Galleria Roma
Siracusa
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Tracce della memoria
dal 30/10/2002 al 12/12/2002
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Segnalato da

Corrado brancato



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Paolo Corsino



 
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30/10/2002

Tracce della memoria

Galleria Roma, Siracusa

Paolo Corsino. Attraversando i vari linguaggi, Paolo Corsino non si identifica in una situazione o movimento artistico che porta con se', inevitabilmente, il limite di una categoria ma, forte della tradizione, rinnova l'identita' basata sulla memoria.


comunicato stampa

''Qualcosa nel movimento astratto suggerisce una forma'' (Lee Krasner)

Attraversando i vari linguaggi, Paolo Corsino non si identifica in una situazione o movimento artistico che porta con se, inevitabilmente, il limite di una categoria ma, forte della tradizione, rinnova l'identità basata sulla memoria. La capacita manipolatoria dell'artista che conduce al mutamento, all'evoluzione di un concetto compositivo, crea una pittura che si caratterizza per la tensione del gesto e la messa in crisi dello spazio e del tempo.
Il suo punto di partenza è puramente gestuale e di marca espressionista sconfinando nell'informale.
Si assiste ad un groviglio di linee e colori in una sorta di trascrizione in tempo reale dei flussi della memoria e della coscienza, facendo di alcune opere il corrispettivo di una potente improvvisazione di stampo jazzistico che restituisce energia creativa allo stato puro. Sono opere di una tale forza espressiva che si riallacciano in parte a un certo espressionismo astratto ma, pur cogliendosi citazioni disinvolte, alla base del lavoro vi e un rapporto emotivo con l'esperienza biografica e culturale che, azzerando ogni limite definitorio, fluisce secondo una logica tutta interiore traducendo in profondo i temi dell'anima. Il quadro diviene, cosi, espressione, luogo di paure, di sogni, di ricordi, di visioni in un processo che dal caotico va verso il formale dove figure larvali e volti emergono gradatamente con la fissità di una maschera. Opere che esprimono la necessita di fermare un nucleo primordiale e strappare frammenti dell'esistenza facendo intravedere un impianto figurale risolto in sagome elementari, primitive. Forme ancestrali e archetipi come regressione al gesto e al segno infantile, primario,costituiscono la trasposizione visiva dell'opera che rimanda la sua densità coloristica nonchè l'accentuazione di rapporti timbrici duri ma calibrati.

La ricerca interiore condotta dall'artista costituisce il profondo dell'opera e si trasforma in stratiflcazione nella pittura che invece di precisare le forme le fa svanire dentro la superficie dipinta; il colore pastoso si mescola, si sporca stabilendo una analogia di sostanza tra il sentire e il fare, spostando l'attenzione sulle valenze più seducenti dell'operazione pittorica ed entrando completamente nel corpo stesso della pittura.

Le macchie cromatiche e il segno -come memoria del gesto- di Corsino pur esprimendo casualità nell'agitazione dell'informale, mantengono un valore costruttivo. Tracce di figurazione sottostante affiorano poco a poco, concrezioni di colore,assumono il vago aspetto di volti totemici, animali, piante, rocce ma tutto e sottoposto alle leggi non controllabili della pulsione interiore che non si ferma all'apparenza del reale. I segni della pittura non sono che tracce intese a registrare - heideggerianamente- la labile presenza dell'essere. La possibilità di una chiave di lettura più insolita di quella che contempla la sfera emotiva di chi attua un modello di pittura sensibile alla percezione umorale della realtà interna ed esterna, sposta l'ago della bilancia verso connotazioni etiche e psichiche del lavoro di Corsino, inscrivendo la poetica dell'artista nella modernità drammatica di un tempo che muta, rispondendo, altresì, ad una urgenza esistenziale.
Ornella Fazzina

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