Hortus Rosarum. L'orto come il posto dove coltivare le passioni personali, fare crescere la propria spiritualita' nel silenzio e nella solitudine dell'individualita'.
Mostra a cura di Barbara Peci, Marco Catanio e Lorenzo Silvestre
L’Associazione Culturale spaziOfficina “quarnaro” ospiterà all’interno del proprio spazio
espositivo, dal 19 aprile al 12 maggio 2013, la mostra personale “HORTUS ROSARUM”
dell’artista padovana Silvia Patrono
L'orto come il posto dove coltivare le passioni personali, fare crescere la propria
spiritualità nel silenzio e nella solitudine dell'individualità.
Le rose come il sogno, la bellezza, il senso estetico che fa dimenticare il male
e sublima la volgarità.....
HORTUS ROSARUM
I lavori di Silvia prendono i loro nomi da farfalle, eroine guerriere, colori, fiori, rose...
Una sorta di catalogazione, un gesto ossessionante ma liberatorio al tempo stesso.
In tutti i dipinti ad olio su tela, quasi sempre vengono rappresentate figure femminili a
dimensione naturale, spesso rigide, quasi pietrificate, colte in attimi di immobilità fisica e
mentale, che vivono sospese in uno spazio-tempo indefinito, irreale ed inesistente.
C'è la volontà, però, di creare un’altra “realtà nascosta” meno palpabile e più magica,
dove cavalieri medioevali si incontrano con antichi draghi e riecheggiano lontane
atmosfere intrecciate a sogni e messaggi nascosti. Dapprima tutto questo si intuisce, ma
ad una lettura più attenta emerge dalle decorazioni degli sfondi, che ci raccontano e ci
catturano.
Il lavoro dell’artista risente dell’influenza dell'arte orientale, nello specifico è subito
chiaro il richiamo alla decorazione giapponese carica di sensibilità estetica nella
rappresentazione della natura dai colori freschi e vivaci; della pittura indiana, dai
manoscritti ornati da motivi a campiture piatte di colori forti e l’attenzione per i dettagli
realistici. Negli ultimi lavori, mezzi busti di uguale dimensione, c'è un attento studio dei
fondi, nella ricerca di sfumature del verde: come la mela, l'oliva, la menta, il mare, il
muschio, la foresta, il pino e il verde acido; gradazioni profonde, calde ed elettriche.
L’artista cerca di riprendere la sacralità degli sfondi delle antiche icone russe: “il verde
con il bordo d'orato”. Verde, simbolo per eccellenza della natura che si rinnova,
figurazione/emblema di fertilità. L'oro invece legato alla luce e alla divinità.
Il tutto viene reinterpretato in chiave contemporanea passando attraverso la passione
per Balthus e le sue pallide e muliebri fanciulle.
Drink Partner dell’evento Azienda Agricola Capodaglio – Due Carrare (PD)
Catalogo in mostra a cura di Barbara Peci
Inaugurazione giovedì 18 aprile, ore 19.00-22.00
Associazione Culturale SpaziOfficina “Quarnaro”
Via Quarnaro, 1, Padova
aperto su appuntamento
ingresso libero