Museo Toni Benetton
Mogliano Veneto (TV)
Via Marignana, 112
041 942111 FAX 041 8620931
WEB
Toni Benetton
dal 18/2/2006 al 15/4/2006
Tutti i giorni 10 -12.30 / 15 - 18

Segnalato da

Museo Toni Benetton




 
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18/2/2006

Toni Benetton

Museo Toni Benetton, Mogliano Veneto (TV)

Dialoghi con gli animali. Trenta sculture e quaranta disegni che coprono gli anni dal 1957 al 1994 dimostrano il suo interesse per la natura, soprattutto per gli animali, di cui cerca di comprenderne il linguaggio e la loro caratteristica principale. All'inizio della mostra le ormai celebri sculture in filo di ferro, definite da Gio' Ponti "cose inaspettate, vive" e per le quali ricevette la medaglia d'oro all’XI Triennale di Milano. A cura di Casimiro De Crescenzo.


comunicato stampa

Dialoghi con gli animali.

Per ricordare il grande artista del ferro a dieci anni dalla sua scomparsa, l’Amministrazione comunale di Mogliano Veneto, in collaborazione col Museo Toni Benetton, promuove la mostra Toni Benetton. Dialoghi con gli animali, che si svolgera' al Brolo, Centro d'Arte e Cultura, dal 19 febbraio al 16 aprile 2006. Curata da Casimiro Di Crescenzo, direttore del Brolo, con l’aiuto di Ada Benetton, moglie dell’artista, e del figlio Giovanni, questa mostra illustra il suo rapporto con il mondo naturale, uno degli aspetti principale dell’opera dello scultore, fonte e linfa vitale della sua ispirazione creativa.

Trenta sculture e quaranta disegni che coprono gli anni dal 1957 al 1994 dimostrano il suo interesse per la natura, soprattutto per gli animali, di cui cerca di comprenderne il linguaggio e la loro caratteristica principale. All'inizio della mostra le ormai celebri sculture in filo di ferro, definite da Gio' Ponti "cose inaspettate, vive" e per le quali ricevette la medaglia d'oro all’XI Triennale di Milano. Seguono le sculture lavorate a lamine di ferro, o forgiate e modellate a caldo degli anni Sessanta. Il Toro e Uccello di palude, entrambi del 1960, sono due opere realizzate per il Giardino Salomon di Solighetto, momento di svolta nella carriera artistica di Benetton. Per la prima volta comprende che la scultura vive all’aperto e si inserisce nell’ambiente naturale. Una scultura non piu' legata ai limiti delle proprie dimensioni, ma capace di interagire in un contesto piu' ampio, legato ad uno spazio naturale. Da questo momento in poi le sculture tendono ad ingigantirsi, grazie anche ai nuovi, piu' ampi, atelier: famosissimo quello circolare a Sant'Artemio, e successivamente quello antistante la villa La Marignana a Marocco di Mogliano Veneto, dal 1967 casa-laboratorio dello scultore. Questa conquista dello spazio lo porta ad una nuova monumentalita', che pur rispettando le leggi della natura e le regole della geometria, si confronta ormai con il mondo urbano. Non piu' scultura ma struttura, dominata dalla verticalita', che evolve nella concezione finale di Scultura-Architettura. Di questi ultimi anni, sono esposti in mostra vari esempi di Sintesi di animali, sculture dal disegno elegante e raffinato che dell'animale offrono solo una sintetica concettualizzazione. A dimostrazione della sua abilita' nel modellare sono esposti anche lavori in terracotta eseguiti in periodi diversi. La presenza di numerosi disegni preparatori o studi di scultura illustra una caratteristica basilare del metodo di lavoro dell'artista. Ogni opera si basa su un progetto di fattibilita' e ha come punto di partenza il disegno. Benetton amava fissare una prima idea velocemente sulla carta. in seguito creava numerosi disegni, sempre piu' precisi e dettagliati, dell'opera che lo aiutavano poi nella realizzazione finale.

Toni Benetton (1910-1996), gia' in vita considerato uno dei piu' importanti scultori italiani, scelse come materiale per eccellenza il ferro. In breve tempo, fu capace di scoprirne tutti i segreti e dimostro' nel corso di una lunghissima attivita' creativa una inesauribile fantasia nel piegare, forgiare e modellare questo metallo. E' un mestiere che apprende da piccolo frequentando la bottega dello zio fabbro. Gia' a diciassette anni ha una piccola officina ricavata in un angolo del giardino di casa. Fondamentale fu l'incontro con Arturo Martini, suo maestro all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove si diploma nel 1942. Dal 1946, abbandona l'insegnamento e decide di dedicarsi esclusivamente alla lavorazione del ferro. Una lunga carriera costellata di riconoscimenti ufficiali e di premi sia in Italia sia all'estero, culminata con la consacrazione definitiva alla XLII Biennale d’Arte di Venezia del 1986.

Immagine: Toni Benetton - Trasformazioe del cerchio, 1972, ferro argentato e brunito, h. cm. 48

Inaugurazione: 19 Febbraio 2006.

Museo Toni Benetton
Via Marignana 112 - Mogliano Veneto
Orari: Tutti i giorni 10 -12.30 / 15 - 18

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