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11/10/2012

Due mostre

Museo d'Arte, Mendrisio

"Nel labirinto della forma" mette in luce le tecniche di Imre Reiner, attraverso un percorso in diverse sezioni dedicate alle lettere, ai libri illustrati e alla produzione piu' recente. Inoltre, un omaggio a Italo Valenti con un gruppo di 18 opere, rappresentative di due particolari momenti creativi: l'adesione al gruppo milanese di Corrente e il successivo astrattimo lirico. Infine, un nuovo allestimento per le recenti donazioni.


comunicato stampa

IMRE REINER

NEL LABIRINTO DELLA FORMA

Imre Reiner nasce a Versec, in Ungheria, nel 1900. Ancora bambino, viene avviato all’attività artistica dal padre, scultore e incisore. Compie la sua formazione accademica a Stoccarda tra il 1921 e il 1923, allievo di Ernst Schneidler, che gli trasmette la passione per l’arte della tipografia. Risalgono già al 1921 le prime illustrazioni di libri. Il 1923 è prima segnato dall’incontro con Paul Klee e poi dalla partenza alla volta degli Stati Uniti, New York e Chicago, dove trova lavoro come operaio di fabbrica. Rientra in Europa dopo due anni e si stabilisce a Parigi. Qui il suo lavoro artistico conosce un momento di grande sviluppo grazie anche alla frequentazione assidua del Louvre, al suo interesse per le antiche arti etrusca e cinese, oltre che per l’opera di Chardin e di Poussin. Inizia a esporre con continuità. Si muove tra Stoccarda, la Francia del Nord e la Toscana. A Parigi sposa nel 1930 Hedwig Bauer, pittrice, dalla quale avrà due figli. Scopre il villaggio di Ruvigliana, nei paraggi di Lugano, e lì prende dimora dal 1931 per il resto della sua vita. Vive ritirato, assiduo nel lavoro. La quotidianità di Ruvigliana viene interrotta solo sporadicamente da lunghi soggiorni a Londra, a Basilea e a Parigi. La sua opera viene conosciuta in Ticino solo a partire dal 1964, grazie alla Biennale internazionale di grafica Bianco e nero; poi attraverso tre mostre alla Galleria Mosaico di Chiasso (1969, 1973 e 1974). Nel 1974 gli viene dedicata una vasta retrospettiva sull’opera pittorica negli spazi museali della Malpensata a Lugano; quindi nel 1980 sull’opera dell’illustratore nelle sale della Biblioteca Cantonale sempre a Lugano. Continua la sua infaticabile attività artistica fino al 1982, quando è stato costretto a smettere ogni attività artistica a causa della progressiva perdita della vista. Poco prima della morte, avvenuta nel 1987, il Museo d’arte di Mendrisio lo celebra con una vasta mostra antologica.

Spunto dell’odierna retrospettiva è la pubblicazione di un volume curato da Ottavio Besomi, che raccoglie 178 lettere figurate, in cui il disegno si unisce alla scrittura. Presentata la scorsa primavera alla Graphische Sammlung dell’ETH di Zurigo, ma ampliata e riveduta per gli spazi del Museo di Mendrisio, questa mostra è l’occasione per riproporre la figura dell’artista ungherese mettendo in luce attraverso le tecniche predilette – olio, tecnica mista su carta, illustrazione, tipografia – la sua maestria e originalità creativa.

La mostra si suddivide in varie sezioni: una dedicata alle lettere, dalle quali si parte per indagare nei soggetti prediletti dall’artista; in un’altra sono esposti i libri illustrati da Reiner tra il 1921 e il 1985 (Aristofane, Donne, Goethe, Nerval, Rilke, Kleist, Walser, Hölderlin...) insieme ad alcune tecniche miste “goethiane”, mentre uno spazio è destinato a un velocissimo sguardo cronologico sull’opera. Gli ultimi decenni di attività sono rappresentati da una scelta di tecniche miste e da una serie di lavori incentrati sulla figura mitica di Dedalo. La mostra è accompagnata sia dalla recente pubblicazione sulle lettere figurate di Ottavio Besomi, che da un catalogo per la collana “Chiostro dei Serviti” con testi di Simone Soldini, Antonio Rossi, Matteo Bianchi e Michele Reiner.

