Fondazione Tito Balestra
Longiano (FC)
piazza Malatestiana, 1
0547 665850 FAX 0547 667007
WEB
Italo Zannier fotografo
dal 9/9/2010 al 25/9/2010
10 set 15-19, 11 e 12 set 10-12 e 15-19, fino al 26 set martedi' - dom 10-12 e 15-19
WEB
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Around Photography




 
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9/9/2010

Italo Zannier fotografo

Fondazione Tito Balestra, Longiano (FC)

1957-2007. Dagli interni friulani al kitsch nelle citta'. L'autore e' attratto dal tema dell'abitare, indaga gli spazi della quotidianita' e i tempi in cui questa si sviluppa. Mostra a cura di Roberto Maggiori nell'ambito di SI Fest - Savignano Immagini 2010.


comunicato stampa

A cura di Roberto Maggiori nell'ambito di SI Fest - Savignano Immagini 2010.

Un'esposizione delle fotografie realizzate dal noto studioso nell'arco di cinquant'anni.

Lo Zannier fotografo in mostra, a cura di Roberto Maggiori, è quello attratto dal tema dell’abitare, quello che indaga gli spazi della quotidianità e anche i tempi in cui questa si sviluppa, visto che la mostra prende in considerazione un arco temporale di cinquant’anni. La parte più cospicua dell’esposizione è costituita dai noti interni friulani, fotografati dalla seconda metà degli anni ’50, fino alla metà dei ‘70. In queste fotografie, ragionate ed essenziali, ricche al tempo stesso di interessanti indicazioni sociali e di lirismo (la rappresentazione di qualcosa che va scomparendo, per quanto distaccata, evoca inevitabilmente una certa romantica malinconia), ritroviamo l’approccio neorealista tipico del dopoguerra, mescolato all’interesse per l’architettura che Zannier ha sempre coltivato.
In questi interni friulani emerge la composta e altera dignità friulana, una matrice collettiva che si riscontra costantemente pur in luoghi diversi, ma simili nel disordine ordinato, nella pulita precarietà. C’è poi la luce che svela senza clamore i luoghi, un’illuminazione funzionale a raccontare l’intimità preziosa, difficilmente accessibile ad estranei, che Zannier è riuscito invece a registrare e a rendere Storia. Questo racconto si è protratto negli anni testimoniando a più riprese l’evoluzione della società, dapprima friulana e poi, con l’incedere della globalizzazione, italiana. Nella sintesi dello scatto prende così forma il cambiamento epocale di quegli anni, quando la società da rurale e contadina va via via trasformandosi in industriale, acquisendo tutti i vantaggi e le comodità della grande distribuzione, ma anche il kitsch conseguente.
Questa peculiare sintesi raggiunge l’apice con le diacronie concluse tra il 1975 e il 1976. In questi lavori Zannier ritorna sugli stessi luoghi fotografati sedici anni prima e dallo stesso identico punto di vista, con la stessa lunghezza focale, posizionando persino i personaggi nel medesimo punto, rileva il mutamento dell’ambiente e dei protagonisti che lo animano. Con questa singolare narrazione in cui il passato volge al futuro, e viceversa, Zannier amplifica l’ineguagliabile forza della fotografia nel rappresentare i mutamenti storici.
Purtroppo pochi mesi dopo la realizzazione delle diacronie sopraggiunge il terribile terremoto del Friuli in cui scompariranno, tra l’altro, molte delle abitazioni fotografate da Zannier, consegnate definitivamente alla Storia e all’immaginario collettivo sotto forma di immagine bidimensionale. Zannier eseguirà le ultime fotografie professionali proprio tra quelle macerie, in una di queste, "Il Castello di Colloredo di Monte Albano dopo il terremoto in Friuli", eseguita nel maggio 1976, spicca un emblematico cartello con la scritta "risorgerà", una promessa, oltre che una speranza.
Dopo trent’anni, insieme al Friuli – rinato già da qualche tempo – risorge anche il fotografo Italo Zannier che nel 2007 riprende a fotografare con nuovo entusiasmo. Questa volta gli spazi sono quelli globalizzati e standardizzati della nostra contemporaneità massificata e al lirismo intimo degli interni friulani si sostituisce l’ironia fragorosa o per meglio dire il grottesco. E’ un tripudio di kitsch fotografato in ogni dove, da New York a Barcellona, da Parigi a Vienna, fino a Venezia, "quasi una storia postneorealista", così la definisce lo stesso Zannier, sottolineando l’impossibilità di immaginare oggi forme di realismo verosimili in una società irrimediabilmente contaminata dai 'reality' e dalla spettacolarizzazione, senza troppe pretese, di tutto e di tutti. Un abisso tra queste e le "semplici", antiretoriche ed emozionanti immagini di mezzo secolo fa che la Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia ha messo a disposizione per questa mostra.
L’occhio meccanico puntato sul nuovo millennio rileva così altri tempi e altre moralità e ancora una volta le fotografie scattate da Italo Zannier registrano ed evidenziano un cambiamento storico, l’ennesimo nell’alternanza dei cicli culturali che dialetticamente si muovono tra alti e bassi, in attesa di qualcosa che prima o poi "risorgerà".

Domenica 12 settembre alle ore 16, nella sede della mostra, ci sarà un breve incontro pubblico con il curatore Roberto Maggiori e col fotografo e docente dello IUAV Guido Guidi, a proposito del lavoro fotografico di Zannier.

Opening presso la Fondazione Venerdi' 10 settembre ore 15-19
ore 19 SI Fest 2010 - apertura del festival
Inaugurazione delle mostre nel centro storico di Savignano dalle 20 alle 24

Fondazione Tito Balestra
Longiano (FC), piazza Malatestiana 1
11 e 12 settembre: ore 10-12 e 15-19
fino al 26 settembre, dal martedì alla domenica: ore 10-12 e 15-19
Ingresso alla Fondazione € 3,00 (soci Touring/FAI € 2,00)

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