VisionQuesT gallery
Genova
piazza Invrea, 4 r
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Confini08
dal 15/12/2010 al 30/12/2010
18.30-21 mercoledi-sabato 15.30 - 19.30 e su appuntamento

Segnalato da

VisionQuesT gallery




 
calendario eventi  :: 




15/12/2010

Confini08

VisionQuesT gallery, Genova

VIII edizione della rassegna annuale dedicata alla fotografia creativa. Per la prima volta quest'anno la rassegna e' presentata in forma itinerante anche a Milano, Genova e Trieste, oltre che nelle sedi storiche di Firenze e Roma.


comunicato stampa

Firenze - Galleria Via Larga: 1-13 settembre 2010
Torino - Osservatorio Gualino: 10 –24 ottobre 20101
Roma - Istituto Superiore Antincendi: 11 -20 novembre 2010
Genova - VisionQuesT Gallery: 16 – 31 dicembre 2010
Milano - Polifemo Fotografia: 10 – 23 gennaio 2011
Palermo - Lanterna Magica: 29 gennaio – 17 febbraio 2011
Trieste - Sala Fenice: 16 marzo – 15 aprile

PhotoGallery e MassenzioArte, da anni impegnate nella promozione della fotografia di ricerca, presentano Confini 08, ottava edizione della rassegna annuale dedicata alla fotografia creativa. Per la prima volta quest’anno la rassegna sarà presentata anche a Milano, Genova e Trieste, oltre che nelle sedi storiche di Firenze e Roma, e in quelle di Torino e Palermo che già l’hanno ospitata nella precedente edizione.
Il ciclo di mostre si è aperto alla Galleria Via Larga di Firenze (via Cavour n.7 rosso) il giorno 1 settembre 2010 alle ore 17.30 e contemporaneamente su web all’indirizzo http://www.photogallery.it

Quattro i lavori selezionati:

“C a t t i _ V i t a” di D i amb r a Ma r i a n i e V a l e n t i n a Me r z i
“Mo v ime n t a z i o n i” di L u c a B a l d a s s a r i
“P h o t o B o o t h” di F l a v i a F a s a n o
“S i l e n t Forms “ di C a n d i d o B a l d a c c h i n o

Confini è ormai il principale appuntamento annuale in Italia per presentare nuovi autori fra quanti propongono un modo alternativo di immaginare la fotografia; autori forti di un proprio linguaggio, che ci mostra la loro visione della realtà.

Scopo e sedi della rassegna

"La disponibilità di nuovi strumenti, la seduzione del post-moderno e la molteplicità dei media che caratterizzano la nostra epoca hanno allargato la visione di molti fotografi e stiamo assistendo al definitivo abbattimento dei confini tra la fotografia e le altre forme d'arte. Confini è la rassegna delle contaminazioni tecniche e linguistiche". Con queste parole venivano tracciate nel 2001 le linee guida di un progetto che, giunto alla ottava edizione, si conferma come un momento di verifica e di incontro con gli autori che utilizzano la fotografia in modo creativo al di fuori dalle convenzioni. Confini è organizzato dalle Associazioni Culturali PhotoGallery e MassenzioArte e da sempre è stato esposto a Firenze e Roma oltre che nel sito internet http://www.photogallery.it Dal 2009 Confini è stato presentato anche a Torino e Palermo mentre la presente edizione, grazie alla partecipazione di ulteriori partner culturali, la rassegna toccherà ben sette città italiane.

Confini si rivolge a tutti gli autori che operano in modo progettuale, utilizzando la fotografia per restituire in forma visiva una idea maturata a priori rispetto al momento dello scatto. E’ un percorso creativo diametralmente opposto alla fotografia documentaria, che coglie frammenti di realtà che esistono indipendentemente dalla fotografia. I progetti proposti da Confini nascono spesso in largo anticipo rispetto all’atto di fotografare e non di rado vengono messi in pratica solo dopo avere trovato le soluzioni tecniche specifiche o aver creato delle scene finalizzate allo scatto.
In linea di principio i progetti presentati da Confini si sviluppano su un numero consistente di immagini che devono essere esposte in numero adeguato per essere rappresentativo. Per questo motivo ogni edizione Confini propone un numero limitato di autori.

