Galleria Centro Steccata
Parma
Strada Giuseppe Garibaldi, 23
0521 285118 FAX 0521 285118
WEB
Il cibo nell'arte
dal 2/5/2014 al 29/6/2014
tutti i giorni(festivi esclusi) 10:30-13/15.30-19:30

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Galleria Centro Steccata




 
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2/5/2014

Il cibo nell'arte

Galleria Centro Steccata, Parma

Sin dagli esordi della produzione artistica con la pittura murale risalente a circa 3000 anni fa, il cibo, ha da sempre avuto una forte valenza simbolica poiche' denominatore comune di una necessita' umana.


comunicato stampa

a cura di Simona Tosini Pizzetti

Artisti: Felice Boselli, Dario Brevi, Gianni Cella, Silvano De Pietri, Marco Lodola, Battista Luraschi, Antonella Mazzoni, Mattia Moreni, Concetto Pozzati, Sciff, Vittorio Valente, Wal

Fin dagli esordi della produzione artistica con la pittura murale risalente a circa trentamila anni fa, il cibo, in quel caso rappresentazione di prede animali per auspicarne la cattura, ha avuto una forte valenza simbolica. Per non parlare poi della pittura sacra, a partire dal medio Evo, dove, ad esempio, nella rappresentazione dell'ultima cena, il pane ed il vino divengono prefigurazione dell'Eucarestia. Nelle nature morte di epoca barocca, fiori, ma anche ortaggi, selvaggina e carni di macelleria, come nel caso notissimo di Annibale Carracci, per lo più, hanno avuto il significato di “vanitas”, cioè il compito di ricordarci che tutto ha un fine: “Et in Arcadia ego”.

La nostra esposizione, legata a questo tema, inizia in effetti da un dipinto di Felice Boselli (1650-1732) noto pittore di nature morte di Parma, che ha creato un centinaio di opere dove dominano stralci di vita quotidiana, cuochi al lavoro, maiali squartati, teste di bue, galline, selvaggina, pesci. A connotare di un pizzico di misteriosità le sue opere fu la firma, raffigurata da un gattino a significare “Felix”. La presenza della Natura morta di Boselli, come incipit del nostro percorso espositivo, indica d'un lato l'innegabile continuità della storia dell'arte anche se le forme che il percorso artistico ha adottato soprattutto da Marcel Duchamp in poi dimostrerebbero il contrario. Il denominatore comune, anche in totale difformità dei mezzi d'espressione, rimane sempre e comunque la necessità umana, della quale gli artisti si fanno carico, di esprimersi e identificarsi con qualcosa che superi la dimensione del materialismo della quotidianità. Per gli artisti in mostra l'ironia e l'umorismo sono spesso terreno fertile su cui innestare la loro creatività, traendo spunto e suggestioni dal cinema, dalla pubblicità e dai fumetti, ma la creatività di alcuni di loro nasce anche dalla combinazione di un'idea in una maniera tale da rappresentare il senso stesso del suo concetto nella scelta dei materiali.

Rompono completamente con l'idea della rappresentatività, seppure simbolica, per attrarre la nostra attenzione giocando sulla contrapposizione tra un'apparente facile interpretazione e un realismo di lettura colta e complessa, come nel caso di Silvano De Pietri, sul paradosso colto, sul rapporto stretto di arte e scienza caratteristico di Antonella Mazzoni.
Da tempo è fondamentale la contrapposizione con il materiale pubblicitario che invade la nostra vita, mettendo in evidenza l'aspetto più irriverente e crudo della realtà come in Gianni Cella.

Dario Brevi lavora su un materiale, composto da fibre finissime di legno MDF, alternando pieni e vuoti, facendo interagire le sue stilizzazioni con lo spazio e realizzando opere tridimensionali. giocate con ironia tra pittura e scultura. La poliedricità è uno dei tratti caratteristici di Marco Lodola, notissime le sue sculture luminose oggi presenti in tutto il mondo.
Le opere di Wal risultano di assoluta leggerezza quindi anche il suo “cibo” ci fa inoltrare in un mondo rarefatto, dominato dall'immaginazione più sfrenata e dalla capacità di stupirsi e di stupirci.

Vittorio Valente è da sempre attratto dalle nuove frontiere della scienza e dalla biologia, così le sue immagini sono spesso composte da gocce ingrandite di silicone come i pixel di un’immagine digitale.

Gianni Cella designa un clima che, come scritto dal mentore del Nuovo Futurismo Renato Barilli, è nello stesso tempo popolare ma anche votato al superfluo. Per Battista Luraschi è fondamentale la leggerezza, non solo legata ai materiali usati, ma anche al connotato ludico della festa, del desiderio di uscire dalla pesantezza e banalità del quotidiano. L'opera di Sciff è animata da una sottile ironia e ricca di riferimenti letterari, trattati con tono giocoso e infantile, spesso con l'inserimento di frasi che rimettono in gioco l'immagine stessa.

Inaugurazione: sabato 3 maggio, ore 17.30

Galleria Centro Steccata
strada Giuseppe Garibaldi 23, Parma
Orario: tutti i giorni festivi esclusi 10:30 - 13:00 / 15.30 - 19:30
Ingresso libero

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