Rondo' Bersagliere
Cantu' (CO)
incrocio tra Via Canturina e via Mazzini

Paolo Minoli
dal 22/12/2004 al 30/1/2005

Segnalato da

uessearte



 
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22/12/2004

Paolo Minoli

Rondo' Bersagliere, Cantu' (CO)

Inaugurazione di una grande scultura monumentale situata all'ingresso della citta'. L'opera, donata dall'artista, ha come titolo 'Asteria tra le pieghe del vento e la porta delle stelle', e' eseguita in acciaio corten ed e' alta quasi cinque metri e mezzo. Presenteranno la scultura e in generale l'arte di Minoli, Claudio Cerritelli e Carlo Pirovano


comunicato stampa

Città di Cantù

Giovedì 23 dicembre, alle ore 11, sarà inaugurata a Cantù una grande scultura monumentale di Paolo Minoli, situata all'ingresso della città sul Rondò "Bersagliere" all'incrocio tra via Canturina e via Mazzini.

L'opera, donata dall'artista alla città, ha come titolo "Asteria tra le pieghe del vento e la porta delle stelle", è eseguita in acciaio corten ed è alta quasi cinque metri e mezzo.

Il Comune di Cantù, che già negli scorsi anni, con la collaborazione dell'Associazione Amici dei Musei di Cantù, ha posizionato su altri importanti incroci cittadini, grandi opere di Luigi Veronesi e Bruno Munari, è orgogliosa di aggiungere a quelle presenze prestigiose la nuova opera di Minoli, che ben si situa sul filone delle due precedenti installazioni, che danno un tocco di poesia a luoghi altrimenti caratterizzati solo da un traffico intenso e a volte caotico.

La scultura è stata realizzata da Progetti e tecnologia avanzata di Parma con la collaborazione della Galleria Niccoli di Parma.

Ben descrive l'opera di Minoli e la sua collocazione Claudio Cerritelli, Docente di Storia dell'arte all'Accademia di Brera:

"Asteria - tra le pieghe del vento e la porta delle stelle" (2002-2004) è una delle sculture più rappresentative dell'attuale ricerca plastica di Paolo Minoli e trova una ideale collocazione al centro del rondò "Bersagliere", porta d'accesso alla Città di Cantù per la via "Canturina".
La sua configurazione spaziale (h. 5,30 m, materiale acciaio corten di 2mm di spessore) si articola in modo equilibrato sui 4 lati attraverso altrettanti elementi strutturali che indicano la crescita della forma intorno ad un corpo centrale rappresentato da un volume vuoto, fulcro fondamentale per ogni movimento tridimensionale della superficie scultorea.
Con "Asteria" l'artista realizza la sintesi di un modello spaziale avvolgente che presuppone il continuo spostamento del punto di vista dello spettatore; in tal senso l'idea di movimento intorno alla dimensione simbolica della scultura trova piena rispondenza nella struttura circolare del rondò che assume il ruolo di un luogo-segnale contenitore di molteplici stimoli percettivi.
Nell'ambito del contesto ambientale di Cantù "Asteria" rappresenta un punto di riferimento organico e concreto sia in relazione al flusso del traffico stradale sia in rapporto alla funzione estetica della scultura nel percorso totale della città.
Il pensiero progettuale di Minoli considera infatti questo modello di scultura ambientale come luogo nel luogo, come struttura costruttiva dalle forti valenze autonome, dotata di rigorose regole formali e, al tempo stesso, in grado di porsi in relazione dialettica con lo spazio circostante, secondo una linea di pensiero che ha le sue radici nelle avanguardie storiche di segno astratto, soprattutto nell'ambito del costruttivismo plastico che l'artista interpreta dal punto di vista dell'immaginazione geometrica.
"Asteria" è la porta delle stelle, un punto cardinale intorno al quale le energie dello spazio si modificano "tra le pieghe del vento", attraverso una serie di movimenti percettivi che la piegatura dei piani metallici determina con una variazione continua delle angolature prospettiche.
L'idea di scultura coincide con il generarsi ininterrotto dei pieni e dei vuoti come momenti complementari della costruzione dell'opera, figure ideali del visibile e dell'invisibile, del dentro e del fuori, del ritmo modulare e delle sue variazioni.
Anche il colore ruggine del ferro che si stabilizzerà nel tempo è un valore importante legato all'esigenza di una luce opaca, ruvida, non soggetta alle modificazioni dell'atmosfera, una luce dunque che, a differenza della superficie specchiante dell'acciaio, conferirà all'opera un carattere cromatico inalterabile.

Paolo Minoli nasce nel 1942 a Cantù (Como) dove vive e lavora. Frequenta, in giovanissima età, la casa del pittore Enrico Sottili e, da studente, lo studio dello scultore Gaetano Negri. Si diploma "maestro d'arte" nel 1961. Dal 1964 al 1978 ha insegnato all'Istituto Statale d'Arte di Cantù.

