Bianca Tosi, Giorgio Marangoni
Milano
via Benedetto Marcello 4
WEB
44 giorni di Diario ceramico
dal 7/5/2002 al 10/5/2002
WEB
Segnalato da

Maurizio Giannangeli



approfondimenti

Roberta Colombo



 
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7/5/2002

44 giorni di Diario ceramico

Bianca Tosi, Giorgio Marangoni, Milano

In questo arco di tempo Roberta Colombo ha realizzato 606 ceramiche raku, in pezzi unici


comunicato stampa

Dal 8 al 10 maggio Roberta Colombo espone

44 giorni di DIARIO ceramico

Ininterrotamente in mostra
dalle 18:00 di mercoledì 8 alle 14:00 di venerdì 10 maggio
da Bianca Tosi e Giorgio Marangoni, via Benedetto Marcello 4, 5° piano, Milano

In un arco di tempo di quarantaquattro giorni Roberta Colombo ha realizzato seicentosei ceramiche raku, in pezzi unici. Ogni giorno, dal cinque febbraio sino al venti marzo, ha creato un numero di pezzi pari alla data del giorno stesso: cinque pezzi il cinque, sei il sei, e così via.
Quarantaquattro giorni in cui si è imposta la registrazione del proprio vissuto con un rigore che, pur appartenendo generalmente alla forma 'diario', nello specifico ne trasforma gli esiti.
Il procedimento numerico e cabalistico, nato dal privilegio di un numero - il quarantaquattro degli anni, dei giorni e delle ore che si compiono - si moltiplica ossessivamente nella proliferazione dei pezzi mostrando la vera natura di questo particolare diario in forma d'oggetti.
Gli anni si compiono e il Diario, appunto, si presenta come il ripetersi di un compimento che si avvera puntualmente in ogni singolo pezzo: ogni giorno, più volte al giorno, in base al giorno.
Il Diario risulta allora genuinamente estraneo alla linearità del discorso. Esso assume semmai l'aspetto del 'calco' immediato, in presa diretta, di ciò che irrevocabilmente appartiene, nell'intimità, all'immagine del sé. Dalla memoria del 'famigliare' all'incontro cercato e casualmente trovato, l'"Io, ora, qui" della registrazione immediata consegna, alla testimonianza di un'impronta, il proprio stato d'animo e si ritrova così senza misura. Questa coincidenza di memoria e testimonianza, precipitati in un punto, trova indubbia conferma e precisa esposizione nella verità puntuale del calco e dell'impronta.
In ogni singolo pezzo, come nell'intero che li comprende tutti, la memoria prende forma istantanea nel segno che la traccia di una presenza lascia e che, nel presentarsi, diviene rilevante solo in quanto forma di quell'esteso corpo che chiamiamo la 'nostra' persona, il 'nostro' dna, la 'nostra' storia.

IN ARCHIVIO [2]
Roberta Colombo
dal 13/5/2002 al 19/5/2002

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