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2/5/2013

Il Giardino dei sentieri che si biforcano

OCAT Contemporary Art Terminal, Shenzhen

Avventure nell'animazione indipendente. La mostra intende presentare al pubblico i risultati piu' significativi dell'animazione indipendente ad opera di artisti giovani e gia' affermati, cosi' come di quelli di piu' lunga esperienze.


comunicato stampa

a cura di Mariagrazia Costantino, Wang Chunchen

Assistenti curatori: Tao Hanchen, Xu Zhen, Zhu Hua

Artisti partecipanti: AES + S, Riccardo Arena, Bao Jian, Bu Hua, Cao Fei, Chen Hailu, Chen Shaoxiong, Dai Hua, Nathalie Djurberg & Hans Berg, Igor Imhoff, David Fain, Feng Mengbo, Cecilia Traslavina Gonzalez, Gu Dexin, Huang Qifei, Huang Yang, William Kentridge, Eun Hyung Kim, Akino Kondoh, Michèle Lemieux, Lin Junting, Liu Jian, Liu Qianyi, Lu Yang, Miao Xiaochun, Phil Mulloy, Grace Nayoon Rhee, Vera Neubauer, Qiu Anxiong, Carlos Santa, Sky David, Federico Solmi, Sun Xun, Tang Maohong, Tian Xiaolei, Wang Haiyang, Wang Qianru, Wang Xin, Wang Zhang, Wu Junyong, Ye Linghan, Zhang Xiaotao, Zhang Yongji, Zhou Xiaohu, Zhou Ming, Diego Zuelli.

L’espressione cinese Qu Jing Tong You – letteralmente “un sentiero tortuoso conduce a un tranquillo isolamento” – rende bene l’idea di uno spazio concettuale fuori dal tempo, o meglio, di uno spazio sospeso in un tempo non lineare e non escatologico, in cui (e quando) visioni delle illimitate circostanze di vita possono materializzarsi ed essere ripetutamente trasmesse.
Il racconto di Jorge Luis Borges “Il giardino dei sentieri che si biforcano” sembra poter sviluppare l’intrinseca saggezza del proverbio: in esso si narra di come Yu Tsun, una spia dell’Impero tedesco, cercando invano di sfuggire a un inevitabile destino – finire nelle mani del nemico britannico – si sia imbattuto in una scoperta sull’antenato Ts’ui Ben e sul suo romanzo incompiuto, concepito e strutturato come un inestricabile labirinto letterario – lo stesso “giardino dei sentieri che si biforcano”.
Nel mondo in cui è articolata la strategia narrativa di Borges contiene un nucleo di semplice verità: il mondo è troppo complesso e stratificato per essere capito al volo, così i suoi fenomeni. Enumerarli tutti è impossibile, perciò invece di fare liste – un altro concetto che affascinava Borges – è di gran lunga più utile guardare ai meccanismi del loro funzionamento: le ripetizioni, gli schemi ricorrenti e i lievi spostamenti di prospettiva, e di nuovo i punti di svolta e le inattese convergenze.
Nell’ipertesto che Borges costruisce, tempo e spazio diventano inseparabili, come lo sono in tutti gli schemi teorici moderni (e postmoderni). Il labirinto è lo spazio e il tempo che si impiega a percorrerlo. Questa equivalenza è anche al centro di tutte le tecnologie “temporali” e dell’arte multimediale. Un’attenta combinazione di spazio e tempo genera movimento coordinato, premessa dell’animazione. L’esplorazione di tutte le possibilità che le immagini “animate” prevedono è la premessa dell’animazione indipendente.
L’animazione è anche uno dei modi di più diretti che gli artisti hanno di esplorare il loro personale immaginario, così come le culture visive collettivamente interiorizzate. Partendo come indagine “visiva” della psiche, delle sue paure, aspettative, delusioni, fughe temporanee o a lungo termine, diventa paradigmatica di una certa condizione umana e può essere condivisa attraverso la sua esposizione: il libero dispiegamento dei suoi contenuti e la descrizione amplificata dei mali con cui si è costretti a confrontarsi possono sollevare dal dolore e da quel sottile senso di minaccia che l’esistenza può comportare, oppure esaltarli. Liberando dal peso di parole non pronunciate e immagini nascoste, questi lavori possono indicare alternative a modelli prestabiliti e nuove maniere di confrontarsi non solo e semplicemente con ciò che è reale, ma con quello che percepiamo come tale.

Questa mostra ha la finalità principale di presentare al pubblico cinese e internazionale i risultati più significativi dell’animazione indipendente ad opera di artisti giovani e già affermati, così come di quelli di più lunga esperienza, considerati punti di riferimento di questo linguaggio e delle tecniche a questo connesse.
Concepita come un giardino in cui perdersi e da cui riemergere, proprio come un labirinto o il sentiero cui fa riferimento il titolo, può essere temporamente ingannevole, ma rappresenta anche le illimitate occasioni e opportunità che gli artisti hanno di immaginare, quindi creare, e quelle che il pubblico ha di avvicinarsi alle loro visioni.
Per introdurre i lavori vorremmo partire dall’idea di esplorazione: quella di mondi virtuali e quella del tempo, sotto forma di sequenze di immagini sullo schermo. Come qualsiasi altra forma d’arte, anche l’animazione si fonda sulla conoscenza profonda della storia e del presente, ma in quanto espressione dei cosiddetti “cross-media” deve anche essere capace di anticipare nuove direzioni e metterle in relazione l’una con l’altra.
Siamo convinti che la scrupolosa attenzione e la dedizione che questi artisti dimostrano possano racchiudere nel modo migliore tutte le contraddizioni di un linguaggio che sotto l’apparenza di disimpegnato divertissement è in grado di veicolare messaggi dirompenti.

Un ringraziamento speciale va a OCT Loft di Shenzhen per averci permesso di effettuare una selezione di lavori dalla Prima Biennale di Animazione Indipendente di Shenzhen (dal 22 dicembre 2012 al 22 marzo 2013).
A questi OCAT Shanghai ha aggiunto presenze indispensabili come William Kentridge, uno degli artisti più influenti al mondo e colui che ha rivoluzionato il linguaggio dell’animazione ampliandone il raggio d’azione in modo decisivo, Riccardo Arena, Nathalie Djurberg e Hans Berg (per la prima volta in Cina), Igor Imhoff, Gu Dexin (uno dei primi artisti concettuali cinesi), Feng Mengbo, Federico Solmi e Diego Zuelli. La loro presenza a Shanghai non è casuale, ma frutto dell’impegno profuso nell’avvicinarsi a un mondo già da tempo presente in varie forme all’interno della loro ricerca artistica.

Circa un secolo fa, le chiatte sul fiume Suzhou – a pochi metri dallo spazio espositivo – portavano merci e beni di ogni tipo in un magazzino dove oggi visioni senza prezzo sono convogliate e condivise.

Vernissage: 3 Maggio 2013, dalle 17 alle 21.

OCAT, OCT Contemporary Art Terminal Shanghai
1016 North Suzhou Road, Shanghai
Da martedì a domenica dalle ore 10:00 alle 19:00
Venerdì e sabato dalle ore 11:00 alle 21:00

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