Centre Culturel Christiane Peugeot
Paris
62 avenue de la Grande Armee
01 45743253 FAX 01 45726756
WEB
Le sacre dans l'art italien d'aujourd'hui
dal 1/4/2009 al 11/4/2009
08851 923191

Segnalato da

Giuliana de Antonellis



 
calendario eventi  :: 




1/4/2009

Le sacre dans l'art italien d'aujourd'hui

Centre Culturel Christiane Peugeot, Paris

Un'importante manifestazione culturale che prevede la partecipazione di cinque artisti marchigiani: Silvio Craia, Teresa Marasca, Pierpaolo Marcaccio, Franco Morresi, Roberto Torregiani.


comunicato stampa

Una importante manifestazione culturale che prevede la partecipazione di cinque Artisti marchigiani e che rappresenta l’Italia in una esposizione a Parigi presso il Centro Culturale Christiane Peugeot di Pierre Eugène, Directeur fondateur di ART+ EUROPE e promossa dall’Istituto superiore di Cultura Francese.

L’iniziativa si colloca in un momento di particolare interesse verso l’Arte italiana e che si sviluppa dopo l’importante mostra realizzata per celebrare il Centenario del Movimento Futurista e il centenario della pubblicazione su Le Figaro' del manifesto di F.T. Marinetti, presso il Centre Pompidou di Parigi dal titolo Le Futurisme à Paris. Manifesto che vide la firma anche di Ivo Pannaggi, artista cult futurista di Macerata. Macerata-Parigi. Due città seppur lontane, unite dall’amore per la cultura.
Antonella Ventura, curatrice della mostra e del catalogo, nella sua presentazione asserisce:
““Chi ha gli occhi aperti , puo’ vedere con lo Spirito a qualunque distanza.
E’ con questi occhi accorciando le distanze delle diverse visoni che si celebra la mostra:“Le sacre’ dans l’art italien d’aujord’hui”; il cui SPIRITO è“il Viaggio” essenza stessa del Sacro.

Il viaggio dell’Uomo, verso la” Terra Promessa”, ma soprattutto il viaggio di cinque Artisti: SILVIO CRAIA di Macerata, TERESA MARASCA di Montefano , PIERPAOLO MARCACCIO di Fermo , FRANCO MORRESI di Civitanova , ROBERTO TORREGIANI di Civitanova alla Recherche, di una “coscienza “ del Mondo e di una qualche sollecitudine a tale coscienza attraverso l’Arte.
Benche’ diversi siano i linguaggi e i percorsi artistici intrapresi dalle cinque diverse CREATURE che espongono, non rientra nell’intento di questa mostra delimitarne i fini con la sola, seppur prestigiosa ,esposizione delle Opere; ma è, Siamo convinti nella partecipazione operosa ad un” cammino”che non ha mai sosta,e da cui sempre si di-parte per nascere a ..nuova vita””.

La mostra si avvale della prestigiosa collaborazione del Professore Armando Ginesi e nel suo testo critico Arte e Spirito, che segue, è possibile capire le motivazioni di fondo della spiritualità artistica dei cinque interpreti.

““ L’arte è prodotto dello spirito. In quanto tale essa rappresenta l’infinito che si fa finito, il trascendente che entra nella storia e ne assume in qualche modo le forme. Se vogliamo leggerla in un’ottica cristiana, essa appare simile all’incarnazione. Naturalmente, ciò dicendo, nessuno pensa di sostenere che gli artisti siano una specie di divinità, ma dei demiurghi sì, strumenti cioè di uno spirito assoluto che se ne serve per i propri fini inserendoli in una dimensione dell’operare umano che è di certo tra le cose più alte e nobili: l’arte, appunto.
Quel momento magico che siamo soliti chiamare “ispirazione” altro non è che il mezzo attraverso cui la trascendenza invia, a quell’uomo un po’ speciale che è l’artista, sia pure in maniera indefinita e a-razionale, una porzione ancorché minima della sua natura. Chi volesse approfondire

l’argomento potrebbe accostarsi al pensiero di Rudolf Otto o alla filosofia ermeneutica di Hans Georg Gadamer e di Paul Ricoeur, ma anche, andando più indietro, a rivedersi le posizioni dello gnosticismo pre-cristiano, attingendo, magari, al mito di Dioniso e ad una infinitesimale sua porzione divina che l’uomo conserva, sommersa dalla condizione cannibalesca dei Titani (fratelli gelosi del divino fanciullo prediletto da Zeus, Dioniso appunto, i quali, dopo averlo sbranato, hanno dato origine alla stirpe umana a cui hanno perciò trasmesso una massa perfida ma anche una scintilla sacra).

