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Roberto Fuda
dal 8/4/2002 al 30/4/2002

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8/4/2002

Roberto Fuda

La Corte Arte Contemporanea - Associazione Culturale, Firenze

Spazio disponibile. L'idea di proporre l'opera d'arte come uno spazio a disposizione del pubblico implica il superamento della concezione del quadro come icona immutabile e lo trasforma in un oggetto da fruire e modificare con segni permanenti tracciati sulla superficie pittorica...


comunicato stampa

Spazio disponibile

L'idea di proporre l'opera d'arte come uno spazio a disposizione del pubblico implica il superamento della concezione del quadro come icona immutabile e lo trasforma in un oggetto da fruire e modificare con segni permanenti tracciati sulla superficie pittorica.

Non vi sono dubbi che alle opere proposte dall'artista corrispondano, sul piano della realtà oggettiva, gli spazi (quasi sempre molto angusti) che la società mette a disposizione del singolo. Sono tuttavia possibili altri piani di lettura che impongono riflessioni di tipo diverso, non ultima quella sulla genesi dell'opera come spazio pittorico puro.

Chi aderirà a quest'ultima interpretazione, di carattere concettuale, avrà forse qualche difficoltà ad accogliere l'invito di lasciare un proprio segno sulla tela dipinta; ma anche in questo caso bisognerà chiedersi se tale rinuncia non rappresenti egualmente uno dei momenti creativi dell'opera stessa, di fronte alla quale si sarà preferita la profonda proiezione mentale di un segno piuttosto che un'azione materiale di superficie.

Aprire lo spazio dell'opera all'azione del pubblico significa consentire la creazione continua di un palinsesto, di una sovrapposizione di segni. Ciò, tuttavia, implica necessariamente la distruzione della facies originaria dell'opera stessa.
Si arriva quindi a comprendere le ragioni più profonde dell'operare artistico: tutto sembra nascere dal timore che una forza barbara e occulta, ma creativa, portatrice di altri segni, stia per distruggere quella che noi consideriamo la nostra cultura.
Con una specie di olocausto dell'opera, l'artista raccoglie l'ultimo aspetto di questa cultura e lo consegna a chi dovrà mutarlo affinché tutto proceda secondo il percorso inarrestabile della Storia.

Inaugurazione Martedì 9 aprile 2002 ore 18

Orario di apertura dal martedì al sabato ore 16-19 e, in altri orari, per appuntamento

Catalogo con testo introduttivo di Pietro Gaglianò

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