Unicredit Filiale Private Banking
Treviso
Piazza Santa Maria dei Battuti

Sharing Passions
dal 5/12/2006 al 5/1/2007
02 37724436

Segnalato da

Neve Mazzoleni




 
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5/12/2006

Sharing Passions

Unicredit Filiale Private Banking, Treviso

Esposizioni di libri d’artista, provenienti dalla Fondazione Pomodoro, e dalla collezione del Gruppo UniCredit, rispettivamente “Pomodoro in Chartis" e “Giovani Artisti". A cura di Flaminio Gualdoni e Walter Guadagnini.


comunicato stampa

Esposizioni di libri d’artista

UniCredit Private Banking, la prima banca private in Italia per masse amministrate e diffusione territoriale, prosegue nella propria strategia di crescita attraverso lo sviluppo del canale distributivo con l’apertura della nuova sede dell’Area Veneto Orientale situata in centro a Treviso, in Piazza Santa Maria dei Battuti,17. La nuova sede fa parte degli oltre 150 uffici di UniCredit Private Banking presenti in tutta Italia. In particolare, UniCredit Private Banking e' presente nell’area Veneto Orientale, diretta dal Capo Area Mirco Grespan, attraverso 9 filiali operative con circa 54 persone dedicate interamente alla clientela private, di cui 37 Client Manager e 5 specialisti che seguono circa 2.500 nuclei familiari.

Nello specifico, UniCredit Private Banking e' presente a Treviso, Conegliano, Montebelluna, Vittorio Veneto, Venezia, Mestre, Belluno, Feltre e Cortina d’Ampezzo. In concomitanza con l’apertura della nuova sede, che avverra' domani alle ore 18:00 alla presenza dei vertici di UniCredit Private Banking, si terra' per l’occasione l’inaugurazione dello spazio artistico dedicato a due esposizioni di libri d’artista provenienti dalla Fondazione Pomodoro, partner di UniCredit e dalla collezione del Gruppo UniCredit, rispettivamente “Pomodoro in Chartis" e “Giovani Artisti", a cura di Flaminio Gualdoni e Walter Guadagnini, nell’ambito della rassegna d’arte contemporanea “Sharing Passions".

Con 63 miliardi di Euro di masse complessive al 30 giugno 2006, UniCredit Private Banking (UPB) e' la prima banca italiana per masse amministrate e diffusione territoriale dedicata a clienti di elevato standing. UPB e' presente capillarmente su tutto il territorio italiano con oltre 150 punti private e 600 client manager per rispondere alle esigenze di tutela e crescita del patrimonio di oltre 40 mila famiglie clienti.

Arnaldo Pomodoro e', tra gli scultori contemporanei, un raro “predestinato alla carta". Ovvero, un autore per il quale non esiste ars maior affiancata da una collaterale, ma in fondo accessoria, attivita' incisoria e d’illustrazione. La ragione e' semplice, in realta'. Nella Milano degli anni Cinquanta che ne vedeva gli esordi, Pomodoro cresceva in un clima di “integrazione delle arti" - questa la parola d’ordine che intonava le piu' belle Triennali del dopoguerra - a fianco di un maestro come Lucio Fontana. Ebbene, proprio Fontana, in quel clima fervido di sperimentazioni e messe in discussione (che era lo stesso dei Bruno Munari, degli Albe Steiner…) si affiancava a quei giovani nella lezione che un’opera a stampa non e', in primis, il luogo in cui si riproducono le opere, bensi' un ambito espressivo che, dal Rinascimento in poi, non ha mai dismesso di essere, in se', luogo d’arte. Per la rivista “Il Gesto" Fontana concepiva una copertina a fori, vero e proprio quadro, e tra le pagine dello stesso numero Pomodoro annidava una pagina grafica di grande bellezza, cosi' come faceva, di li' a poco, nell’ “Azimuth" dei compagni di via Piero Manzoni ed Enrico Castellani. La scultura stessa di Pomodoro nasceva come pagina plastica, con quelle trame di segni dalle dediche indicative, Kafka, Klee, Kierkegaard, che rimontavano alla “logique de la pense'e pre'alphabe'tique" di Leroi-Gourhan, e che sono restate nucleo formativo cruciale di tutta la sua opera, grafica o plastica non importa.