Tornando a Ricoeur, egli ha fornito, dell’arte, una definizione efficace e propria, a nostro avviso, allorché ha individuato, in essa, due dimensioni paritarie, connesse e intimamente conviventi: una, quella ostensiva, ossia manifestativa, storica potremmo dire (calata pienamente all’interno del reticolo spazio-temporale in cui è stata prodotta); un’altra, quella referenziale, che rimanda cioè ad altro da sé e la rende a-temporale. Da questa premessa scaturisce quel che io vado sostenendo e scrivendo da tempo, vale a dire che nell’arte, allorquando tale sia davvero (cioè abbia qualità estetica e non sia solo frutto della mèra tecnica, anche di quella più raffinata), c’è una dimensione di sacralità che la rende, come già detto, attività umana di altissima qualità spirituale. Quasi simile alla mistica. Ne consegue che, quando parliamo di arte sacra, non intendiamo assolutamente riferirci ai contenuti formali o logici delle sue opere, ma alla più intima essenza della sua natura. Non è arte sacra quella che rappresenta in immagini le tematiche religiose, ma quella che incarna il più vivo desiderio di dialogo che può esistere tra l’uomo e il mistero grande che lo sovrasta.

Una volta che tale desiderio si manifesta visivamente (nel caso della arti visive; ma altrettanto vale quando si palesa attraverso i suoni, o le parole, i gesti corporei e così via) esso assume la qualità specifica dell’arte e le opere che ne derivano acquisiscono in pieno il diritto di qualificarsi con l’attributo di “artistiche”.

Il gruppo di cinque artisti italiani che espongono in questa rassegna, il cui titolo è appunto Le sacré dans l’art italien d’aujourd’hui, si riconoscono nella posizione ideale e spirituale di cui abbiamo detto ed operano nella più assoluta convinzione di esercitare una attività spirituale che consente loro di aiutare l’uomo ad elevarsi dalla sua condizione verso una dimensione più alta, iranica, quasi fosse alla ricerca dell’Eden perduto.

Ognuno di questi artisti – che si esprima figurativamente o che privilegi le ipotesi dell’astrazione – cerca di andare oltre ogni limite dell’apparenza alla ricerca di ciò che è essenziale e che non necessariamente deve essere oggetto dell’esperienza sensoriale. Anzi, è proprio nell’alveo dell’extraempirico, che Silvio Craia (con le sue invenzioni neo-dadaiste trasformate in vivacissime esperienze segnico-gestuali), Teresa Marasca (con il recupero di una pittura devozionale che riprende attraverso una citazione della tradizionale quanto splendida fede popolare), Pierpaolo Marcaccio (con le citazioni colte che si rifanno all’immagine di Joseph Beuys ed alla concettualità delle sue performances), Franco Morresi (con la sua tensione verso le soluzioni formali e cromatiche di sapore neo-espressionista), Roberto Torregiani (con una pittura evocativa dove le figure, quando ci sono, sembrano richiamate dall’indistinto), è proprio nell’alveo dell’extraempirico, dicevo, che tutti cercano di raggiungere l’acme di un’esperienza di emozioni forti da riproporre alle coscienze di quanti fruiscono le opere. E ci riescono egregiamente.”” Armando Ginesi

La mostra, promossa dalla CISL CLACS ARTE NAZIONALE, ha il Patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Macerata, del Comune di Macerata, dell’A.R.M.E.,di ARTplus Europe e di Teleadriatica.

Immagine: (c) Pierpaolo Marcaccio

Inaugurazione il 2 aprile 2009 alle ore 18.00

Centre Culturel Christiane Peugeot
62 avenue de la Grande Armee - Paris

IN ARCHIVIO [1]
Le sacre dans l'art italien d'aujourd'hui
dal 1/4/2009 al 11/4/2009

Attiva la tua LINEA DIRETTA con questa sede