Museo Casa Enzo Ferrari
Modena
via Paolo Ferrari, 85
059 4397979
WEB
Le moto nel cinema di Fellini
dal 17/5/2013 al 8/6/2013
tutti i giorni 9.30-19

Segnalato da

MediaMente Comunicazione



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Federico Fellini



 
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17/5/2013

Le moto nel cinema di Fellini

Museo Casa Enzo Ferrari, Modena

Tra i veicoli esposti il motocarro Guzzi Ercole utilizzato nella rappresentazione teatrale de 'La Strada' (1954), il motocarro Innocenti FD 125 C de 'Le notti di Cabiria' (1957), la mitica vespa 125 de 'La Dolce Vita' (1960) e persino il triclico originale del piccolo Fellini risalente al 1925.


comunicato stampa

In occasione del 20° anniversario dalla scomparsa di Federico Fellini il Museo casa Enzo Ferrari, in collaborazione con Modena Terra di Motori, omaggia il grande regista con una esposizione unica nel suo genere: “Le moto nel cinema di Fellini”.
La mostra è a cura di Costantino Frontalini del Museo del Sidecar d’epoca, e sarà aperta al pubblico a partire da sabato 18 maggio, fino a domenica 9 giugno.

La motocicletta è una costante nella produzione cinematografica di Fellini, presente in quasi tutte le sue opere. Nei suoi film il maestro riminese ha spesso raccontato sé stesso e le sue esperienze giovanili: uno dei primi ricordi della sua infanzia riguarda il triciclo e le ore passate a giocare con il fratello Riccardo. Prodotto dalla Giordani di Bologna, tra gli altri cimeli esposti troviamo proprio il triciclo – interamente originale – del piccolo Fellini, risalente al 1925.
E ancora il motocarro Guzzi Ercole, del 1950, utilizzato nella rappresentazione teatrale de “La Strada” (1954), film con Anthony Quinn e Giulietta Masina. Il girovago Zampanò attraversa l’Italia con la sua donna e il suo motocarro Sertum, che usa anche come casa e palcoscenico per i suoi spettacoli. Dal film è stato tratto un balletto teatrale in cui viene utilizzato un motocarro simile, un Guzzi Ercole, anch’esso allestito secondo le esigenze sceniche.

E poi il motocarro Innocenti FD 125 C, del 1952, de “Le notti di Cabiria” (1957). In questo film Fellini racconta la miseria di una donna che per sopravvivere è costretta a fare il mestiere più antico del mondo. Uno dei clienti di Cabiria – interpretata da Giulietta Masina, compagna di vita del maestro – si presenta a bordo di un motocarro Innocenti 125, un veicolo commerciale tipico degli anni ’50.
E ancora la mitica vespa 125 del 1959 – anch’essa originale – utilizzata dai fotografi d’assalto per la sua praticità nel traffico angusto di Roma, de “La Dolce Vita” (1960). Il film, diretto da Federico Fellini con Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, è una pietra miliare nella cinematografia mondiale, e un vero e proprio fenomeno mediatico. Vennero imposti nella memoria collettiva termini come “paparazzo” (dal nome del fotografo collaboratore del protagonista) e “dolcevita” (che da lì in poi indicherà il tipo di maglia a collo alto).
Tra gli altri mezzi troviamo poi il Gilera Saturno sidecar, del 1953, de “I Clowns” (1971). Si tratta di una sorta di documentario in cui il regista rievoca la sua infanzia. Fellini è il bambino che vede il tendone del circo che sta per essere montato e i clowns gli ricordano alcuni personaggi che ha conosciuto nella realtà. Tra questi un capostazione molto preso dal suo ruolo e un ufficiale che gira a bordo di un sidecar Gilera.

In “Roma” (1972) poi, tra le altre, troviamo una Laverda 750 S, del 1970. Il film è un ritratto della capitale negli anni ’30 vista dagli occhi di un giovane di provincia che arriva alla Stazione Termini. Nel finale, ambientato negli anni ’70, un gruppo di motociclisti, visti come i nuovi “Barbari”, invadono le vie di una Roma notturna e confusionaria mentre la Polizia cerca di riportare l’ordine.
Tra gli altri cimeli alla mostra modenese sarà possibile ammirare la Harley-Davidson WL 750, del 1932, di “Amarcord” (1973). Si tratta del film più autobiografico di Fellini. Il regista ricorda il periodo della sua adolescenza in una Rimini caratterizzata da personaggi straordinari come il motociclista “Scurèza ‘d Corpolò” che sfrecciava per il paese cavalcando, appunto, la sua poderosa motocicletta. In pochi secondi Fellini consegna alla storia l’archetipo del motociclista: un personaggio mitologico che ricorda il centauro o il cavaliere, dai lineamenti poco chiari ma dalla grande imponenza.
Il sogno e la dimensione onirica sono da sempre oggetto del cinema felliniano. Anche ne “La città delle donne” (1980) la componente surreale è predominante: un’incursione nel pianeta delle donne e del loro ruolo all’interno della società. La moto è come la donna, simbolo di sessualità ma poco comprensibile per l’uomo, in questo caso Marcello Mastroianni ha la parte dell’incauto Snaporaz e la moto, in mostra, è una Guzzi 500 Superalce, del 1949.

Ne “La voce della luna” (1990), l’ultimo film di Fellini – un testamento spirituale e cinematografico – si narrano le gesta di due personaggi (Paolo Villaggio e Roberto Benigni) che inseguono i loro sogni e ascoltano la voce della luna che sale dai pozzi. Ma scopriranno che la realtà è spesso molto più dura dei sogni: ad esempio una donna lascia il marito per un motociclista che la chiama “dinamite pura”, un nomignolo che potrebbe tranquillamente dare alla sua Ducati Indiana 650 – in mostra – descritta da Fellini nella sceneggiatura originale come una “… mastodontica Harley-Davidson”.

Immagine: La Vespa de "La dolce vita"

L’appuntamento con la 1000 Miglia è per sabato 18 maggio a partire dalle ore 18.15, quando la carovana attraverserà Modena e si fermerà al Museo Casa Enzo Ferrari per il controllo timbro. Il tutto nell’ambito di “Modena Terra di Motori”, una delle più importanti manifestazioni automobilistiche italiane “en plein air”.

L’inaugurazione della mostra avverrà alle ore 12.00 e sarà presente per l’occasione la figlia del regista, Francesca Fellini.

Museo Casa Enzo Ferrari
via Paolo Ferrari, 85 Modena
Orario: aperto tutti i giorni dell’anno ore 9.30-19
Ingresso:
intero € 13, ridotto € 11 (Minori 26 e maggiori di 65 anni, Enti convenzionati), € 9 Bambini 6-10 anni, accompagnatori di disabili, militari, famiglie con figli sopra i 5 anni,
Gratuito Disabili, bambini fino a 5 anni

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