Non a caso Lo stagno appare sulle pagine del primo numero, aprile 1957, di “L’Esperienza Moderna", la storica rivista di Gastone Novelli e Achille Perilli. Non ideografie sono le tracce di Pomodoro, ma trame, partiture scritturali certamente. “Sono segni in modificazione - commenta l’artista - che possono proliferare o scandirsi. La scrittura ne e' teoricamente illimitata, e' un racconto indeterminato". Il segno di Pomodoro s’incide e dipana parimenti nel bronzo e nel foglio, caricandosi nell’un caso e nell’altro di implicazioni sovranamente ambigue, e percio' stesso fertili. Cio' vale per la scultura come per la militanza nell’editoria d’avanguardia maturata in complicita' con autori come Paolo Volponi e Francesco Leonetti, Frank O’Hara e Roberto Sanesi; ma anche nella dimensione piu' classica del libro d’arte, della pagina a stampa, dagli inizi con i Siete poemas sajones di Jorge Luis Borges, 1973-74, al culmine dello splendido La gioia delle rose e del cielo con Attilio Bertolucci, 1993, sino alle opere nuovissime nate dalle poesie e con le poesie di Emilio Villa. Come per canone inverso, dalla carta al metallo, e dal metallo alla carta, Pomodoro persegue e prosegue un percorso di scrittura, di poesia, di feroce lucidita', e tensione, e coerenza: che ne fa ben piu' del pur grande scultore che gia' il pubblico conosceva.
Flaminio Gualdoni

Il libro e' sempre, e da sempre, un oggetto; secoli di editoria - per rimanere nell’ambito dell’editoria a stampa, altrimenti dovremmo parlare di millenni - ci hanno insegnato che in un libro contano si' le parole, e le immagini, ma contano anche i caratteri di stampa, il tipo di carta, le rilegature, l’abilita' e il gusto delle tante specializzazioni che contribuiscono alla nascita di un oggetto che puo' essere gia' di per se stesso un’opera d’arte. Oggi, nell’epoca dell’elettronica, della virtualita' e della grande diffusione di massa, l’oggetto-libro continua a trovare un suo posto di rilievo non solo tra le passioni dei collezionisti, ma anche nell’azione di tanti artisti, che lo amano, e ne vogliono indagare le mille sfaccettature, a dispetto di quanti ne profetizzano, in modo assai poco lungimirante, la scomparsa.

Cosi' in questa piccola selezione di libri d’artista contemporanei appartenenti alla Collezione di Unicredit di arte contemporanea e' possibile trovare non solo opere affascinanti, ma anche le ragioni del progetto collezionistico stesso del Gruppo, quell’idea di operare sulla contemporaneita' senza scordare la storia, quella volonta' di fare circolare le idee che e' tipica della cultura del libro, che e' nella sua stessa ragion d’essere (fanno ancora paura i libri ai totalitarismi di ogni genere e sotto ogni latitudine), quell’idea di condividere un’esperienza che e' insieme intellettuale e visiva. Questi oggetti sono preziosi non perche' realizzati da artisti piu' o meno noti - da Francesco Clemente a Stefano Arienti fino ai giovanissimi Francesco Candeloro e Sara Rossi -, ma perche' ci raccontano la continuita' di una storia e il suo rinnovamento, perche' ci avvicinano a un linguaggio comune, quello di una cultura vista e amata come esperienza di vita, raccontandoci anche il piacere del testo e quello delle immagini.
Walter Guadagnini

Inaugurazione 6 dicembre 2006

Unicredit Filiale Private Banking
Piazza Santa Maria dei Battuti, 17 Treviso

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