Orfeo Hotel
Bologna
via Orfeo 4/a
338 9599361
WEB
Ringo of Dakar
dal 13/1/2006 al 13/1/2006

Segnalato da

Elisa Laraia




 
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13/1/2006

Ringo of Dakar

Orfeo Hotel, Bologna

Ousmane. Finissage dell'installazione pensata come un'allusione alla propria condizione di artista nomade. Un assemblaggio composto di idoli e di stralci d'immagini desunte dai tabloids raccolti durante i suoi viaggi attraverso l'Europa e l'Africa.


comunicato stampa

Ousmane

Orfeo hotel contemporary art project ospita il Crudelia's Project Ringo of Dakar finissage 14 Gennaio 2006 h.19:30.

L'installazione di Ringo of Dakar, pensata per lo spazio dell'Orfeo Hotel contemporary art project a Bologna, e' un allusione alla propria condizione di artista nomade.

Il cosmo che questo artista ci presenta, e' composto di idoli e di stralci di immagini desunte dai tabloids raccolti durante I suoi viaggi attraverso l'Europa e l'Africa, assemblati in modo tale da far intuire un'immaginazione sfrenata. Nei disegni, accanto ad eroi della mitologia Senegalese (per esempio Malaw), appaiono personaggi della storia e della cultura europei, come Mario Luzi ed anche Marylin Monroe (archetipo femminile occidentale), che si mescolano alla sagoma dell'Africa riproposta in diverse varianti. La pittura e' la trasposizione bidimensionale dell'immaginario di questo artista, dal quale emerge significativo il rapporto problematico con un certo tipo di potere , cioe' quel colonialismo culturale che relega la popolazione nera in una condizione ancora oggi di schiavitu' culturale ed economica.

La serie di disegni dedicati all'Afrique du Commerce Triangulare sono un chiaro riferimento alla condizione culturale della popolazione afro-americana ed afro-europea, che ancora non si e' integrata del tutto nel contesto socio-economico occidentale, contesto nel quale continua a rivestire ruoli marginali. In alcuni disegni, il tema della diaspora Africana, si unisce al tema del rapporto interpersonale, che e' descritto come un prisma attraverso il quale interpretare la relazione con l'altro, come risposta soggettiva alla marea di momenti fugaci che compongono l'esistenza. Nell'opera "Tank-Gambe" l'oggetto del desiderio e' rappresentato dalle gambe, presumibilmente sono le gambe di una donna, poiche' la figura calza dei tacchi a spillo, altissimi, ed una collana viola attorcigliata alle caviglie, ma potrebbe essere benissimo un uomo. Infatti lo spettatore puo' vedere soltanto la caviglia, il piede ed alcuni dettagli dell'immagine totale.

Nella stessa serie di opere, della serie "Omaggio a Kara Walker-Opere di un certo interesse realizzate da un giovane negro di insolita abilita' espressiva.", (disegni- tempere-ecnica mista-su foglio di quotidiano), il tema principale, analogamente a Kara Walker, Ringo of Dakar, incentra la sua narrazione sul tema della verita'. Nella realta' del mondo , sia occidentale che pan-africano, prevale la tendenza ad ignorare e manipolare il flusso delle informazioni, per ignorare quelle informazioni che risultano troppo dolorose o non funzionali alla gestione del potere, al proseguimento dello status quo.

Nella serie "Omaggio a Kara Walker.", il supporto tecnico delle opere, cioe' i fogli di giornale, sui quali l'artista interviene realizzando dei disegni, stanno a ricordarci la responsabilita' culturale, storica, economica di questi media, che spesso concorrono alla creazione di false verita', nonche' alla diffuzione di notizie che presentano solo una parte della verita' degli eventi, di menzogne, presentate come documenti basati sui fatti.

Le menzogne possono spesso infatti essere presentate come documenti basati sui fatti. Innocenti coinvolti in vicende alle quali sono totalmente estranei : Capri espiatori. Il popolo nero, soprattutto i neri d'america, sono da sempre vittime di questi soprusi. E' un tema questo che Ringo of Dakar, esprime anche nella serie di piccoli disegni che rappresentano l'Afric. L'Africa infatti e' raffigurata come una sagoma, sagoma riempita di glitter, luccicante, che rappresenta simbolicamente le infinite risorse di questa terra, ricca di diamanti, di petrolio, risorse che sono sfruttate a favore del mondo globalizzato. I diamanti che sono estratti nelle miniere Africane, usando la manodopera infantile, sono risorse i cui profitti vanno a rimpinguare le casse delle ricche famiglie di Anversa, della ricca borghesia Inglese ed infine Americana Quella borghesia che gestisce il mercato, il Wall Street Market, dal quale attualmente il popolo nero e' ancora escluso. Certamente i profitti desunti dallo sfruttamento delle risorse economiche dell'Africa non sono utilizzati da chi di tali risorse e' proprietario. Cosi' sulle sagome dell'Africa, l'artista ha incollato un occhio, ritagliato da un catalogo d'arte dove compariva l'opera di Serrano Grand Kaliff III, opera che ritrae un uomo incappucciato, simbolo evidente del KKK, lo storico nemico dei neri d'america. Tale occhio e' ripetuto su due sagome dell'Africa. L'occhio diventa cosi' il simbolo di un 'Africa che vuole riscoprire la propria dignita', un'Africa che desidera riacquistare il pieno possesso delle proprie risorse, della propria identita' culturale.

Ringo of Dakar ha inventato nuove parole che appaiono nei suoi lavori sotto forma di scrittura. Per le sue ibridazioni linguistiche , fonde vocaboli tratti dall'epica senegalese con forme italiane e francesi a volte anche arabe- oppure mescola tra loro espressioni del parlato quotidiano con testi letterari piu' aulici. Il significato di molte parole usate da questo artista e' sconosciuto, anche se rimane chiaro il valore simbolico di alcune parole nel contesto delle immagini.

Nella serie di opere realizzate su tela o sulle piccole carte, e' chiaro che l'artista abbandona l'aspetto piu' strettamente politico e passa ad affrontare un problema prettamente estetico. E' evidente la tensione implicita nelle sue produzioni tra cio' che l'artista esprime attraversa il media pittorico -di cui l'artista sperimenta soprattutto l'aspetto conservatorista della tecnica , aspetto usato in forma chiaramente polemica. Ringo of Dakar, mostra nelle sue opere pittoriche, le manifestazioni di un io ripiegato su se' stesso, sempre consapevole della propria identita', che esprime nella finzione narrativa un linguaggio fatto di immagini oniriche.

Elabora cosi' immagini fortissime, sconcertanti forme di narrazione discontinua, mescola le identita' delle sue figure, da voci diverse allo stesso personaggio, o la stessa identita' a personaggi diversi, dimostrando che l'identita' personale e' una fragile costruzione, sempre collegata da rapporti di sottile fluidita', tra un'identita' e l'altra.

Finissage 14 gennaio ore 19.30

Orfeo hotel contemporary art project
Via Orfeo 4/a - Bologna

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