Plus P - The Small
Milano
via Paganini, 3 (angolo Piazza Argentina)
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Luca Crescenzi
dal 26/11/2014 al 26/11/2014

Segnalato da

Sara Fuoco



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Luca Crescenzi



 
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26/11/2014

Luca Crescenzi

Plus P - The Small, Milano

Gli amanti ritrovati. La nuova opera rappresenta un racconto intellettuale dove i livelli interpretativi si mischiano e sovrappongono.


comunicato stampa

‘Gli amanti ritrovati’ sono quelli che Luca Crescenzi ha incontrato nelle sue letture e nelle sue divagazioni personali tra biografie, dipinti, immagini e ricordi riconquistati al Tempo.
Rispetto alla sua produzione passata, in gran parte basata sulla sovrapposizione quasi fisica di piani temporali differenti della stessa persona o soggetto, la nuova opera che Crescenzi presenta al The Small (insieme a una ristretta selezione di opere precedenti) rappresenta un racconto intellettuale dove i livelli interpretativi si mischiano e sovrappongono, a metà tra arte e letteratura.

L’idea, a dir vero quasi sentimentale prima ancora che cerebrale, è di far ritrovare nelle sue prossime opere (di cui Charles et Odette - Adoration Perpétuelle è la prima) amanti spesso dimenticati, le cui storie, inventate da scrittori o reali, rappresentano gli aspetti più controversi ma sempre ritornanti dell’esperienza amorosa.

Nel caso specifico, Charles et Odette sono Charles Swann e Odette De Crecy, due dei personaggi chiave della Recherche di Marcel Proust, feticcio letterario di Crescenzi, o forse sua ossessione. In questa nuova opera il gioco dei livelli e delle citazioni è multiplo: si presenta come un trittico, di medievale e sacra memoria; il soggetto centrale è invece una sensuale cattleya e ai suoi lati gli adoranti protagonisti del titolo sembrano appartenere a mondi distanti tra loro.

Le spiegazioni sono d’obbligo per non perdersi nel gioco di echi e di specchi con cui Crescenzi provoca il suo spettatore. Prima di tutto perché la cattleya? In Un amore di Swann, romanzo-gioiello all’interno del primo libro della Recherche, Charles Swann toccava la sensuale orchidea che Odette poneva strategicamente nel suo decolleté per indicare l’intenzione di fare l’amore con lei.

Ma com’era fatta Odette e perché Crescenzi sceglie per la valva di sinistra del trittico una figura femminile di chiaro stampo botticelliano? La risposta sta ancora in Proust e nel suo libro: proprio Swann, che aveva la peculiare e un po’ decadente abitudine di riconoscere nei suoi contemporanei le somiglianze coi dipinti del passato, rivedeva in Odette il personaggio di Sefora, figlia del biblico Jetro, dipinta da Botticelli nella Cappella Sistina.

Ecco quindi che la protagonista ha un volto preciso, quei tratti dalla bellezza un po’ stanca ma fatale a tanti uomini, che fedelmente Crescenzi recupera e pone in adorazione della cattleya. Charles Swann invece aveva un corrispondente storico in Charles Haas, sofisticatissimo e ricco agente di cambio della Parigi di inizio secolo scorso. Un altro riferimento preciso che l’artista ritrova in due ritratti (uno fotografico e uno pittorico di James Tissot) per dare le fattezze all’altro protagonista dell’opera.
L’adorazione perpetua a cui fa riferimento il titolo è un altro rimando proustiano: un polittico di Hubert e Jan Van Eyck conservato nella cattedrale di Gand suscitò grande interesse nello scrittore e soprattutto il pannello centrale intitolato L’Adorazione dell’Agnello Mistico. E fu probabilmente all’origine dell’idea, cullata per qualche tempo, di intitolare l’ultima parte della sua opera L’adoration perpétuelle.

Crescenzi gioca con tutti questi fili, tirandoli come un burattinaio e camminandoci sopra come un funambolo, rischiando di cadere in un gioco intellettualistico ma salvandosi nella piacevolezza finale dell’opera, che si presta quindi a svariate letture.
In questo intreccio di piani temporali e riferimenti letterari e pittorici, in cui Proust la fa da padrone, Crescenzi riassume una visione quasi estatica dell’amore, in cui il lato terreno e passionale è stato lasciato alle spalle e sublimato. I protagonisti della sua opera guardano la cattleya, senza toccarla e senza toccarsi. Solo nell’atto di chiudere fisicamente le valve del trittico i tre elementi si fonderanno di nuovo insieme, nel segreto di un ritrovato spazio chiuso.

Nelle intenzioni di Crescenzi c’è la realizzazione di almeno altre due opere sul tema ‘Gli amanti ritrovati’, che dovrebbero avere come protagonisti il conte Robert de Montesquiou e il suo segretario Gabriel Yturri, il barone Jacques Fersen e il suo compagno Nino Cesarini.

Inaugurazione giovedì 27 novembre, dalle 19 alle 21

The Small
via Paganini – ang. piazza Argentina, Milano
Ingresso libero

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