Pablo Picasso
Umberto Boccioni
Fernand Leger
Carlo Carra'
Gino Severini
Paul Klee
Georg Grosz
Robert Delaunay
Max Weber
Mario Sironi
Albert Gleizes
August Macke
Ernst Ludwig Kirchner
Lyonel Feininger
Joseph Stella
John Marin
Alexandra Exter
Maria Grazia Messina
Maria Mimita Lamberti
Thomas Gaehtgens
Maria Luisa Pacelli
Tulliola Sparagni
La citta' nell'immaginario delle Avanguardie 1910-1920. Un percorso di circa 130 opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, Pablo Picasso, Umberto Boccioni, Fernand Leger, Carlo Carra', Gino Severini, Paul Klee, Georg Grosz, Robert Delaunay, Max Weber, Mario Sironi, Albert Gleizes, August Macke, Ernst Ludwig Kirchner, Lyonel Feininger, Joseph Stella, John Marin, Alexandra Exter e molti altri. La mostra e' divisa in 5 sezioni che tengono conto dei diversi temi sviluppati dalle Avanguardie in rapporto alla vita cittadina dell'inizio del XX secolo.
La citta' nell’immaginario delle Avanguardie 1910-1920
A cura di Maria Grazia Messina e Maria Mimita Lamberti
La GAM di Torino, in occasione delle XX Olimpiadi invernali, presenta una grande
mostra internazionale sulla visione e interpretazione della citta' nell’arte delle
Avanguardie, fra 1910 e 1920, che si inserisce nel programma delle Olimpiadi della
Cultura.
Il tema della Citta', attraverso la lettura di opere, tra gli altri, di Pablo
Picasso, Umberto Boccioni, Fernand Le'ger, Carlo Carra', Gino Severini, Paul Klee,
Georg Grosz, Robert Delaunay, Max Weber, Mario Sironi, Albert Gleizes, August Macke,
Ernst Ludwig Kirchner, Lyonel Feininger, Joseph Stella, John Marin, Alexandra Exter,
e' affrontato in cinque sezioni che tengono conto dei diversi temi sviluppati dalle
Avanguardie in rapporto alla vita cittadina dell’inizio del ventesimo secolo.
Nell’immaginario delle Avanguardie - segnato dalla novita' dell’esperienza
percettiva accelerata, quanto frammentaria e molteplice - il progresso tecnologico
(la velocita' di spostamenti favorita da tranvie, auto e metro, l’introduzione
della luce elettrica, la simultaneita' delle radiocomunicazioni) da' l’avvio a
nuove visioni artistiche, dalle dislocazioni spaziali dei cubisti, alla
simultaneita' di compenetrazioni dinamiche dei futuristi, alle inquiete tensioni e
distorsioni degli espressionisti.
In un percorso di circa 130 opere, (che includono anche fotografie di Alfred
Stieglitz e Eugene Atget e filmati dei fratelli Lumiere), provenienti da
prestigiose collezioni pubbliche e private italiane e internazionali (come il Centre
George Pompidou e il Musee Carnavalet di Parigi, la Tate Gallery di Londra, lo
Stadelsche Kunstinstitut di Francoforte, la Staatsgalerie di Stoccarda, il Museo
Thyssen-Bornemisza di Madrid, la Nationalgalerie di Berlino, il Museo di Stato Russo
di San Pietroburgo, il Whitney Museum di New York, la National Gallery di Washington
e il National Museum of Art di Osaka) la mostra intende dunque testimoniare la
pluralita' degli sguardi sulla fenomenologia del contesto urbano, attraverso letture
tematiche come la polarita' di interno-esterno, la strada animata dalla folla, i
nodi simbolici della metropoli come ponti, fabbriche, spazi di divertimento, infine
le proiezioni immaginifiche e avveniristiche.
Sezioni della mostra:
La percezione futurista dello spazio urbano: lo sguardo sulla strada, la citta'
notturna, la folla e le periferie. Dal Manifesto di Marinetti del 1909 i pittori
futuristi traggono una serie di soggetti topici della modernita' urbana: in mostra
capolavori come i quadri di Boccioni Visioni simultanee del Museo di Wuppertal e Le
forze di una strada proveniente da Osaka, meno noto in Italia. Nella visione
notturna le citta' risplendono di luci elettriche (Alexandra Exter con la Citta' di
notte) e offrono spettacoli come il Luna park dello statunitense Joseph Stella. Il
tema delle periferie, la cui desolazione si impone dopo la prima guerra mondiale, e'
raccontato da artisti come Christopher Nevinson e Mario Sironi.
