Museo del Corso
Roma
via del Corso, 320
06 6786209 FAX 06 63895746
WEB
Erte'
dal 23/7/2001 al 28/10/2001

Segnalato da

STUDIO ESSECI




 
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23/7/2001

Erte'

Museo del Corso, Roma

Fascino e seduzione deco. Dopo D'Annunzio Erte'. Mentre si conclude la mostra sul Vate, l'indagine sui personaggi che hanno influenzato la storia del costume del '900, voluta dal professor Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, si sofferma su Erte', non solo per celebrare le grandi qualita' dell'artista, ma anche per ricordare l'influenza da lui esercitata sul gusto europeo ed internazionale del secolo scorso e per sottolineare il legame che unisce Roma all'arte e alla moda.


comunicato stampa

Fascino e seduzione déco

Dopo D'Annunzio Erté. Mentre si conclude la mostra sul Vate, l'indagine sui personaggi che hanno influenzato la storia del costume del '900, voluta dal professor Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, si sofferma su Erté, non solo per celebrare le grandi qualità dell'artista, ma anche per ricordare l'influenza da lui esercitata sul gusto europeo ed internazionale del secolo scorso e per sottolineare il legame che unisce Roma all'arte e alla moda.

Personaggio ed artista straordinario, Erté fu insieme pittore, scultore, scenografo e costumista teatrale e cinematografico, creatore di moda, gioielli e di inconfondibili "complementi di arredo". Le sue "cifre" hanno connotato l'arte, il cinema, il teatro, la moda dei primi decenni del Novecento, facendone uno dei più eclettici, vivaci, seguiti protagonisti del Déco internazionale.

La scenografia fu una delle grandi passioni di Erté e in omaggio a questo la mostra romana è stata concepita come un grande, fantasmagorico "théatre", grazie ad un allestimento "firmato" dallo scenografo Frank Watson con l'eccezionale consulenza di Tony Walton.

Erté è il nome artistico di Romain de Tirtoff (1892-1990), ricavato dalla pronuncia francese delle iniziali del suo nome: russo d'origine, si trasferì a 19 anni a Parigi ove si affermò presto come disegnatore di moda e costumista, per continuare poi a lavorare negli Stati Uniti, per i music-hall di Broadway e per le productions di Hollywood, oltre che per i maggiori stilisti internazionali.

La sua profonda dedizione all'arte figurativa ed al design è confermata dalla vastità delle sue opere di moda e alla moda: costumi ed abiti che fecero "follie" per l'eleganza, l'audacia, l'originalità. Lavorò per Folies-Bergère in Francia, per George White, Irving Berlin, Florenz Ziegfield negli Stati Uniti, disegnò copertine di riviste di moda e alla moda quali La Gazette du Bon Ton, Cosmopolitan, Harper's Baazar e vestì donne, ballerine ed attrici famose: questi costumi 'mozzafiato' si accompagnavano a gioielli ed acconciature fantasiose in un turbinio di lustrini e piume.

L'allestimento caratterizzato da fondali dipinti a mano, impreziosito da alcuni gruppi lignei laccati, serve a far immergere il pubblico in un ambiente tipico degli anni Venti, oltre che a fornire un convincente effetto-teatro, per meglio comprendere le opere e lo stile di Erté.

Tra pannelli che trattano dell'Art Déco e dello stile artistico di Erté sta tutta la meravigliosa serie delle gouaches, opere d'arte sotto forma di sculture, elementi di arredo, serigrafie di contenuto teatrale, gioielli, vasi in cristallo ed argento, candelabri e coppe di materiale pregiato: la flessuosità, le movenze orientaleggianti, gli elementi decorativi, che evocano tutte le suggestioni dell'immaginifico, rimandano costantemente agli splendori ed alle magie dell'Estremo Oriente, che tanto fascino esercitavano su Erté e sulla sua epoca.

Tra le opere del grande maestro del Déco si distingue l'Alfabeto, inserito in un pannello che riproduce un gioco in legno molto diffuso negli anni Venti. Le opere che si potranno ora ammirare a Roma sono altamente quotate e oggetto di notevole interesse da parte dei collezionisti nel mondo fra cui Elton John, Barbra Streisand, Michael Caine, Franco Maria Ricci. Di Erté e della sua arte si sono interessati scrittori famosi, come il semiologo francese Roland Barthes.

I suoi capolavori figurano inoltre in alcuni dei più importanti musei del mondo, come il Metropolitan Museum of Art di New York ed il Victoria and Albert Museum di Londra.

A cura di Franco Maria Messina e Audrey Boss

Inaugurazione martedì 24 luglio 2001

Orari: Luglio e Agosto dalle ore 12.00 alle ore 22.00;
Settembre e Ottobre dalle ore 10.00 alle ore 20.00. Chiuso il Lunedì.

Ingresso: intero L.12.000; ridotto L. 9.000

Hanno collaborato: Ray e Beverley Perman, Frank Watson, Tony Walton, Bruna Naitana, Camilla Bacherini, Marzia Bianchi.

Per informazioni e prenotazioni visite guidate:
Museo del Corso - tel. 06-6786209

Ufficio Stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo
Tel. 049-663499 - Fax 049-655098

Museo del Corso
Via del Corso n. 320, Roma

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