Velan - Centro d'Arte Contemporanea (sede2)
Torino
via Saluzzo, 64
011 280406 FAX 011 280406
WEB
Davide Bertocchi e T-yong Chung
dal 18/5/2010 al 8/7/2010
mart-ven 16-19

Segnalato da

Velan Centro d'Arte Contemporanea




 
calendario eventi  :: 




18/5/2010

Davide Bertocchi e T-yong Chung

Velan - Centro d'Arte Contemporanea (sede2), Torino

Garage42 - Spacecraft Attitude. La mostra intende stabilire un contatto tra una certa visione tecnologica dalla forte connotazione utopico-scientifica di Bertocchi con quella tecno-ludica di Chung. A cura di Francesca Referza.


comunicato stampa

a cura di Francesca Referza

Garage42 è un nuovo format pensato per la nuova sede del Velan Centro d’Arte Contemporanea di Torino. Trasferitosi di recente in via Saluzzo, il Velan center, con l’appuntamento garage42 propone due artisti, nei lavori dei quali siano riscontrabili delle assonanze, dei rimandi, sottolineati appunto dall’accostamento nello spazio della galleria. garage42 è letteralmente un garage per due. Il format intende dunque sottolineare l’idea di uno spazio condiviso, che non è solo quello fisico, ma anche e soprattutto mentale. Una contaminazione di linguaggi, favorita, in fase progettuale, da un forte dialogo a tre, tra gli artisti e il curatore. Non si tratterà tuttavia di produrre lavori a quattro mani, possibilità eventualmente condizionata alla disponibilità degli artisti invitati, quanto piuttosto di cercare una affinità, una distanza minima, quella della condivisione e del dialogo tra le due ricerche, pur mantenendo ciascuno, il proprio punto di vista. L’immagine che traduce meglio questo contatto è quella del tessuto epiteliale trasversale, costituito da cellule capaci di scivolare le une sulle altre. Il rapporto tra i lavori degli artisti, infatti, è immaginato come una forma di contatto fisico, un contatto di superficie, ma di natura dinamica che, a partire dallo scivolamento dialogico di un lavoro accanto all’altro, produca esiti non prevedibili inizialmente.

Per il primo appuntamento di garage42, sono stati invitati gli artisti Davide Bertocchi (Modena - 1969) e T-yong Chung (Tae-Gu - Corea del Sud, 1977) che, pur appartenendo a due generazioni ed evidentemente due culture diverse, hanno in comune la condizione di vivere in un paese diverso dal proprio. Infatti Davide Bertocchi vive ormai da anni a Parigi ed altrettanto dicasi di T-yong Chung per l’Italia. Spacecraft Attitude intende stabilire un contatto del tutto naturale, che preesiste alla mostra, tra una certa visione tecnologica dalla forte connotazione utopico-scientifica di Davide Bertocchi con quella che definirei piuttosto tecno-ludica di T-yong Chung. In entrambi i casi gli esiti hanno un carattere di inutilità e di conseguenza l’atmosfera della mostra è piuttosto quella che si respirerebbe dopo il fallimento di un esperimento. Ciononostante, gli oggetti, in entrambe le versioni di Bertocchi e di T-yong Chung, esistono e resistono alla propria inutilità, forti di una certa dignità estetica che li accomuna. In effetti per Spacecraft Attitude, tecnicamente, si intende l’assetto, o posizione nello spazio, di un veicolo spaziale, solitamente descritto da due coordinate, la latitudine e la longitudine, relative all’orbita di un apparecchio. Il titolo, gioca sull’ambiguità del sostantivo attitude che è traducibile genericamente anche come atteggiamento, posa. Dunque più che occuparsi di coordinate spaziali e descrittori di posizioni di orbite satellitari, la mostra ruota attorno all’idea di estetica non funzionale, di quel particolare ‘atteggiamento’ pseudo – scientifico che hanno certi oggetti che si trovano in molti film di fantascienza degli anni Sessanta. Nella visione di Davide Bertocchi questa estetica assume una connotazione politico-malinconica, con venature anche grottesche, invece, nella traduzione che ne fa T-yong Chung, ha tratti di leggerezza semantica.

Useless Revolutions, Le regime, Telly (CNN) e Tropicalnocturnalpastiche di Davide Bertocchi, Untitled (2005), Compass e Untitled (2010), installazione ambientale di T-yong Chung, oltre che dall’atteggiamento pseudo scientifico sopra descritto, hanno anche assonanze formali, date dalla presenza ricorrente di forme geometriche riconoscibili come la sfera, il cerchio ed il quadrato.

