Fabio Paris Art Gallery
Brescia
via Alessandro Monti, 13
030 3756139 FAX 030 2907539
WEB
Come l'acqua...
dal 25/10/2000 al 25/11/2000
030 3756139 FAX 030 2907539
WEB
Segnalato da

Fabio Paris



approfondimenti

Nedda Bonini



 
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25/10/2000

Come l'acqua...

Fabio Paris Art Gallery, Brescia

All’inizio di tutto vi è il pulsare dei cuori, un pulsare sempre diverso, influenzato com’è dalle sensazioni, dagli attimi, dagli stati d’animo che ne governano la marcia senza requie. È da questo battito modulabile che parte Nedda Bonini, a significare che è da lì che scaturisce la sua vita, biologica e artistica. Il cuore come pars pro toto, una parte che indica il tutto.


comunicato stampa

Questa esposizione è la storia di un percorso, che probabilmente è comune ai percorsi di molti di noi. Ciò che però non è comune a molti di noi è la capacità di dare forma a questo percorso: l’artista ha esattamente tale privilegio, cioè la capacità di comunicare ai 'molti di noi' che osservano la sua opera il senso più intimo, e completo, di tale percorso.

All’inizio di tutto vi è il pulsare dei cuori, un pulsare sempre diverso, influenzato com’è dalle sensazioni, dagli attimi, dagli stati d’animo che ne governano la marcia senza requie. È da questo battito modulabile che parte Nedda Bonini, a significare che è da lì che scaturisce la sua vita, biologica e artistica. Il cuore come pars pro toto, una parte che indica il tutto: cuore come compendio dell’intero nostro organismo, che si muove, che respira, che vive. Ci troviamo di fronte a cuori rivelatori, che hanno da raccontare una storia, e la traslucidità del plexiglass sul quale sono incisi ne evidenzia ancor più la non staticità, l’incessante fluire e defluire del sangue, il formarsi e il rimarginarsi delle ferite.
'Cuore/radice' e 'Cuore/polmone'; non per caso radice, non per caso polmone.

Poi si deve per forza procedere, anche fisicamente, anzi soprattutto fisicamente: camminando o nuotando, pilotando un’auto, passeggeri di un treno o un aereo. Perché è necessario muoversi, andare, lasciare anche, per avere la possibilità di conoscere. È questo il percorso di cui si parlava: un percorso che non necessariamente deve avere una meta precisa, ben identificabile. Un percorso non lineare, che si ramifica, con ogni ramificazione potenzialmente in grado di generare conoscenza. 'Di mare in mare', anche se non si è buoni nuotatori. Navigare è un modo per mantenere il contatto con questo elemento tanto misterioso quanto ricco di stimoli. Un mare spesso ostile, che non vuol farsi leggere, come non si lascia leggere l’animo umano (e secondo la non velata misantropia di Edgar Allan Poe questo è un bene). È legittimo affrontare le bordate delle onde sulle fiancate del nostro scafo/anima intontiti dalla paura, tachicardici, ma non è altrettanto lecito lasciarsi affogare senza lottare, senza gridare il nostro diritto a vivere e di conseguenza conoscere.
La nostra percorrenza si è fatta ora più ricca, e sfogliandone ideali pagine potremmo essere in grado di sovrapporre, in maniera reversibile però, esperienza su esperienza. È un procedere per 'stratificazioni', e ogni strato, com’è logico, non annulla il precedente. E nemmeno lo fossilizza.

Se l’acqua è il simbolo del pericolo e nel medesimo tempo del percorso necessario per tentare di dare un senso a ciò che siamo, il 'Totem' potrebbe rappresentare un punto d’arrivo, la terraferma. Punto d’arrivo forse non definitivo ma comunque manufatto sotto la cui ombra fermarsi per riflettere sul da farsi, radunando le idee in attesa di migliori opportunità. All’ombra di queste steli (monoliti policromi) si ha il tempo per scandagliare con una definizione migliore il paesaggio che si stende intorno a noi, per farne anche una 'anatomia'. Tentare magari di imprigionarlo in barattoli dando origine in tal modo a un microcosmo a nostra ideale misura, peccato veniale concesso a chi di strada ne ha percorsa parecchia.

Se il punto a cui siamo giunti sia da considerare 'il punto d’arrivo' o 'un punto d’arrivo' è a discrezione di ognuno di noi, perché ognuno può decidere, come l’acqua, se essere ghiaccio o vapore, se fermarsi o se ricominciare.
Dario Mazzoni

Orari: 15-19 Festivi su appuntamento

Fabio Paris Art Gallery a Brescia in Via Alessandro Monti 13 25121 BRESCIA Tel 0303756139 Fax 0302907539

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