Lia Rumma (vecchio spazio)
Milano
via Solferino, 44
02 29000101 FAX 02 29003805
WEB
Clegg & Guttmann
dal 18/9/2008 al 18/10/2008
mar-sab 11-13 e 15-19

Segnalato da

Galleria Lia Rumma



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Clegg & Guttmann



 
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18/9/2008

Clegg & Guttmann

Lia Rumma (vecchio spazio), Milano

Studiolo nuovo. Con un rinnovato omaggio alla cultura del nostro paese, dopo l'installazione 'Falsa Prospettiva' del febbraio 2001 presso la sede milanese della galleria, la personale del 1987, e la presentazione nella sede storica di Napoli del novembre 2007, gli artisti propongono a Milano il loro ultimo progetto appositamente pensato per la galleria e concepito come discendente diretto dello studiolo rinascimentale.


comunicato stampa

Con un rinnovato omaggio alla cultura del nostro paese, dopo l’installazione Falsa Prospettiva del febbraio 2001 presso la sede milanese della galleria, la personale del 1987, e la presentazione nella sede storica di Napoli del novembre 2007, gli artisti Clegg & Guttmann installano per Milano il loro ultimo progetto italiano appositamente concepito per la galleria.

Nel primo Rinascimento, il palazzo aristocratico fu ridisegnato per creare una divisione fra l’ala privata e quella pubblica. Vicino all’entrata era situato un salotto pubblico accessibile ai visitatori, separato dalle stanze private che erano sistemate sul retro. Lo studiolo era lo spazio più privato di tutti; oltre ad essere usato come biblioteca, sala di lettura, sala di musica e gabinetto delle curiosità -conteneva collezioni di oggetti naturali, artificiali e cimeli vari- aveva una funzione più specifica: lo studiolo era concepito come una sorta di laboratorio cognitivo, un “ambiente totale” dedicato allo sviluppo della memoria e dell’immaginazione. I differenti elementi dello studiolo – biblioteca, sala di musica, collezioni di oggetti e di opere d’arte – erano tutti subordinati a quell’obiettivo, cioè venivano considerati come strumenti per lo sviluppo cognitivo ed intellettuale. Si presumeva che fossero collegati l’un l’altro dalla teoria neoplatonica dell’animo umano che assegnava a ciascun elemento il suo ruolo specifico; ogni parte dello studiolo era dedicata a migliorare un aspetto delle capacità cognitive ed intellettuali della mente.

Questo progetto di Clegg & Guttmann ha lo scopo di rivalutare lo studiolo e di suggerire modi per trasformarlo in una forma contemporanea che combini una varietà di funzioni, per cui gli oggetti d’arte non sono trattati semplicemente come oggetti da collezione, ma come aspetti di un ambiente dedicato alla contemplazione cognitiva e filosofica. L’installazione di Clegg & Guttmann è stata concepita come discendente diretta dello studiolo rinascimentale. Essa vuole riportare al presente l’interesse originario per la memoria e l’immaginazione. Nel contesto contemporaneo la problematica è forse un po’ diversa: gli atteggiamenti nei confronti della memoria e dell’immaginazione hanno subito diverse trasformazioni, così come la teoria che mira a migliorarle. Tuttavia, l’idea di incorporare l’arte in una “stanza per pensare” o, ancora meglio, in una “stanza del pensiero”, sembra oggi attraente e suggestiva come lo fu nel primo Rinascimento; l’opera d’arte non dovrebbe essere trattata solo come un oggetto decorativo, ma come parte di un disegno globale che favorisce una vita di cultura e di contemplazione.

L’installazione contiene cinque ambienti separati, ciascuno organizzato come un esercizio cognitivo a sé stante che riguarda un aspetto del sistema del ricordare e dell’immaginare. I diversi esercizi coinvolgono operazioni analitiche e sintetiche, la scomposizione dell’esperienza nei suoi elementi e la costruzione di nuovi insiemi, combinando gli elementi in maniera differente. Essi riguardano la lettura, il disegno, la musica, la scultura. Clegg & Guttmann immaginano lo studiolo nuovo “come un ambiente dove si potrà riflettere sui diversi aspetti della vita della mente coltivata, per migliorarli ed estenderli oltre le loro attuali possibilità”. L’opera “la musica della sfera” che apre l’installazione, è un preciso riferimento ai fantastici disegni geometrici attribuiti a Leonardo, ed eseguiti per illustrare il trattato “De Divina Proporzione” di Luca Pacioli (1498), il cui manoscritto è custodito presso la biblioteca Ambrosiana. Il museo Poldi-Pezzoli custodisce, invece, una raffigurazione della musa della danza Tersicore di Cosmè Tura, proveniente dallo smembramento dello studiolo di Belfiore a Ferrara.

Clegg & Guttmann, nati entrambi nel 1957, americani di adozione e già allievi di Joseph Kosuth, collaborano con la galleria Lia Rumma dal 1987. Recentemente hanno presentato mostre personali e collettive nelle seguenti istituzioni: Deutsche Guggenheim, Berlino; Museum Morsbroich, Leverkusen (2007); Cornerhouse, Manchester; Kunstverein, Braunschweig; Secession, Vienna; Bozener Kapuzinergarten, Museion, Bolzano (2006); Denkmalprojekt im öffentlichen Raum, Rosa Luxemburg Platz, Berlino; Sigmund-Freud-Museum, Vienna; Akademie der Künste, Vienna; Palais de Tokyo, Parigi (2004); Deste Foundation Centre for Contemporary Art, Atene (2003).

Inaugurazione venerdì 19 settembre 2008 ore 11.00
Gli artisti saranno presenti all’inaugurazione

Galleria Lia Rumma
Via Solferino 44, Milano
Orario della galleria: dal martedì al sabato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19
Gli altri giorni su appuntamento
ingresso gratuito

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