Palazzo Chigi
Viterbo
via Chigi, 15
0761 346306 FAX 0761 346306
WEB
Steve
dal 23/4/2010 al 5/5/2010
lun-sab 17-19.30, esclusi festivi
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Segnalato da

Alberto Miralli



approfondimenti

Steve
Anton Giulio Niccoli



 
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23/4/2010

Steve

Palazzo Chigi, Viterbo

Il paradigma dell'artista e' il fumetto tramite il quale egli analizza il disfacimento della vita collettiva del XXI secolo, rimpiazzata dalle impersonali e stereotipate, seppur gradevoli, caricature dell'individualita'.


comunicato stampa

a cura di Anton Giulio Niccoli

Disquisire unicamente di fumetti nei riguardi dell’arte di Steve risulterebbe piuttosto semplicistico. L’artista infatti rappresenta al meglio quella frangia “neoconservatrice” che tanto successo ha ottenuto su scala globale. Il suo nomadismo intellettuale lo sprona a viaggiare nella storia come in una banca dati, con quel rinnovato attraversamento reale e virtuale di frontiere non in termini nostalgici, all’opposto con euforica sovranità interpretativa.

Il paradigma di Steve è ovviamente il fumetto, ma l’uso che ne segue non è automatico come può apparire: il suo propizio osservare cristallizza un vero ready made fatto a mano, trasmettendo con l’immagine impressioni d’una realtà suscettibile di futuri cambiamenti radicali. L’esistenza risulta così mediata grazie alla sublimazione d’una forma stampata. Questa è la linea eterea dell’artista: copiare figure adattandole ai suoi parametri pittorici, ricomporle nell’attrattiva dell’unità e sacralità espressiva, in nome di uno scopo distintivo. Il popular sign è il punto di partenza, non d’approdo.

L’ odierna è una contingenza transitoria totalmente dissimile da quella dei grandi maestri americani e nella transitorietà va analizzata la sua opera. Pensiamo infatti come il postmodernismo, negli anni, abbia offerto nuove intuizioni sul modernismo, sul Surrealismo e il Dadaismo per esempio. Steve, artista postmoderno, fa proprio questo, attuando cioè riletture postmoderne e pacifiche dell’arte pop, riscoprendo quella tipicità artistica nella supposta anonimità della cultura di massa e l’esigenza di memoria storica in opposizione alla presunta amnesia dell’ideologia modernista.

La validità intellettuale di Steve sta nel fatto che pur interpretando uno stile accertato, tende ugualmente a privarlo del contesto primigenio e di qualunque senso pregresso. Dunque i suoi lavori si beano e fluttuano nell’interstizio tra pubblico e privato, situandosi tra il centro della cultura dei libri d’arte e quello delle riviste fumettistiche che si è sviluppata sulle macerie della controcultura americana di fine anni sessanta. Adattando la sua maestria pittorica alla tecnica riproduttiva,

Steve analizza il disfacimento della vita collettiva del XXI secolo, non del XX, rimpiazzata dalle impersonali e stereotipate, seppur gradevoli, caricature dell’individualità. L’artista romano plasma nient’altro che trompe l’oeil coevi, impossibilitati a divenire oltre-storici per quell’insita capacità catodica, finestre interattive sul mondo della nostra e attuale cultura, in primis della sua, codici che traspongono stilemi passati secondo una chiave presente, in una sorta di dialogo in cui intervengono elementi di nota e apprezzata provenienza, in altre parole, Steve.

Inaugurazione sabato 24 aprile 2010, ore 18

Palazzo Chigi
Via Chigi 15, Viterbo
Orari: 17-19.30 esclusi i festivi
Ingresso libero

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