Galleria Marabini
Bologna
vicolo della Neve, 5
051 6447482 FAX 051 6440029
WEB
Daniele Cudini
dal 9/11/2006 al 19/12/2006
dal Martedi' al Sabato dalle 10,30 alle 13 e dalle 15 alle 19,30

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Galleria Marabini



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Daniele Cudini



 
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9/11/2006

Daniele Cudini

Galleria Marabini, Bologna

L'artista presenta 6 grandi tele in bianco e nero, oro e argento. Come in una ragnatela, le immagini ipnotizzano l'occhio e tessono storie senza tempo; architetture eco-in-sostenibili dove strani abitanti sembrano vivere a loro agio fra porte e finestre irraggiungibili.


comunicato stampa

Personale

Daniele Cudini presenta sei grandi tele che sfoggiano il bianco e il nero, l’oro e l’argento, realizzate appositamente per la sua seconda esposizione negli spazi della Galleria Marabini.

Il mood neobarocco dell’artista si converte cosi', dopo le sfrenatezze del colore della sua prima mostra “Galapagos" del 2005, in un raffinato monocromatismo, giungendo ad una visione piu' pacata e quieta soltanto in apparenza perche' l’iconografia della sua pittura risulta piu' enigmatica e visionaria.

Come in una ragnatela, le immagini in bianco e nero ipnotizzano l’occhio e tessono storie senza tempo. Ci troviamo davanti ad architetture eco-in-sostenibili dove strani abitanti sembrano vivere a loro agio fra porte e finestre irraggiungibili e, sull’orlo d’ improbabili aperture, sono indecisi fra il tonfo suicida o un tuffo nella fonte dell’eterna giovinezza.

Come scrive Stefanie Kreuzer: "…essi diventano persone al limite, simili a quelle vite quotidiane che camminano ai limiti psicologici o anche ai bordi della ridicolaggine. Visivamente un tale spostamento della percezione viene espresso attraverso dei personaggi deformati; in altre parole attraverso delle trasformazioni morfologiche le persone possono essere composte non soltanto da tratti umani e animaleschi ma anche tramite legami assurdi tra persone ed oggetti.

Adulti che si trasformano attraverso degli attributi in bambini, in nani, fantasmi e apparizioni che percorrono azioni oscene e assurde; personaggi che si raddoppiano e che lasciano delle tracce di una presenza insicura, alludendo anche all’idea delle malattie mentali che spostano la visione cosiddetta 'normale'....".

Alcuni personaggi morfologicamente innestati sfoggiano un grosso midollo spinale che si prolunga in una coriacea coda preistorica mostrata con vezzo, alcuni si ergono su piedistalli di pietra tra viottoli di giardino.

Come descrive la Kreuzer: "….sia negli ambienti interni che esterni accadono azioni rituali; l’intimita' della casa, metaforicamente potrebbe essere letta come l’immaginario della propria mente... gli spazi esterni invece propongono un approccio diverso e tendono verso la frammentazione completa e potrebbero essere interpretati come memoria collettiva o come il contenitore delle idee culturali…".

Tutto stavolta si muove lentamente in un unicum paesaggistico rarefatto di un epoca imprecisata…tra il 1950 e il 2050? Maybe.

Da segnalare in contemporanea con la mostra di Bologna, la mostra presso il Never Aachener Kunstverein di Aachen in Germania.

Inaugurazione: 10 Novembre dalle ore 18 alle 20

Galleria Marabini
vicolo della Neve, 5 - Bologna

Orario di apertura: dal Martedi' al Sabato dalle 10,30 alle 13 e dalle 15 alle 19,30

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