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"Ho pensato al lontano viaggio che d'Annunzio fece nel Novecento in Puglia e ai quadernetti che adopero' per appuntare ovunque qualsiasi pensiero gli venisse in mente, alternando puntuali cronache delle vicende della giornata degli uomini a intense meditazioni dove emozioni, amori, coraggio e delusioni si avvicendavano. Con sorprendente similitudine Bafunno legge il territorio attraverso l'obiettivo e lo fa inquadrando gli antichi mestieri, giocando con le ombre, imprimendo libri, case, alberi ma non solo; portando nei tagli fotografici la matura esperienza professionale di architetto delinea ogni inquadratura con una precisione grandiosa e a tutto riesce ad offrire una lettura artistica e languida. La fotografia e', in primis descrizione puntuale, con Bafunno ogni scatto e' una riflessione. Ogni immagine e' suggestione. Tutto si veste di sentimentalismo, non importa se in bianco/nero o a colori. In un percorso espositivo di due sale sono stati introdotti diversi soggetti, affrontando disparati temi da cui emerge la mano giovane attraverso il paesaggio degli anni Novanta e poi, lentamente, si compone il percorso con scatti gia' esposti di libri, barche e poi le ombre, le ciminiere, le bitte, i tombini tutti su supporti diversi per evidenziare la diversita' e cogliere il particolare che, in ogni scatto, sa fare la differenza (Anna Soricaro). Inaugurazione 7 novembre ore 18.