Confini ha una particolare attenzione alla fotografia italiana ma ha una visione di ampio respiro grazie la nutrita presenza di autori italiani con relazioni internazionali e di stranieri che operano in Italia (Susan Kammerer, Angelina Chavez, Robert Marnika, Sabine Korth, Roberta Vivoli).
Un interessante dato statistico emerge dalle edizioni della rassegna: esattamente il 50% di autori che hanno partecipato a Confini sono donne. Questa forte partecipazione femminile dimostra la vivacità, se non l’interesse, delle donne per una fotografia che non è colta al volo ma più riflessiva, progettuale e critica.

Le precedenti edizioni di Confini sono state gratificate da numerose recensioni sulla stampa e tre servizi nei telegiornali regionali di RAI3. Questi attestati di interesse dei media dimostrano l’attenzione di cui gode la rassegna nelle città che la hanno ospitata.

Per tutti questi motivi Confini, che è ormai giunta alla sua ottava edizione, si propone come il principale appuntamento annuale in Italia per presentare nuovi autori fra quanti propongono un modo alternativo di immaginare la fotografia; autori che, forti di un proprio linguaggio, ci mostrano la loro visione della realtà.

Autori

Diambra Mariani e Valentina Merzi – CATTI_VITA Catti_vita è un lavoro sul confine tra libertà e prigionia. Le immagini scattate nello zoo di Cali in Colombia e in quello di Berlino in Germania diventano simbolo di una condizione contemporanea di repressione sociale e politica dove le gabbie sono solo meno evidenti ma non meno condizionanti. Nate a Verona nel 1982 e 1983, Diambra e Valentina sono laureate rispettivamente in giurisprudenza e filosofia ed entrambe hanno seguito un master in fotografia e digital imaging dopo aver essersi avvicinate alla professione come fotoreporter e grafica. Il loro primo progetto comune è stato In*heritance (2009) esposto a Verona (Fuoricorso) e Milano (Loggiato del Palazzo della Gran Guardia) Ad oggi Diambra si occupa solo di fotografia mentre Valentina è anche pittrice: insieme si stanno avvicinando al linguaggio video, montando le fotografie con musiche e testi. Collaborano tra loro nella realizzazione di video documentari e audio documentari nella convinzione che la multimedialità sia il futuro verso cui tendere per trovare una nuova chiave di narrazione. La fotografia è comunque una professione per entrambe.

Diambra è più orientata verso il reportage, Valentina verso la fotografia artistica ma - lavorando insieme - i progetti risultano spesso 'contaminati' da entrambi i generi. L’aspirazione è riuscire ad aprirsi al mercato ella fotografia artistica e al contempo proseguire con lavori di reportage sociale, quale appunto “In*heritance” che analizzava l'idea che i nuovi abitanti del quartiere multietnico di Verona stessero in qualche modo raccogliendo l'eredità di uno stile di vita tipico degli anziani abitanti veronesi. Uno stile piacevole, fatto di piccole realtà commerciali e artigianali, di abitudini di quartiere 'lente', di rapporti di vicinato. Diambra e Valentina hanno pubblicato “Partire” (Vallardi, 2009) e “In_heritance”, catalogo della omonima mostra e creato il sito In*heritance come contenitore di progetti fotografici, artistici, multimediali.

Luca Baldassari - MOVIMENTAZIONI
Il movimento e la sua rappresentazione sono un tema caro a Luca Baldassari, che ne subisce il fascino e la voglia di esplorarlo ogni volta che si trova in viaggio. “Movimentazioni” è la trasposizione di “figure di cose che significano altre cose”, citando parole di Italo Calvino. Dice Baldassari: “praticamente tutto si muove anche quando gli oggetti attorno a noi sono immobili. Le loro immagini sulla retina si muovono, perchè la testa e gli occhi non sono mai interamente fermi, e il foro stenopeico come occhio è un formidabile amico nel sorprendere quel movimento che spesso noi non riusciamo o non siamo capaci di cogliere”. Ma la ricerca di Baldassari è anche ricca di poesia, grazie alla “capacità di cogliere il paesaggio in atmosfere sognanti e soffuse, di forte intensità comunicativa” come dice Denis Curti commentandone il lavoro (febbraio 2010).

