Spazio Kanz
Venezia
Santa Croce, 1592
041 4763826
WEB
Massimo Mion
dal 11/9/2014 al 27/9/2014
lun-ven 10-18
WEB
Segnalato da

Raffaella Bonora



approfondimenti

Massimo Mion



 
calendario eventi  :: 




11/9/2014

Massimo Mion

Spazio Kanz, Venezia

Sindoni - Fabric Portraits. Da sottovesti vintage anni '50 emergono volti di amiche, icone del cinema e pornostar. Volti che "si accendono" e si "spengono" grazie alla luce in uno "stencil capovolto".


comunicato stampa

Sindoni - Fabric Portraits
A Venezia l'installazione di Massimo Mion. Da sottovesti vintage anni ’50, tagliate e sovrapposte, emergono volti di amiche, icone del cinema e persino pornostar. Volti che “si accendono” e si “spengono” grazie alla luce in uno “stencil capovolto”.

Undici ritratti su stoffa emergono dalla superficie attraverso la luce.
Sindoni - Fabric Portraits è il titolo dell'installazione ideata da Massimo Mion che si inaugura venerdì 12 settembre (ore 18) allo Spazio Kanz a Venezia. Interamente dedicato all'universo femminile contemporaneo, il progetto parte dalle storie di donne, attinge al loro vissuto personale e restituisce un’ampia visione dell'essere femminile dentro trame di segni, forme e colori.
Street artist veneziano impegnato nella ricerca e applicazione dello stencil, Mion apre il suo urban style a uno dei temi più interpretati nella storia dell'arte e sperimenta un nuovo percorso di composizione. Vernici, bozzetti, cartoncini ritagliati a mano, sagome, colori spray vengono declinati su strati di stoffa pazientemente tagliata e retro-illuminata. I volti di donne che si incontrano ogni giorno, amiche, ma anche icone dello spettacolo e del cinema e perfino pornostar, accesi in successione, secondo una durata di illuminazione variabile, creano coreografie inaspettate e sempre diverse.

Luce, tempo e superficie
Allestita fino al 28 settembre tra le nude pareti di mattoni dello Spazio Kanz, a pochi passi dal Campo San Giacomo dall'Orio, Sindoni si compone di undici ritratti, ognuno dalle dimensioni di 30 x 40 cm, eseguiti esclusivamente attraverso le sfumature del bianco e nero che la luce lascia trasparire attraverso la stoffa.
Proposta con il patrocinio della Provincia di Venezia e realizzata nell'arco di un anno, l'installazione si ispira al significato dei tessuti impiegati per avvolgere i defunti nell'antichità, con l'obiettivo di dare una nuova identità al processo creativo dello stencil. “L'idea è di capovolgere il concetto stesso di stencil – racconta Massimo Mion - tecnica che utilizzo da qualche anno per produrre la maggior parte dei miei lavori. Nello stencil quello che si vede è la vernice che viene lasciata passare attraverso il foro inciso sulla superficie del cartoncino. In questo caso, invece, ciò che resta è la luce che passa attraverso la superficie stratificata della stoffa”.

Sono sottovesti vintage degli anni Cinquanta, una tovaglia di un corredo di matrimonio, un paio di lenzuola provenienti da un ospedale, i supporti alternativi impiegati in questa installazione. Tessuti usati e consunti, appartenuti a donne, che l'autore ha cercato e scelto per destinarli ad accogliere storie di altre donne. Il percorso spazia da volti malinconici a espressioni più assorte e contemplative, oppure fiere e sicure per approdare ad atteggiamenti provocanti, a raccontare emozioni e sentimenti innati nell'identità femminile. Un crescendo di espressioni e fisionomie catturate a partire da uno scatto fotografico, destrutturate e successivamente ricomposte, secondo gradazioni e contrasti cromatici che vivono in virtù della luce. Un sistema di retro illuminazione a led simula il bagliore di una candela e svela il volto raffigurato in una sequenza non prevedibile, instaurando un dialogo sempre nuovo con lo spettatore, rendendo unica la sua esperienza di visita.

Massimo Mion - Stencilism is a humanism
Il percorso di Massimo Mion nell'ambito della street art e in particolare dello stencil, ruota attorno al tema Stencilism is a Humanism, un gioco di parole ispirato all’opera L'existentialisme est un humanisme di Jean-Paul Sartre che è anche un tributo a Banksy, uno dei più grandi artisti viventi, e alla sua prima mostra personale, a Los Angeles, dal titolo Existencilism.
A partire dalla sua terra d'origine, il Veneto, Mion è conosciuto in tutta Italia. Tre suoi murales si trovano a Milano, alla stazione di Porta Garibaldi. Sono Big Bad Wolf, ispirato a Cappuccetto rosso, The Garden, dove i bambini giocano in armonia in un parco e To The Canyon, dedicato alla scena finale del film Tempi moderni, mentre Colora il viaggio si trova alla stazione Greco Pirelli. Tra i protagonisti dell'Urban contest di Roma 2012, è stato selezionato in 2 edizioni del concorso indetto dall’Inail Dipingere la sicurezza sul lavoro. Per la Venetonight (2012) promossa da Ca' Foscari ha realizzato 4 icone di Philippe Daverio ispirandosi a Andy Warhol. E' vincitore del 6° concorso Murales a Lasino (Trento) e del concorso d’arte What’s the sound of your (he)art? organizzato lo scorso anno a Malcesine per il BluesFestival.

Inaugurazione 12 settembre ore 18.00

Spazio Kanz
Santa Croce 1592 - Campo San Giacomo, Venezia
lun-ven 10-18
ingresso libero

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