Partecipa nel 1968 alla rassegna nazionale per giovani pittori del premio "San Fedele" di Milano. Nel 1969 è presente alla mostra "Campo urbano. Interventi estetici nella dimensione urbana", organizzata a Como, con un intervento collettivo sul tema Colore segnale.
Dal 1977 al 1978 partecipa al gruppo di ricerca "L'interrogazione sistematica" con Nato Frascà e Antonio Scaccabarozzi.
Dal 1979 è docente, all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, del corso speciale di Cromatologia e collabora, in qualità di consulente, con aziende per l'applicazione di gamme cromatiche nella produzione industriale. È stato direttore artistico della collana d'arte pubblicata dalle edizioni RS di Como (1975-1986) e, dal 1986 al 1989, del laboratorio serigrafico On Color di Cantù, in rapporto di collaborazione con diversi artisti, fra i quali Mario Radice, Carla Badiali, Aldo Galli, Bruno Munari, Luigi Veronesi, Max Huber, Piero Dorazio e Mario Nigro.
Nel 1980 pubblica per l'editore Corraini di Mantova due libri d'artista, in venti esemplari, composti ciascuno da 13 tavole stampate in serigrafia, nel 1979, dall'autore presso il centro RS di Cantù: le pubblicazioni, Cadenza e Relazione, sono accompagnate da poesie di Alberto Veca. Nel medesimo anno è pubblicato, per le edizioni Lorenzelli di Bergamo, Interazione 1970-1980, con testi di Luciano Caramel e Alberto Veca: il volume è composto da 29 tavole serigrafiche e 4 fustellate intercalate da una poesia di Alberto Veca, Cinque tesi sulla ragione difficile.
Nel 1982 è invitato al padiglione ufficiale italiano della "XL Biennale Internazionale d'arte" di Venezia, settore "Arti visive". Nel 1986 è presente alla "XLII Biennale internazionale d'arte" di Venezia con l'opera Sequenza A/D del 1977 per il settore "Colore", nell'ambito della rassegna Arte e Scienza.
Nel 1990 è pubblicata in Germania dalle edizioni Aras di Saulgau, la monografia Paolo Minoli (opere dal 1966 al 1989), con testi di Matthias Bärmann e Luciano Caramel.
Realizza per la piazza "Plaz" a Saulgau, nel 1992, una scultura d'acciaio di 8 metri d'altezza e 4x2 di base intitolata Nelle ali del vento e nel 1994 è collocata presso il parco del Museum Bertholdsburg a Schleusingen una scultura in acciaio di 7 metri di altezza e 3 x 3 di base dal titolo Nelle ali del canto.
Nel 1997, a cura di Carlo Pirovano, è pubblicato per le edizioni Electa di Milano il volume Paolo Minoli, dipinti e sculture (opere dal 1994 al 1997).
Nel 1997 è collocata, sul lato nord della rocca dei Musei civici di Riva del Garda, la scultura Ballerina in acciaio di 9 metri di altezza e 5 x 2 di base.
Nel 1998 è presente alla mostra "Arte Italiana. Ultimi quarant'anni. Pittura aniconica" alla Galleria d'arte moderna di Bologna.
Nel 1999 è invitato alla "XIII Quadriennale d'arte" di Roma Proiezioni 2000. Lo spazio delle arti visive nella civiltà multimediale" e nello stesso anno è installata, permanentemente, nel Parco della scultura di Viadana la scultura Storie di Scena del 1995, un dittico d'acciaio corten di 4 metri d'altezza per 5 di larghezza e 2 di base.
A cura di Elena Pontiggia, nell'ottobre del 2000, è pubblicato per le edizioni Rex il catalogo Paolo Minoli. Il lento dardo della bellezza.
Nell'ambito di un intervento di riqualificazione urbanistica per la piazza Volta a Como, nel 2001, è collocata, nel centro della fontana progettata dall'architetto Mario Di Salvo, una scultura, Stele, in acciaio di 5 metri d'altezza per 1,5 x 1,5 di base.
A cura di Alberto Veca, nell'ottobre del 2004, in occasione della mostra alla Lagorio Arte Contemporanea di Brescia, è pubblicata da Mazzotta la monografia Paolo Minoli. Opere 1974-2003.

Paolo Minoli ha tenuto incontri, seminari, corsi d'aggiornamento, formazione e di qualificazione presso diverse istituzioni: Accademia di Belle Arti di Brera di Milano per il Corso post laurea Master FSE in "Espressione, comunicazione e stampa", "Light Design" e per la Scuola interuniversitaria della Lombardia di specializzazione; Accademia di Belle Arti di Torino, di Carrara; Università Cattolica di Milano, Istituto di Storia dell'arte; Politecnico di Milano, Facoltà d'architettura; Università Ca' Foscari, Facoltà di Lettere e Filosofia di Venezia; Art and design Center di Valletta, Malta. Nel 1999 è stato docente a contratto per il corso di laurea in architettura per l'Istituto di disegno industriale, Università degli studi di Palermo.
È presidente dell'Associazione amici dei musei della città di Cantù, membro del comitato scientifico della Galleria del Design e dell'Arredamento, della Collezione Bruno Munari di Cantù e del Comitato Luigi Veronesi a Milano.

Per iniziativa di Paolo Minoli è stata costituita recentemente la Fondazione Casaperlarte con sede a Cantù, finalizzata alla promozione dell'arte contemporanea nelle sue diverse espressioni.

Inaugurazione: giovedì 23 dicembre 2004, ore 11.00
Presenteranno la scultura e, più in generale, l'arte di Minoli i professori Claudio Cerritelli e Carlo Pirovano

Cantù, Rondò "Bersagliere", incrocio tra Via Canturina e via Mazzini

Informazioni stampa:
uessearte via Natta 22 Como tel. 031.269393 fax 267265

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