Cinema Ferroviario
Udine
Via Cernaia 2
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Cinema Afroamericano
dal 15/10/2000 al 11/11/2000
0432 504874

Segnalato da

Cec




 
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15/10/2000

Cinema Afroamericano

Cinema Ferroviario, Udine

Proseguendo nell’esplorazione delle cinematografie pressoché invisibili al di fuori dei circuiti festivalieri, la Vª edizione di Visione d’altrove a cura del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine intende offrire uno squarcio dell’altra immagine dell’America, attraverso i generi, i temi, le tendenze e gli autori più rappresentativi del cinema afroamericano degli anni ’90.


comunicato stampa

L'altra immagine dell'America:
generi e nuove tendenze del cinema afroamericano.

5ª Edizione del festival udinese dedicato all’interculturalità: Visioni d'altrove.

Il Centro Espressioni Cinematografiche offre, in undici film, uno sguardo sull’universo "nero" e non complice degli States.

In più, un seminario per approfondire i modi dell’espressività afroamericana di oggi.

Proseguendo nell’esplorazione delle cinematografie pressoché invisibili al di fuori dei circuiti festivalieri, la Vª edizione di Visione d’altrove a cura del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine intende offrire uno squarcio dell’altra immagine dell’America, attraverso i generi, i temi, le tendenze e gli autori più rappresentativi del cinema afroamericano degli anni ’90. Per tutto il mese di ottobre, fino al 15 novembre, a Udine con un appuntamento settimanale, il giovedì e il mercoledì sera, si potranno vedere un totale di 11 titoli del nuovo cinema afroamericano.

Mentre a Udine si mostra l’altra immagine dell’America, a Los Angeles scoppiano le polemiche sull’ultimo film di Spike Lee, Bamboozled, attraverso il quale il noto regista accusa i suoi colleghi famosi di essere tutti degli "Zii Tom" del cinema. "L’obiettivo di Bamboozled è semplice - dice Spike da L. A. - la televisione e il cinema sono pieni di immagini stereotipate di neri che non dovrebbere aver spazio sul piccolo e grande schermo - e una delle ragioni è che gli attori neri sono complici del sistema. Feroci le repliche di VIP neri: da Whoopi Goldberg a Diana Ross e Cuba Gooding Jr..

Dell’universo afroamericano si conosce ben poco al di fuori del jazz, del rap, delle band giovanili e della violenza dei ghetti che bucano la miopia dei nostri programmi TV. Ma la realtà afroamericana è molto più complessa e articolata delle immagini che sporadicamente giungono sui nostri schermi: il razzismo e la segregazione bussano ancora alle porte. La ricostruzione di un’identità a lungo negata è un processo doloroso ancora in corso. Specchio straordinario di quel mondo a parte che è l’universo afroamericano è il black cinema. Quel cinema nato all’inizio degli anni ‘70 per necessità di riappropriazione della propria immagine, che dal mitico Sweet Sweetback Baadasssss Song di Melvin Van Peebles ad oggi, ha impresso un nuovo sguardo alle lotte, alle utopie, alle tensioni, alle contraddizioni e alle rimozioni collettive dell’altra faccia dell’America.

"Che cosa si intende esattamente per cinema afroamericano?" viene da chiedersi parafrasando Black Is... black Ain’t, (Nero è... nero non è), il titolo dell’ultimo documentario di Marlon Riggs, il regista e intellettuale nero e gay, morto di AIDS nel 1994, figura tra le più scomode e sovversive del Black Cinema statunitense. E’ indubbio che il racchiudere nell’etichetta "African-American" un ambito creativo e produttivo multiforme nei temi e negli stili, quanto nelle modalità di produzione e distribuzione, implica il rischio di uno svuotamento di senso.

Il pericolo di finire intrappolati in schemi e modelli funzionali all’ immaginario bianco americano, subordinati alle esigenze del mercato, è un problema molto sentito dai cineasti afroamericani. Già negli anni ’70, quella che sembrava essere un’apertura del cinema e della televisione alla blackness (in relazione all’emergere di una coscienza nera e alle conquiste della comunità afroamericana) si era risolta in una produzione di film d’ azione di serie B (la cosiddetta blaxploitation) che riproponeva i consueti stereotipi di violenza e di degrado sociale della vita nei ghetti. A distanza di quasi trent’anni, la logica non sembra essere mutata granché. Nonostante la nuova ondata di film black e il crescente interesse di Hollywood, fare film sembra essere sempre più difficile, le pressioni si fanno sempre più pesanti soprattutto quando si cerca di uscire dagli schemi.