Come fossero elementi minimi della costruzione di una realtà all’insegna della misura, tra passato e proto futuro, in una linea che idealmente unisce Piero della Francesca e Kubrick. Useless Revolutions (2009) è una sfera a specchi che, come in un mosaico al contrario, è stato privato delle sue tesserine, per cui, pur illuminato, invece di creare un’atmosfera disco, compie delle rivoluzioni su se stesso tanto silenziose quanto inutili. La stessa condizione di inutilità la ritroviamo in Telly (CNN). La forma cubica e il riverbero di una luce colorata e mobile richiamano l’idea di una televisione, ma appunto più l’idea che la sua funzione. In effetti, dentro la forma cubica in onice trasparente una vera televisione, grazie ad un collegamento satellitare, manda in onda i programmi della CNN. La tecnologia tuttavia è annullata dal prezioso materiale che, come le vetrate delle cattedrali gotiche, veicola unicamente messaggi luminosi, rendendo la televisione muta e, dunque, del tutto inutile. Tropicalnocturnalpastiche (2010) – spiega Davide Bertocchi - è un lavoro composto da 25 immagini di test atomici eseguiti nei paradisi tropicali, dalle Isole Bikini agli atolli del Pacifico.

Oltre all'assurdità dei test (oltre 1200 dal 1945 ad oggi), mi interessava l'idea del ‘sublime’ che sprigiona ogni immagine, vista anche come evento di espressione semi divina. In fondo i principi fondamentali dell'universo sono riprodotti in modo piuttosto impacciato, perverso e inquietante dall'uomo. Gli occhiali da sole sono parte dell'opera. Servono per guardare l'immagine come idea di riproduzione di uno stato d'animo distopico legato ai tropici, ma anche ai test. Infatti gli occhiali scuri erano utilizzati da chi guardava i test atomici onde evitare danni alla retina. Le Regime (2009) è un mini-monumento che esplicitamente gioca con il doppio significato della parola regime in francese. L’ambiguità semantica di regime, politico ed alimentare (“regime” in francese significa anche “dieta”) è anche formale. Quattro elementi geometrici primari di marmi diversi si sovrappongono. L’ultimo elemento ricorda un bicchiere da ordinario Slim Drink o integratore alimentare con una cannuccia di plastica estraibile. Accentua il suo aspetto di oggetto irriverente e divertente insieme, il fatto che gli elementi geometrici di cui è composto, non siano uniti in modo definitivo, bensì variamente componibili come in un gioco di costruzioni. Di nuovo un riferimento allusivo all’idea politica della parola ‘regime’, ma anche quella del giocattolo, che in questo lavoro, più che negli altri, avvicina l’estetica di Bertocchi a quella di T-yong Chung.

Untitled (2005) di T-yong Chung è un gioco di dadi sui generis. Infatti, al posto dei numeri, in uno compaiono i nomi di note città del mondo come New York, Milano e Londra, nell’altro invece, ci sono i simboli dei più comuni mezzi di trasporto dal treno, all’aereo, alla bici. Al caso dunque sono affidati sia la destinazione che il mezzo di trasporto con cui raggiungerla. Si tratta in realtà di un gioco del tutto concettuale perché, essendo i dadi in marmo, si possono solo guardare, ma non toccare. Quindi l’istinto di tirare i dadi viene inibito dal divieto e costringe il potenziale giocatore a compiere uno sforzo immaginativo. Untitled porta il discorso di Telly di Bertocchi, su un piano ludico, ma con assonanze tra i due lavori sia formali (la forma cubica) che concettuali (l’inutilità dell’oggetto). Con l’installazione Untitled (2010), è come se ci trovassimo immersi in un paesaggio lunare costellato di relitti spaziali precipitati al suolo. Piccole meteoriti di cemento, mescolate a formare una sorta di archeologia stellare. In effetti si tratta della combinazione di elementi appartenenti a due lavori precedenti di T-yong, B612, nome del piccolissimo asteroide, sul quale vive il famoso piccolo principe di Antoine Saint-Exupéri, e Fingerprints, installazione site specific realizzata per lo spazio della CAR projects di Bologna nel 2008.

L’installazione, pensata dall’artista per Spacecraft Attitude, mescola, confondendoli gli uni tra gli altri, pezzi di B612, forme bizzarre come d’alluminio, ottenute dall’accostamento di ordinari e a volte superflui oggetti d’uso quotidiano e geometriche forme congelate nel cemento, oggetti poco riconoscibili che sembrano aver subito un rapido raffreddamento termico che ne ha modificato permanentemente la materia e bloccato la forma in strani assemblaggi. Fa eco a Useless Revolution di Bertocchi l’opera Compass (2005) di T-yong. L’immagine semplice, ottenuta da T-yong ritagliando un foglio A4 con il compasso, può in effetti essere considerata il punto di partenza dell’intera mostra che idealmente punta al cosmo e allo spazio, giocando a manipolare forme o immagini mentali.

Si ringrazia per il contributo: Regione Piemonte

Inaugurazione 19 maggio ore 18

Velan - Centro d'Arte Contemporanea (sede2)
via Saluzzo, 64 - Torino
Orario: dal martedì al venerdì ore 15,30 – 18,30
Ingresso libero

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