Nato a Roma nel 1972 Luca è diplomato presso Istituto di Stato per la Cinematografia e Televisione “Roberto Rossellini” - Sezione fotografia. Ha esposto le sue immagini in molti luoghi di Roma, fra cui Galleria RGB46, VISTA Arte e Comunicazione, Casa d’aste Bloomsbury Auction e Galleria Eralov. Da oltre 20 anni è affezionato al foro stenopeico, tecnica che apprezza fra l’altro perché gli permette di usare macchine fotografiche autocostruite e qualunque materiale sensibile, dalla polaroid al digitale. Ma il foro stenopeico lo affascina in particolare perché i lunghi tempi d’esposizione gli consentono di vedere da un punto di vista differente, quasi come in una lunga riflessione al posto di un pensiero fugace. “La luce si posa lentamente sul materiale sensibile e,contemporaneamente, si stratifica nella coscienza del fotografo: si tratta di una particolare forma di conoscenza che mira alla profondità delle cose, all’essenza.” (Riccardo Pieroni, gennaio 2009).

Flavia Fasano - PHOTO BOOTH
Così Flavia scrive del suo lavoro: “Tra una cosa e l’altra … pausa … play photo booth, scatto la foto. Autoritratti dal computer, immagini che cambiano me. Il “Vestito blu” parigino, pensando a “Igor”, la follia di “Iceberg”. Un modo per guardarmi a distanza in sequenze di tempi e stati d’animo, quando ero inverno, quando saltellavo di gioia per la belle jupe che mi portava l’estate, quando la voglia di fumarmi una sigaretta… Niente poteva farmi pensare di raggruppare le foto della mia camera segreta ed esporle, ma poi ci sono luoghi dove si può essere in piena libertà e non m’importa se sono sbagliata, pazza e fuori tempo, quel che conta è che sono viva e non ho paura di mostrarlo”.

Nata a Roma nel 1968, ha sempre amato la fotografia e si è appassionata al fotogiornalismo lavorando all’archivio fotografico del quotidiano “Liberazione”. Frequenta la scuola di fotografia b/n del comune di Roma , nel 2000 partecipa a Parigi a uno stage all’agenzia Magnum photos. Nel 2004 pubblica il primo libro fotografico “Passaggio in India”, sul World Social Forum a Bombay, e nello stesso anno all’Isf frequenta un master di fotogiornalismo. Nel 2007 fonda l’associazione Gerdaphoto con la quale pubblica il libro “Gerda Taro: una fotografa rivoluzionaria nella guerra civile spagnola” - di Irme Schaber, ed. Deriveapprodi. Nello stesso anno fonda la Galleria fotografica 247. Particolarmente sensibile alle tematiche sociali e politiche documenta i movimenti sociali mondiali:in India, Messico, Cina, Africa, Europa
.
Candido Baldacchino - SILENT FORMS
“Silenzio. E il suo contrario urlato. Due aspetti di una medesima condizione esistenziale convivono in apparente conflitto. Estetica dell’uno e indagine sociologica dell’altro sono indissolubilmente legati allo stesso fragile filo. Quello della coscienza che diventa impotenza di fronte a una realtà sfuggente e insieme caotica”. Con queste parole Candido Baldacchino presenta immagini di oggetti ridotti all’essenziale, quasi un minimalismo visivo. Da circa cinque anni Candido preferisce una Holga di poco prezzo alle fotocamere blasonate: “vignettature imprevedibili e infiltrazioni di luce rendono questa macchina capace di sedurre i fotografi tediati dagli automatismi delle fotocamere all’avanguardia”.
Nato a Torino nel 1956 ha all'attivo più di 50 mostre fotografiche. Le sue fotografie sono state pubblicate da Il Fotografo, Photo Italia, Reponses Photo, Reflex, Fotoit, Fotografare, PhotoGraphia, Photographies Magazine, Reflex, Fotopratica, Gente di Fotografia e FotoCineVideo. E’ stato inserito nel catalogo “Giovani Fotografi Italiani – 1992”, nel 1993 espone al Photosalon nell’ambito di Torino Fotografia, nel 1995 viene insignito dell’onorificenza AFI dalla FIAF - Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Ha pubblicato il libro “Silent Form” (Lanterna Magica, 2009), collabora con diverse case editrici e le sue immagini sono in gallerie pubbliche e private.

Inaugurazione 15 dicembre ore 18.30

Vision Quest gallery
piazza Invrea 4 r, Genova
Orario: dal mercoledì al sabato 15.30 – 19.30 e su appuntamento
Ingresso libero

IN ARCHIVIO [43]
Patrick Willocq
dal 30/9/2015 al 28/11/2015

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