Fondazione Morra Greco
Napoli
largo Avellino, 17
081 210690 FAX
WEB
Cezary Bodzianowski / Giulia Piscitelli
dal 27/10/2010 al 6/1/2011
lun-ven 10-14

Segnalato da

Fondazione Morra Greco




 
calendario eventi  :: 




27/10/2010

Cezary Bodzianowski / Giulia Piscitelli

Fondazione Morra Greco, Napoli

'Casio Pay' e' un'installazione di Bodzianowski che consiste in un monitor e una proiezione. I video documentano una serie di gesti e piccole azioni che l'artista ha svolto negli spazi della Fondazione e nelle strade di Napoli. 'Beige' di Piscitelli, e' il film di un film: una pellicola in bianco e nero trovata, visionata con una vecchia moviola, azionata a mano e nuovamente ripresa dall'artista.


comunicato stampa

Il 28 ottobre alle ore 19 la Fondazione Morra Greco inaugura le mostre Casio Pay di Cezary Bodzianowski e Beige di Giulia Piscitelli.

Casio Pay è un’installazione di Cezary Bodzianowski che occupa il primo piano della Fondazione Morra Greco e che consiste in un monitor e una proiezione posizionati nelle due stanze alle estremità del piano. I video documentano una serie di gesti e piccole azioni che l’artista ha svolto rispettivamente negli spazi della Fondazione e nelle strade della città di Napoli. Il monitor e la proiezione funzionano come i poli opposti di un magnete e definiscono i confini di uno spazio attraversato da tensioni ed energie, in cui il movimento fluisce naturalmente e senza soluzione di continuità dall’interno del palazzo verso l’esterno. Per l’invito l’artista ha scelto l’immagine di una mano che tiene nel palmo un orologio da tasca.

L’orologio è chiuso ma è decorato con l’immagine di un uomo in motocicletta. Il titolo è un gioco di parole che associa ironicamente la popolare marca di orologi al termine inglese ‘pay’, pagare. L’artista richiama la nostra attenzione sul fatto che siamo soggetti al ritmo e alla velocità impostici da convenzioni esterne. La frenesia caratterizza il nostro uso del tempo, è associata alla resa produttiva e ad una concezione economica del tempo a nostra disposizione, da cui deriva la condanna della sua ‘perdita’. Ma cosa è o cosa significa esattamente ‘perdere tempo’? E chi paga per il tempo che perdiamo? È forse il ‘tempo perso’ quello che viene sottratto all’attività produttiva o alla routine? Ma in questo caso, la perdita, non rappresenta forse una riconquista, un riappropriarsi di quello stesso tempo in altra forma, piuttosto che il contrario? Nelle sue azioni al limite dell’assurdo, Bodzianowski considera il tempo come una materia flessibile, che può essere continuamente manipolata, spostata, sottratta a una data situazione e trasformata in qualcos’altro.

In ognuna delle azioni documentate in mostra, l’artista formula diverse possibilità di contare il tempo attraverso i movimenti più semplici. Le stanze comprese tra il monitor e la proiezione in mostra, rappresentano un vuoto, una disponibilità di spazio e di tempo che il pubblico può a sua volta riempire. Partendo dalla considerazione che ci muoviamo in una realtà assoggettata a un’idea rigida e convenzionale di tempo, l’artista suggerisce di contro la possibilità, se non la necessità, di uno sviluppo parallelo di realtà, scandite da un ritmo altro, più impreciso e aperto.

Beige (2001-2010), di Giulia Piscitelli, è il film di un film: una pellicola in bianco e nero trovata, visionata con una vecchia moviola azionata a mano e nuovamente ripresa dall’artista. Il lavoro, “installato” nel piano basamentale della Fondazione, come spesso accade nella produzione di Giulia Piscitelli, ha una doppia data perché frutto di un ritrovamento e di successive elaborazioni. Nel film appaiono due donne, una più giovane dell’altra, di cui non si conoscono l’identità né il rapporto che le lega. Le immagini sono di volta in volta più o meno nitide, sfuocate, il ritmo con cui scorrono è irregolare, come affaticato, sottolineato dal rumore di sottofondo della manovella.

Nel piano interrato della Fondazione si trova anche l’installazione – Idem (2010) - un grappolo che scende dal soffitto, realizzato assemblando grandi foglie, provenienti dalla potatura di un’ agave ventennale che si trova nello zoo di Napoli, un luogo che l’artista visita regolarmente e in cui trascorre molto tempo. Le foglie sono ricoperte da frasi diverse, incise dai frequentatori stessi dello zoo. Si tratta per lo più di messaggi che celebrano amori e unioni che mirano all’eternità e che tuttavia vengono affidati alla fugacità della vita della pianta. Al piano superiore, I have some time to spend with you (2010) è una proiezione di 80 diapositive, datate 1955, ritrovate molti anni fa nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti, a Napoli. Si tratta di fotografie di viaggio, scattate a Detroit e dintorni, un itinerario che ripercorre un immaginario di democrazia, produttività e benessere: la Ford e la fiorente produzione dell’industria automobilistica, una campagna elettorale, attraversamento di paesaggi. Si tratta di immagini di benessere in cui si inserisce di tanto in tanto un dettaglio meno rassicurante, una piscina vuota per esempio.

Con caratteri e forme diverse i lavori in mostra definiscono un campionario di immagini legate al passaggio, alla mutabilità del reale, all’evanescenza, al passaggio del tempo. In ognuno c’è l’affermazione di una caducità, quella dell’amore, dei legami e del benessere, la messa in discussione e il dubbio su un assoluto. Il beige, che è una sfumatura prima ancora di un colore, è il filo che li tiene insieme.

Si ringrazia Lo Zoo di Napoli per la collaborazione

Contatti: Alessia Evangelista
tel. +39 081 210690 / +39 0815510343
info@fondazionemorragreco.com

Immagine: Giulia Piscitelli

Opening 28 ottobre 2010 ore 19

Fondazione Morra Greco
Largo Avellino, 17, Napoli
Orario: lun-ven 10-14
ingresso libero

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