Palazzo Marini
Cagliari
via Ada Negri 28

Uovo di Durruti
dal 25/1/2002 al 26/1/2002

Segnalato da

machina amniotica




 
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25/1/2002

Uovo di Durruti

Palazzo Marini, Cagliari

Machina Amniotica, insieme al poeta e scrittore Carmine Mangone, ospite a Cagliari per la seconda volta dopo la rassegna del 1999 dedicata ai poeti della Beat Generation, presenteranno la performance poetico musicale 'L'Uovo di Durruti' con testi di Benjamin Peret, poeta surrealista rivoluzionario francese. La serata ripropone una sintesi delle perfomances che il gruppo ha presentato a Torino nell'ottobre del 2001, in occasione del tour di presentazione nazionale del libro 'Sparate sempre prima di strisciare'.


comunicato stampa

Performance sonicopoetica
di Carmine Mangone e Machina Amniotica

sabato 26 gennaio 2002 ore 20.30

G28 gallery
erbafoglio

presentano

MACHINA AMNIOTICA, insieme al poeta e scrittore Carmine Mangone, ospite a Cagliari per la seconda volta dopo la rassegna del 1999 dedicata ai poeti della Beat Generation, presenteranno la performance poetico musicale "L'Uovo di Durruti" con testi di Benjamin Pèret, poeta surrealista rivoluzionario francese. La serata ripropone una sintesi delle perfomances che il gruppo ha presentato a Torino nell'ottobre del 2001, in occasione del tour di presentazione nazionale del libro Sparate sempre prima di strisciare, curato e tradotto da Carmine Mangone su testi di Benjamin Péret edito da Nautilus, storica casa editrice underground piemontese.

BENJAMIN PÉRET, IL POETA "IMPOSSIBILE"
Il surrealista francese Benjamin Péret nasce a Rézé (dipartimento della Loire-Atlantique) il 4 luglio 1899 e muore a Parigi il 18 settembre 1959. Alla fine del primo conflitto mondiale, si trasferisce giovanissimo nella capitale francese e aderisce da subito al gruppo dadaista di Breton, Tzara & C. In seguito, farà sue senza indugi le parole d'ordine e la pratica del movimento surrealista, dirigendo insieme a Pierre Naville i primi due numeri de' "La Revolution surréaliste". Firmatario di numerose dichiarazioni politiche collettive, aderisce al partito comunista nel gennaio 1927. Si trasferisce poi in Brasile nel 1929 dopo aver sposato la cantante Elsie Houston. Nel paese latinoamericano viene incarcerato per attività sovversive e quindi espulso nel dicembre del 1931. Legatosi nel frattempo all'opposizione di sinistra di matrice trotzkista, Péret continua imperterrito sul piano culturale ad opporsi sia alla tradizione accademica sia al neonato "realismo socialista", scrivendo decine e decine di poesie di una immediatezza disarmante.Genio della scrittura automatica, intransigente alfiere della più completa libertà d'azione del poeta, Péret farà armi e bagagli all'indomani del golpe franchista (luglio 1936) per andare a combattere tra le fila dei rivoluzionari spagnoli. Collaboratore in un primo tempo della formazione marxista del POUM, si aggregherà successivamente alle milizie anarchiche della Columna Durruti tornando in Francia solo nell'aprile del 1937. Mobilitato allo scoppio della seconda guerra mondiale, viene incarcerato una seconda volta a Rennes nel 1940 per propaganda sovversiva fra i ranghi dell'esercito. Liberato a seguito dell'invasione nazista, Péret riesce ad ottenere faticosamente un visto per il Messico insieme alla sua nuova compagna, la pittrice catalana Remedios Varo. Resterà nel paese centroamericano dal 1941 al 1948. Autore nel 1945 del fondamentale e folgorante scritto teorico "Il Disonore dei poeti", nel quale stronca senza mezzi termini la poesia francese della Resistenza, Péret verrà attaccato duramente e senza lesinare colpi bassi dall'intellighenzia asservita al Parti communiste français. Dopo analoghe manifestazioni in Francia, a Città del Messico e a Torino, viene ora presentata al pubblico cagliaritano la mostra fotografica che illustra le tappe salienti della vita e dell'opera di Benjamin Péret.Poeta esemplare - che ancora oggi, a oltre quarant'anni dalla morte, viene passato sotto silenzio (quando nonaddirittura apertamente diffamato) per via della sua indiscutibile e fondamentale inutilizzabilità da parte dellacosiddetta "cultura ufficiale" -, Péret rimane un autore affascinante, un rivoluzionario appassionato, un uomo diuna coerenza tanto inattuale quanto toccante: vera pietra d'inciampo, insomma, per le "Grandi-Teste-Frolle dellanostra epoca" (CARMINE MANGONE).
Un ringraziamento particolare a: Association des Amis de Benjamin Péret (Parigi) e Collettivo Nautilus (Torino)

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