Torre civica
Pomezia (RM)
piazza Indipendenza

Biennale d'arte di Pomezia 2012
dal 14/5/2012 al 29/5/2012
lun - ven 16-20, sab e dom 10- 20
328 4636294
WEB
Segnalato da

Associazione Culturale AssoPleiadiArte




 
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14/5/2012

Biennale d'arte di Pomezia 2012

Torre civica, Pomezia (RM)

Il tema della terza edizione e' Singolarita' e pluralita'. La mostra collettiva si articola lungo i piani della torre sono esposte opere di pittura, scultura, grafica, fotografia e piccole istallazioni.


comunicato stampa

La TERZA BIENNALE DI POMEZIA, organizzata da AssoPleiadiArte, che già si è distinta per mostre di livello notevole e valide iniziative culturali, si svolgerà dal 16 al 30 maggio 2012 alla torre civica di Pomezia, simbolo prestigioso della città.
Il livello della manifestazione artistica sarà molto alto e non potrà non portare lustro e prestigio alla città di Pomezia, anche se i locali della manifestazione presentano una limitata capienza.
A concettualismi e minimalismi ormai superati dai tempi, oppure a contorti e capziosi quanto spesso vuoti e barocchi operati di artisti o presunti tali alla ricerca del sensazionale e dell’insolito, la biennale propone un ritorno alla gioia di rappresentare cose belle, opere belle , quadri belli. La biennale ricerca artisti veri che abbiano fame di bellezza. La bellezza ( non si esita a rivendicare un aspetto essenziale all’arte, purtroppo oggi troppo spesso misconosciuto e svalutato) sarà il centro dell’orientamento della biennale. Non una bellezza vuota e vana, ma una bellezza gravida di pensiero. La scuola di Atene di Raffaello della stanza della Segnatura in Vaticano, ad esempio, opera stupenda per la sua bellezza formale, è anche carica di pensiero e di per se sola è filosofia e arte, perfettamente fuse in unità.
Ma è proprio questo il tema della biennale “singolarità e pluralità”. La singolarità si nutre del molteplice e il molteplice del singolare in un rapporto dialettico stretto e avvincente. L’arte è tutta permeata di questo meraviglioso gioco. Nell’arte però il singolo, l’individuo si erge in tutta la sua irripetibile singolarità e rivendica i suoi diritti e la sua realtà, di fronte all’annegamento nel molteplice, nella pluralità. Una delle forti tendenze dell’arte di oggi infatti tende a collettivizzare l’arte: l’artista si assenta di fronte al lavoro di equipe (arte tecnologica), o di fronte all’interazione col pubblico in cui l’artista si fa da parte. Ma tutto ciò mi sembra che solo apparentemente serva al pubblico. In realtà spesso il collettivo banalizza, riduce un complesso pensiero a slogan e non serve veramente ai molti, ma soltanto civetta con essi e svuta di contenuti.
Perfino la fisica, in cui il lavoro di equipe è più evidente, ha bisogno dei grandi geni, dei colpi d’ala che percorrano con forza i sentieri della ricerca.
Quindi l’arte, è innegabile, non può rinunciare all’inviduo, al singolo, perchè l’arte è l’individuo, il singolo, l’arte è per sua destinazione il gioco dell’artista che crea, il collettivo da solo difficilmente può fare arte ma essenzialmente può fare industrialismo; nell’equipe, nel gruppo, il lavoro si appiattisce, la creazione si svuota e resta il suo simulacro il suo pallido feticcio.
L’arte è dell’individuo, del singolo, che sale nell’universale e parla al cuore dei molti.
Il singolo pertanto può rivendicare i suoi diritti di fronte all’oppressione massificante. Allora per questo: un lampo che rompe le tenebre, una montagna che sopravanza solitaria le altre cime, un albero che, gigantesco, supera gli altri, uno stormo di uccelli guidato dall’uccello guida, il capo branco di lupi o leoni, un primo violino nell’orchestra, il sole che illumina il mondo, un pastore e il suo gregge, un artista e il suo pubblico e tante altre immagini possono tutte essere portatrici del tema proposto alla biennale in una rivalutazione dell’individuo, o, per converso, un naufrago sovrastato dalle onde, la serialità nell’arte (vedi ad esempio le accmulazioni), alberi uniformi nella foresta, l’immensità dell’universo e il numero infinito delle stelle, un numero illimitato di sorrisi, di volti, di luci al neon, di negozi, di beni di consumo, di palazzi e di case in un mondo urbano senza fine, eccetera, possono evidenziare in tutta la sua quasi ipnotica energia condizionante, la forza trascinatrice del collettivo.
(A questo proposito ricordo la fantomatica città di Pentesilea una delle “città invisibili” di Italo Calvino, città dall’eterna perferia, in cui un susseguirsi indistinto di palazzi e di case a perdita d’occhio, senza fine, assorbe l’individuo nella seriale ed angosciante banalità del collettivo e dell’uniforme).
L’ideale è in un incontro autentico tra l’uno e i molti, in cui il singolo si integri nella pluralità in tutta la complessità della persona e quindi la massa che è composta di singoli si elevi da uno stato di informe passività e diventi protagonista del proprio essere e di quello degli altri.
L’ideale è in quel regno dei fini di cui Kant scriveva nella “Critica della ragion pratica” , in cui ognuno sia insieme suddito e legislatore e in cui il singolare si fonda con l’universale.
In questo binomio singolarità- pluralità realizzato nell’altro binomio bellezza - pensiero è , a mio avviso, uno dei caratteri fondamentali dell’arte ed uno alimenta e dà forza all’altro. Senza la forza del genio creatore, l’arte decade a pura riflessione teoretica e senza la riflessione l’arte diventa vuota contemplazione formale.
La terza biennale di Pomezia potrà diventare un’alternativa che cresca nel tempo, e che si contrapponga con forza ai minimalismi o alle scenografie capziose e pacchiane di un’arte che non conserva della vera arte che il nome ed occupa luoghi importanti con dovizia di mezzi e denaro.
La terza biennale di Pomezia non occupa per il momento che la torre civica di Pomezia, ma la carenza di spazio (problema che si spera in futuro sarà superato) e la limitatezza dei mezzi, non potranno nascondere gli importanti contenuti ed il forte livello artistico di cui sarà portatrice adesso e nel corso del tempo futuro. Bruno Lanzalone

CON IL PATROCINIO DELL’ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI POMEZIA

La mostra si articolerà nei piani della Torre Civica di Pomezia

inaugurazione Martedì 15 ore 18.30 con apertura al pubblico, fino alle h.20.00.

Torre civica
piazza Indipendenza Pomezia (RM)
orario di apertura al pubblico:
dal lunedì al venerdì h.16.00 – 20.00; il sabato e la domenica h.10.00 – 20.00.

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