ArteGioia107
Milano
via Melchiorre Gioia, 107
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Olga Polichtchouk
dal 20/4/2008 al 15/5/2008
martedi' - venerdi' 16-19 e su appuntamento

Segnalato da

Andrea Battistotti



approfondimenti

Olga Polichtchouk



 
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20/4/2008

Olga Polichtchouk

ArteGioia107, Milano

I personaggi dei suoi dipinti sono animali, giocattoli, angeli, matrioske e nature morte, soggetti che affondano le radici nel passato. L'artista sublima questa materia di base trasfigurandola in un mondo fantastico del tutto soggettivo.


comunicato stampa

Parlare di Olga Polichtchouk significa proiettarsi in un universo fantastico in cui forma e colore si coordinano, si combattono, si fondono, creando atmosfere particolari.

La rarefazione dell’immagine la porta ad evocare spazi infiniti in cui mille coriandoli definiscono la dimensione aerea; quando invece l’elemento ritmico si riproduce modularmente è tutta una nuova concezione spaziale che si estrinseca nel tempo attraverso una miriade di piccole figure geometriche. Ma, al di là di queste considerazioni di carattere tecnico, vediamo ora come la sua “poetica” la porta ad inventare ambiti musicali in cui il ritmo domina incontrastato.

Olga Polichtchouk ha molto da dire e lo dice attraverso la sua pittura, un meta-linguaggio che le permette di superare le distorsioni che le particolarità linguistiche possono produrre al senso. Ella ha saputo crearsi un modo espressivo estetico che pervade ogni sua opera in un’esplosione di colori e di forme.

Personaggi particolari della serie dei suoi dipinti sono animali, giocattoli, angeli, matrioske e nature morte, tutte modalità espressive che nel passato affondano le radici, ma Olga Polichtchouk sa sublimare questa materia di base trasfigurandola in un mondo fantastico del tutto soggettivo.

Interessante è il modo con cui crea una sorta di empatia tra le figure, che si dilatano nello spazio, e lo spazio che penetra nella materia: ne risulta una sorta di “panritmia” in cui ogni molecola, ogni atomo di colore partecipa a questa danza liberatoria.

E’ una parte interiorizzata di sé che ella ci trasmette, sia che usi aspetti favolistici della realtà, sia che si rifugi in elementi geometrici che con l’assolutezza formale coincidono. Si crea così un’espressività multiforme in cui il colore “puro” può manifestarsi in tutta la sua forza evocativa, costellando i dipinti di mille luci, quasi un universo cosmico traslato in pittura. Questa dilatazione cosmica la rende padrona di un modo espressivo vitale che ci trasmette una scintilla di vita coinvolgendoci nei suoi sogni e nelle sue costruzioni ritmiche.

C’è in lei la purezza, oserei dire l’ingenuità espressiva del bambino che sa padroneggiare il suo microcosmo, fantastico o reale che sia, alla scoperta di nuove sensazioni ed emozioni.

Quando il suo pensiero si fa più riflessivo e razionale ecco scaturire opere, spesso ad acquerello, che sono veri capolavori di costruzioni ritmiche di cui sa tessere, da abile regista, la trama sottile che le pervade. Un universo di poesia il suo che pochi artisti sanno inventare, al di là dei riferimenti storici che hanno lontani echi Chagalliani e Kleiani. Ella ha saputo trarre grande insegnamento da questi grandi maestri del passato, riuscendo a superarne i possibili influssi senza farsi contaminare dai loro modi espressivi, trovando una sua via culturalmente ricca e varia passibile di future promettenti intuizioni.

Silvano Battistotti

Immagine: Matrioske, olio su tela

Inaugurazione lunedì 21 aprile 19.00

Associazione Culturale ArteGioia107
Via Melchiorre Gioia, 107 - 20124 Milano
da martedì a venerdì dalle 16.00 alle 19.00 e su appuntamento

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