Gli snodi: i muri, i porti, i ponti, le fabbriche Il profilo della citta'
industriale e' connotato dalla presenza delle ciminiere delle fabbriche, dalle
arcate dei viadotti e dei ponti metallici, dalle gru dei porti fluviali e marittimi.
Questi segni forti della contemporaneita' attirano l’attenzione dei pittori dalla
Germania (Kirchner, Beckmann,) alla Russia (Goncharova, Ševchenko, Lapsin), dalla
Svezia (Hjerte'n) alla Francia (Del Marle, Chabaud), ma suggeriscono anche le
visioni dello statunitense Simpson Stevens, del polacco Chwistek e di Ivan Puni.
L’apporto del linguaggio cubista e' ben documentato dall’eccezionale Paesaggio
con manifesti in cui Picasso nel 1912 si ispira ai muri parigini tappezzati di
messaggi pubblicitari.
La Citta' laboratorio Parigi e New York, due grandi citta' sulle sponde opposte
dell’Atlantico, diventano metropoli esemplari, oggetto della ricerca degli artisti
e luogo privilegiato del loro immaginario. A Parigi Robert Delaunay o Fernand Le'ger
colgono gli spazi storici della citta', dal quartiere latino ai quais della Senna,
secondo una percezione accelerata o dilatata, mentre a New York lo svettare
prodigioso dei grattacieli di Manhattan o l’energica potenza del ponte di Brooklyn
sono, nelle opere di Max Weber, Joseph Stella, John Marin, diretta metafora di una
tensione al futuro nel mito del progresso.
La Citta' caleidoscopio Con la rapida diffusione del traffico a motore,
dell’illuminazione elettrica, delle insegne e delle affissioni pubblicitarie, gli
spazi urbani offrono aspetti di incessante mutamento, innescando nuove modalita' del
vedere e del rappresentare. In artisti quali Albert Gleizes, Christian Schad,
Le'opold Survage e Lionel Feininger, la frammentazione cubista di figure e spazi si
articola in composizioni prismatiche, mentre in Henri Valensi o Aristarkh Lentulov
gli orizzonti urbani si modulano al pari di partiture musicali.
La Citta' di carta L’esperienza principale e' quella degli artisti tedeschi che,
passati attraverso la brutalita' della guerra, ritornano in una Berlino sconfitta,
scenario di aspri conflitti sociali. La metropoli si rivela luogo dello sradicamento
e della sopraffazione. Affiancandosi alla grande letteratura espressionista, artisti
come Georg Grosz, Ludwig Meidner, Otto Dix intendono narrare la citta', avvalendosi
della crudezza della grafica per restituire l’angoscia, l’inferno
dell’esistenza urbana. Su un altro fronte, anche Paul Klee affida alla carta la
propria lettura della citta', attraverso l’infittirsi o il rarefarsi dei segni,
come organismo in crescita o, al contrario, luogo di vuoto e solitudine.
Giovani architetti, dai futuristi in Italia (come Antonio Sant’Elia e Virgilio
Marchi) ai membri della Novembergruppe nella Germania postbellica, rispondono
immaginando spazi ed edifici avveniristici, che risolvano le contraddizioni della
visione della citta' moderna in una dimensione utopica. Fogli di progetti si
affiancano ad acquarelli visionari, condividendo la volonta' di farsi artefici di
una seconda natura dove l’uomo sia demiurgo e non vittima della propria storia.
Il catalogo, per i tipi delle edizioni GAM, contiene i saggi di Maria Grazia
Messina, Maria Mimita Lamberti, Thomas Gaehtgens, Maria Luisa Pacelli, Tulliola
Sparagni.
ANTEPRIMA PER LA STAMPA: venerdi' 3 febbraio alle ore 12.00
Galleria d'Arte Moderna GAM
via Magenta 31 - Torino
Orario: tutti i giorni 10-19, giovedi' 10-23, chiuso lunedi'.
Ingressi: euro 7,50, ridotto euro 4,00