L'artista e' una delle figure fondamentali della pittura italiana del 900. In mostra opere a sanguigna, olio, gouache, china acquerellata e tempera grassa che mettono a nudo sentimenti ed inquietudini propri di un secolo.
Opere
Pietro Annigoni moriva a Firenze il 28 ottobre 1988, quando la galleria d’arte contemporanea Il Divano di George non esisteva, ne' di fatto, ne' in pensiero. Ancora non andavamo a caccia di artisti con l’anima.
Conosciamo quindi il pittore, ma l’occasione di incontrare l’uomo e' ormai perduta. E questo e' per noi un fatto nuovo e in parte inaspettato. Si', perche' nel nostro percorso ricerchiamo e privilegiamo il rapporto schietto e diretto con l’uomo-artista, un rapporto spesso complesso e sempre capace di rendere unico e irripetibile ogni evento espositivo.
Eppure, permettere al nostro sguardo - e al cuore - di vagare libero e curioso tra le tele, le carte, i compensati, gli affreschi del Maestro - nato a Milano ma adottato dalla Toscana come dal mondo intero - equivale ad incontrare non solo il talento dell’artista, ma soprattutto la sostanza dell’uomo.
Non e' l’Annigoni superstar legato ai ritratti, ovvero quei volti famosissimi che ha saputo rendere cosi' “vicini" tanto da privarli di qualsiasi vezzo di intoccabilita'. E’ invece l’Annigoni dei tratti sospesi, delle luce filtranti, delle ombre tanto compatte quanto evanescenti, di tutti quei “personaggi di memorie lontane" caldi come il fuoco e disegnati in ocra rossa.
Sanguigna, olio, gouache, china acquerellata, tempera grassa: comunque sia, sempre il reale rivela l’oltre, e mette a nudo sentimenti ed inquietudini propri di un secolo - il Novecento - ingombrante da portare sulle spalle, perche' troppo denso di vita e di morte. L’onore di esporre Annigoni, senz’altro una delle figure fondamentali della pittura italiana del secolo scorso, si confonde con la sorpresa che muta in necessita' e rivelazione di poter comprendere l’uomo attraverso la sua opera.
Il Divano di George
via Bonacorsa, 8/a - Modena