso per delineare il bisogno di ricollegamento al passato da recuperare, diventano segni che incidono nel cuore tracce indelebili e sofferte in una ricerca (quella attuale) che, non in antitesi o contrasto con quelle degli anni precedenti, sviluppa percorsi malinconici ma più intimi; esse si compongono delicatamente, spargendo un assorto silenzio dal forte impatto emotivo e dalle ripercussioni psicologiche incisive in una mirabile rarefazione sensoriale. La consistenza, abbinata al senso etereo dello spirito ed alle percezioni più intime, entra in rapporto con il mondo intimo e personale più segreto intraprendendo un'emozionante suggestiva avventura spirituale.

Giovanni Ferrenti sintetizza le intense percezioni di una realtà, sovrapposta a quella visibile, in grado da un lato di esaltare in lui il senso di appartenenza all'universo della natura, dall'altro di aprire mondi sensoriali inaspettati. Le sue opere vivono intimamente ed armonicamente con il mondo circostante in una concezione spazio temporale vibrante e si esaltano in un vissuto senso di appartenenza all'universo ed alla natura, aprendo mondi sensoriali inaspettati; sanno fondersi con gli interni spaziosi, con le architetture urbane e, soprattutto, con lo sfondo di un paesaggio naturale che ha nell'infinito il suo limite, disegnando intorno visioni euritmiche, mentre le loro cuspidi si prolungano verso il cielo per fendere le linee di confine tra reale e metafisico, alla ricerca di una fusione globale del visibile all'assoluto; concentrate nella concretezza mediana, si distendono in mirabili estensioni che prospettano da un lato il senso della deflagrazione della materia, dall'altro il procedere inarrestabile del tempo verso il punto di non ritorno, mentre dal loro nucleo energetico sono evocati inquietanti eventi che si stemperano nella levità spaziale tra gesti imperiosi ed effusione di pensiero.

Le sculture di Gianni De Tora disegnano architetture geometriche, sviluppate in rigorose forme campite da intensi colori e da interventi segnici per una riscoperta dei principi matematici e per giungere a realtà "altre". I cromatismi, poi, determinano passaggi decisi e percorsi della mente, così come è evidente. Nelle "strutture riflesse" di De Tora l'insieme si trasforma in contrapposti elementi dal sapore energico e rilevato, che propongono confini tra due realtà simili ma distinte, dalle quali, forse, apprendere una verità : troppo spesso l'uomo discute per futili motivi, senza rendersi conto di osservare tutto su un piano riflesso.

Il rigore espressivo di Enea Mancino tende ad impostare valenze segnico-cromatiche in assetti equilibrati per meglio definire i caratteri distintivi dei suoi lavori; la sua ricerca sul colore e sulla geometria dell'universo si incentra sugli elementi geometrici, i quali si susseguono euritmicamente in originali architetture dall'immediato respiro lirico e dai luminosi richiami all'identità mediterranea con significative sequenze e strati cromatico-espressivi dalle dimensioni controllate. Le sue opere, di notevole sintesi formale, intendono sintetizzare un linguaggio personale per le tracce e le vibrazioni, che le caratterizzano. La sua sintesi non è solo formale in quanto il rigoroso segno entra in contatto con l'armonia dell'universo, mentre le pulsioni interiori cercano un equilibrio assoluto.
L'equilibrio tonale dà corpo alle opere di Antonio Auriemma e le sospende nel tempo e nello spazio sul filo ineffabile della percezione emozionale; i suoi lavori, sottilmente poetici, si avvolgono di misterioso incantesimo offrendo scenari intensi e avvincenti, ricchi di profumi e sapori mediterranei. L'artista si avventura in visioni in bilico tra miraggi e suggestioni, rimandi trasparenti di memorie passate, per accedere a progressioni fantastiche e liricamente energiche in una concretizzazione di accenni intimistici.

Per informazioni: sig.ra Rosanna Di Rubbo 0823/96 55 34.

In occasione dell'inaugurazione è stato edito un catalogo con interventi di Giancarlo Della Coppa, Arianna Di Giovanni e Giovanni Vinciguerra, testi di Giorgio Agnisola, Franco Lista, Carlo Roberto Sciascia e William Tode.

Inaugurazione: martedì 24 giugno - ore 19.00 a Bellona. Interventi di: Giorgio Agnisola, Franco Lista, Carlo Roberto Sciascia.

Presenzieranno: il Sindaco di Bellona dott. Giancarlo Della Cioppa, l'Assessore alla Cultura prof. Arianna Di Giovanni ed il direttore di Arte Vinciguerra dott. Giovanni Vinciguerra, curatore della mostra

Patrocinio: Comune di Bellona, Galleria Arte Vinciguerra, Associazione Culturale Ars Supra Partes

Biblioteca Comunale
Piazza Pietro Villano 81041 Bellona (CE)
La mostra proseguirà fino al 15 luglio con il seguente orario: lunedì, mercoledì e venerdì 9.00 - 13.00; martedì e giovedì 9.00 - 13.00; 15.30 - 18.00; domenica chiuso.

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