Alfabeta gommadelta. Un materiale come la gomma, morbido e compatto, sensibile alla pressione tattile eppure indeformabile nella sua struttura, ha catturato l'attenzione dell'artista.
a cura di Claudio Cerritelli
Un materiale come la gomma, morbido e compatto, sensibile alla pressione tattile eppure indeformabile nella sua struttura, ha catturato l'attenzione di Luisa Elia. Le nuove forme plastiche nate da questo incontro, insistono sulla ricerca delle cavità che svuotano la scultura dall'interno, rendendola abitazione, quasi tana, per lo spirito che le occupa. Una serie di piccoli nuclei isolati, parte di quell'universo di sintesi che li accoglie, autonomi, colorati e autosufficienti, ma che all'occorrenza riescono ad aggregarsi e proliferare nella più grande struttura a parete. Creature complesse, rigorosamente controllate in fase di gestazione.
“L'artista”, scrive Claudio Cerritelli nella presentazione in catalogo, “crea una forma positiva in creta, poi fa un negativo rispetto al quale interviene riempiendo il guscio con gomma, colore e catalizzatore. L'immagine-impronta nasce02 6598056 dal calco della forma iniziale, poi si passa alla rottura del guscio e la pasta gommosa viene lavorata a più riprese fino a creare l'originale. Un procedimento a scatola, dove il contenitore forma il contenuto attraverso sporgenze che diventano depressioni, e viceversa, senza cedere mai all'artificio tecnico fine a se stesso ma rimanendo concentrata sul sogno della materia come genesi di ogni immagine”.
Catalogo in galleria.
Inaugurazione 22 settembre alle ore 18.30
Spaziotemporaneo
via Solferino, 56 - 20121 Milano
Orari: dal martedì al sabato 16,00-19,30
Ingresso libero