Galleria Extraspazio
Roma
via San Francesco di Sales, 16/a
06 68210655 FAX 06 68210655
WEB
Flux capacitor
dal 9/10/2008 al 19/11/2008
martedi - sabato 15.30-19.30

Segnalato da

extraspazio




 
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9/10/2008

Flux capacitor

Galleria Extraspazio, Roma

I lavori in mostra, tutti creati (ri)assemblando tradizioni, momenti e materiale iconografico del passato, provocano in modo ludico una riflessione sulle condizioni del presente collettivo e sul futuro individuale. Opere di Francesca Anfossi, Erik Blinderman, Roisin Byrne, Patrizio di Massimo, Michael Eddy, Maria Karantzi; a cura di Ilaria Gianni e Isobel Harbison.


comunicato stampa

a cura di Ilaria Gianni e Isobel Harbison

Francesca Anfossi | Erik Blinderman | Roisin Byrne
Patrizio di Massimo | Michael Eddy | Maria Karantzi

“Strade? Dove stiamo andando non c'è bisogno di strade”
Dottor Emmet Browne, Ritorno al futuro

Nel film Ritorno al futuro del 1985, diretto da Robert Zemeckis, il dottor Emmet Browne, alias Doc, inventa la Macchina del Tempo De Lorean, il cui componente fondamentale è il cosiddetto flusso catalizzatore (flux capacitor). Alimentato a plutonio, il marchingegno genera gli 1,21 gigawatt necessari per permettere all’uomo di viaggiare nel tempo. Le possibilità di successo della bizzarra invenzione, nata dalla mente di uno scienziato matto, sono del tutto imprevedibili. La macchina del tempo trasporta Marty McFly nel passato, offrendogli l’opportunità di cambiare radicalmente il corso della propria vita. Affrontando questo viaggio avventuroso, il protagonista corre, tuttavia, anche il rischio di alterare in maniera rovinosa il “presente”. La brillante commedia, che con toni leggeri dava voce a interessanti interrogativi sui concetti di presente e futuro, ha riscosso un grande successo tra il pubblico giovane degli anni Ottanta.

Flux Capacitor è dunque il titolo della mostra che presenta le opere di sei giovani artisti, recentemente diplomati o in procinto di ottenere il master presso alcune tra le più prestigiose scuole d’arte europee. I lavori, tutti creati (ri)assemblando tradizioni, momenti e materiale iconografico del passato, provocano in modo ludico una riflessione sulle condizioni del presente collettivo e sul futuro individuale. Le opere di questi artisti, raccolte in occasione della mostra, sono espressione di pratiche artistiche in continua evoluzione. Flux Capacitor non intende infatti tracciare strade né teorizzare movimenti artistici, in un momento storico che non ne prevede. Flux Capacitor rappresenta invece uno spazio critico, una lente attraverso la quale osservare le opere di un gruppo di artisti emergenti, impegnati in un viaggio di “ritorno al futuro”.


Francesca Anfossi (Italia|Regno Unito, nata nel 1980) lavora principalmente con materiali di recupero, realizzando collage e oggetti che evocano paesaggi fantastici in un continuo gioco di rimandi all’immaginario comune e alla memoria individuale. I lavori dell’artista catturano istanti particolari, diventando agenti di una rappresentazione imperniata sui ricordi. In occasione di Flux Capacitor, Francesca Anfossi presenta una serie di sculture in cui il processo immediato di identificazione si espande per effetto delle potenzialità dell’immaginazione. Francesca Anfossi si è diplomata di recente presso la Slade School of Fine Art, University College London.

Erik Blinderman (USA|Germania, nato nel 1979) utilizza medium diversi come i film in 16 mm, la fotografia e l’installazione. Interessato alle forme di interazione sociale, tra cui i dibattiti pubblici e i movimenti di protesta, Blinderman sfrutta le qualità materiali delle immagini in movimento e della fotografia per osservare questi fenomeni dall’esterno, in un atto in bilico tra la partecipazione sociale e la sorveglianza esterna. In occasione di Flux Capacitor l’artista presenta un nuovo lavoro che mette a confronto la tradizione delle carrozzelle a cavalli romane con le manifestazioni di protesta degli animalisti, sempre più frequenti in Europa come a New York, sua città d’origine. Blinderman si è di recente diplomato presso la Städelschule di Francoforte.

Roisin Byrne (Irlanda|Regno Unito, nata nel 1979) è autrice di sculture e testi che, nonostante la loro natura effimera, sono il frutto di un laborioso e spesso ironico lavoro di ricerca. I materiali utilizzati sono tra quelli che sostengono i mercati economici di tutto il mondo – zucchero, sale e grano – sottoposti a un processo di consumo, distruzione e dissolvimento. In occasione della mostra Roisin Byrne realizza un’apposita installazione con espliciti riferimenti alle “strutture” di Sol LeWitt. Roisin Byrne studia al Goldsmiths College, University of London.

Patrizio di Massimo (Italia|Regno Unito, nato nel 1979) incentra la sua ricerca su aneddoti, personaggi, storie e miti. Le sue foto, film e performance sono spesso ricchi di riferimenti e citazioni che attivano allusioni concettuali e stimolano la fantasia e la memoria degli osservatori. Di Massimo gioca con la retorica della storia, con il suo significato passato, il suo stato attuale e la sua condizione futura. In occasione di Flux Capacitor, l’artista presenta un progetto fotografico inedito e di grandi dimensioni che rappresenta il punto di partenza di una nuova ricerca sulla Libia, incentrata sull’analisi critica di storie, leggende, segreti e stratificazioni culturali del paese. Patrizio di Massimo studia presso la Slade School of Fine Art, University College London.

Le immagini di Michael Eddy (Canada|Germania, nato nel 1981) si sviluppano spesso a partire da un aneddoto, da una particolare situazione o collaborazione e sono influenzate sotto il profilo formale dalla street photography degli anni Settanta. Eddy coglie momenti della vita quotidiana con sguardo ironico e dialettico, instaurando un dialogo aperto tra opere, idee e artisti diversi. In occasione di Flux Capacitor, l’artista presenterà una serie di fotografie intitolata Gestalt, in cui cinque sculture all’aperto rintracciate in diversi luoghi del mondo sono abbinate a un importante e irrisolto problema politico contemporaneo. Eddy si è di recente diplomato presso la Städelschule di Francoforte.

Gli assemblaggi, gli stendardi e i macchinari di Maria Karantzi (Grecia|Regno Unito, nata nel 1980) sono testimoni e catalizzatori di un incessante dinamismo che fluttua tra funzione e gioco, utilità e inutilità, ironia e ideologia. Le sue opere rimandano sempre a un’idea di movimento che innesca slittamenti di senso e capovolgimenti di ruoli e significati. Il lavoro dell’artista greca mette in discussione la logica della causa e dell’effetto, rivelando un possibile travisamento della funzionalità. In occasione di Flux Capacitor, Maria Karantzi propone un’opera ironicamente e concettualmente rivoluzionaria. La frase the quick brown fox jumps over a lazy dog, che compare sullo stendardo in mostra, è il pangramma utilizzato dai grafici per provare i caratteri tipografici. L’artista gioca con l’approccio formale e decorativo sterile, alludendo criticamente a un’ideologia inesistente ancora tutta da creare. Maria Karantzi si è di recente diplomata presso il Goldsmiths College, University of London.

Immagine: Patrizio di Massimo

inaugurazione: venerdì 10 ottobre ore 20-24

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via San Francesco di Sales, 16/a - Roma
Orari: martedì - sabato 15.30-19.30
Ingresso libero

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