Catalogo. Imre Reiner. Nel labirinto della forma, a cura di Simone Soldini.
Testi di: Simone Soldini, Antonio Rossi, Matteo Bianchi, Michele Reiner
88 pagine con apparati e tavole a colori.
Edito dal Museo d’arte Mendrisio, Fr 20.-

Libro Imre Reiner. Lettere figurate – bebilderte Briefe, edito da Pagine d’Arte a cura di Ottavio Besomi, 224 pagine, apparati e tavole a colori, 2012.
Fr. 30.-

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OMAGGIO A ITALO VALENTI

Il Museo d’arte Mendrisio espone, negli spazi destinati alla collezione, un gruppo di opere di Italo Valenti (Milano 1912 – Ascona 1995), omaggio all’artista milanese a lungo residente nel Ticino. La presentazione di una selezione di opere al Museo d’arte Mendrisio, in parallelo a una scelta di lavori in esposizione al Museo d’arte moderna di Ascona, segue di pochi mesi la grande retrospettiva che si è tenuta la scorsa primavera nelle sale del Museo della Permanente di Milano. Mentre ad Ascona una serie di collage documentano l’ultimo periodo di attività, le diciotto opere presenti a Mendrisio sono rappresentative di due particolari momenti creativi dell’artista: l’adesione al movimento milanese di “Corrente”, durante gli anni ’40, e il successivo periodo fine anni ’50 in cui abbandona il figurativo per un astrattismo lirico, in sintonia con altri maestri europei del tempo (al Museo di Mendrisio una sala tutta dedicata alle opere della serie Caos). Nel lungo periodo trascorso nel Locarnese,Valenti entrò in contatto con altri artisti emigrati che operavano in Ticino, con Jean Arp, Julius Bissier, Ben Nicholson, Hans Richter, amicizie che segnarono un ultimo fecondo periodo del delicato artista milanese. La presentazione al Museo d’arte è stata resa possibile grazie al contributo dato dall’Archivio Italo Valenti che ha sede proprio a Mendrisio. Accompagna la rassegna il catalogo Italo Valenti il suo lirico candore (ed. Pagine d’Arte), dato alle stampe da Matteo Bianchi in occasione della recente mostra milanese di cui è stato curatore.

LA COLLEZIONE

La selezione di opere scelte dalla collezione del Museo è incentrata sul ‘900. Si è voluto in questa presentazione dare spazio ad artisti e opere ancora in gran parte inediti dopo la riapertura delle nuove sale (2009), mettendo in evidenza importanti donazioni avvenute in questi ultimi anni. Da segnalare una scelta di grafiche di Max Huber a 25 anni dalla morte.

Elenco artisti esposti:

Jean Arp, Mario Asnago, Kengiro Azuma, Serge Brignoni, Miro Carcano, Alfredo Casali, Edouard Chapallaz, Pietro Chiesa, Ugo Cleis, Edmondo Dobrzanski, Felice Filippini, Fiorenzo Fontana, Vittore Frattini, Walter Gadda, Hans Gessner, Giuseppe Giardina, Piero Giunni, Guido Gonzato, Carlo Gulminelli, Max Huber, Horst Egon Kalinowski, Michel Lablais, Wifredo Lam, Gino Macconi, Alberto Magnelli, Rolf Meyer, Giuseppe Migneco, Giovanni Molteni, Mario Negri, Gianriccardo Piccoli, Adriano Pitschen, Mario Raciti, Mario Radice, Hans Richter, Pierino Selmoni, Atanasio Soldati, Anita Spinelli, Daniel Spoerri, Tino Vaglieri, Alberto Viani, Petra Weiss, Samuel Wülser

Conferenza stampa: giovedì 11 ottobre 2012, ore 11.00
Vernice: venerdì 12 ottobre 2012, ore 18.00

Museo d'Arte
Piazza San Giovanni - Mendrisio
Orario: ma-ve: 10.00 – 12.00/14.00 – 17.00, sa-do: 10.00 – 18.00
lunedì chiuso, tranne festivi
Entrata Fr 8.- ridotto Fr 5.-

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