In questo senso, la scelta di aprire la rassegna di Udine con "Beloved", il film all black girato nel 1998 da Jonathan Demme, assume una valenza precisa. Opera di raro impatto emotivo che possiede il pregio ulteriore di portare sugli schermi una delle opere più intense e strazianti della letteratura afroamericana (l’omonimo romanzo di Toni Morrison - Premio Nobel per la Letteratura nel 1993), Beloved affronta uno dei capitoli più drammatici della storia dell’umanità. Storia impossibile da dimenticare per chi l’ha subita, come dimostrano i destini strazianti di Baby Suggs e Shete, le due ex-schiave protagoniste del film-romanzo, ma anche Storia rimossa e ancora oggi difficile da ri-guardare, come sembrano confermare lo scarso successo riscosso dal film negli Stati Uniti e l’oblio al quale è stato condannato in Italia dalla casa di distribuzione Buena Vista, che pur avendone acquistato i diritti, non lo ha mai fatto uscire in sala, nonostante la firma prestigiosa e il cast eccezionale.

In programma, a fianco di giovani registi come Cristopher Brown - di cui presentiamo a Udine in anteprima europea il film "Metal", un affresco sulla violenza e l’emarginazione della gang nere d’America - e Andrew Dosunmu - suo, all’interno del programma di Udine, "Hot Irons", divertente documentario dedicato alla moda delle acconciature bizzarre e vistose tra gli afroamericani - , non potevano mancare alcuni pionieri del black cinema del calibro di Melvin Van Peebles, presente con il suo "Classified X" - viaggio attraverso i cliché e i luoghi comuni della rappresentazione degli afroamericani sugli schermi dal cinema muto ad oggi - e Haile Gerima, autore di Sankofa, il primo film ad affrontare il tema dello schiavismo dal punto di vista afroamericano.

Tra le rappresentanti di una cinematografia che dietro la macchina da presa conta una presenza femminile tra le più alte al mondo, figurano Julie Dash e Zeinabu Irene Davis con "Daughters of the Dust" e "Compensation" (anteprima europea), affreschi poetici di Storia afroamericana narrata dal punto di vista delle donne. Di Spike Lee, il regista black più visibile in assoluto, abbiamo scelto "Crooklyn", un’opera delicata ed intimista che in Italia è stata distribuita solo in video, e "The Summer of Sam" (mai apparso nelle sale udinesi), un film che sconfina oltre il ghetto della black community.

D’altronde, che la stessa blackness sia un concetto espanso, dalle mille sfumature, lo dimostrano tanto le testimonianze raccolte da Marlon Riggs in Black Is Black Ain’t, quanto le immagini struggenti, appassionate, eccentriche dei film e dei documentari in cartellone.

Accanto alla rassegna cinematografica si terrà anche un seminario dedicato allo studio a all’approfondimento del cinema e dei modi dell’espressività artistica afroamericana.

Il seminario:

lunedì 16 ottobre, ore 15.00 - 18.30:

Prof. Bruno Cartosio - Le culture politiche afroamericane;
Cristina Mattiello - L'identita' religiosa nella formazione della comunita' afroamericana;

martedì 17 ottobre, ore 15.00-19.30:

Maria Silvia Bazzoli - Generi e nuove tendenze del cinema afroamericano;
Prof. Franco Minganti - Modi dell'espressivita' afroamericana: letteratura, musica, cinema;
Prof. ssa Maria Antonietta Saracino - Nei giardini delle madri. Le scrittrici afroamericane;

I Film:

Giovedi' 12 Ottobre
Inaugurazione:
"Beloved"
di Jonathan Demme
ore 21.00
USA 1998

Giovedi' 19 Ottobre
Ore 20.00
"Melvin Van Peebles’ Classified X"
di Mark Daniels
USA 1998
a seguire:
"Crooklyn"
di Spike Lee
USA 1994

Giovedi' 26 Ottobre
ore 20.00
"Sankofa"
di Haile Gerima
USA 1993
a seguire:
"Slam"
Di Marc Levin
USA 1998

Giovedi' 2 Novembre
ore 20.00
"Black is... Black ain't"
di Marlon T.Riggs
USA 1995
a seguire:
"Metal"
di Cristopher E. Brown
USA 1999

Mercoledi' 8 Novembre
ore 20.00
"Compensation"
di Zeinabu Irene Davis
USA 1999
a seguire:
"Hot Irons"
di Andrew Dosunmu
USA 1998

Mercoledi' 15 Novembre
ore 20.00
"Summer of Sam"
di Spike Lee
USA 1999
a seguire:
"Daughters of the dust"
Di Julie Dash
USA 1990

Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano con l’esclusione di Summer of Sam.

Tutte le proiezioni e gli incontri si terranno al Cinema Ferroviario - Via della Cernaia 2 - 33100 Udine - tel: 0432 504874

Per Informazioni:
Ufficio Stampa Centro Espressioni Cinematografiche - Sabrina Baracetti - Tel: 0432 299545 - Fax: 0432 29815

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