Teatro Vittorio Emanuele
Messina
via Pozzoleone, 5
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Augusto Sciacca
dal 16/3/2006 al 4/4/2006

Segnalato da

Il Sagittario




 
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16/3/2006

Augusto Sciacca

Teatro Vittorio Emanuele, Messina

Oltre trenta opere, molte delle quali inedite, degli anni Ottanta. Tra gli altri, la serie “Progetto Utopia", il ciclo delle “Specchiature", e i “Progetti Siderali".


comunicato stampa

Astratte emozioni

A cura di Lucio Barbera

Nell’ambito della rassegna “Sipario delle arti visive “ si inaugura presso l’Ente Teatro Vittorio Emanuele di Messina una mostra dedicata al maestro Augusto Sciacca dal suggestivo titolo “Astratte emozioni" proponendo un ciclo di opere, molte delle quali inedite, degli anni Ottanta, in particolare quelle realizzate dall’artista tra il 1984 e il 1988.

La rassegna, curata da Lucio Barbera, autore anche di un approfondito saggio in catalogo, e' un’occasione non solo per conoscere e apprezzare meglio il percorso e la costante coerenza dell’artista di origine messinese, ma anche << un modo per riflettere su quella particolare stagione artistica che si e' vissuta negli Anni Ottanta, all’interno della quale l’artista a pieno titolo si inserisce come primario protagonista>>.

<< I dipinti esposti, la maggior parte dei quali del tutto inediti, essendo a lungo rimasti gelosamente custoditi nello studio di Sciacca, si riferiscono agli anni che vanno dal 1984 (i due “Progetto Utopia") al 1988 (“Colore ed emozione"): sono anni cruciali non solo per l’artista, ma per la recente storia dell’arte, perche' viene a maturazione la svolta da un esasperato Concettualismo, che privilegiava l’intenzione sul fare, ad una rinascita della pittura e dell’opera, intesa di nuovo come risultato del “fare intenzionato">>, come scrive Lucio Barbera nel saggio in catalogo.

Un’esposizione preziosa, quindi, per analizzare, attraverso oltre trenta opere, un momento cruciale della temperie artistica di quegli anni. << Temperie caratterizzata da un rinnovato entusiasmo e da una ritrovata fiducia nella pittura, (si parlo' di “ritorno ai pennelli") che restituiva all’arte un suo respiro fisiologico, sottraendola della “coazione del nuovo", si inserisce il particolare momento di Sciacca, anche lui proveniente dal plotone del Concettuale che, tuttavia, fin dall’inizio, aveva abbracciato a modo suo. Non come rifiuto, preconcetto e ideologicamente programmato, della tradizione pittorica e adesione acriticamente coatta a tutto cio' che poteva e doveva appartenere alla categoria della “sorpresa", ma nella convinzione che, come diceva Leonardo “adunque l’arte e' filosofia".

In pieno, dunque, Sciacca condivideva l’idea che l’espressione artistica e' un fatto mentale ed una comunicazione di idee e pensieri (al di la' del visibile), ma al tempo stesso comprendeva che quelle idee e pensieri dovessero abitare nell’opera che seguitava a mantenere la sua centralita', pur adoperando strumenti non tradizionali >>.

Scorrono cosi', via via, una serie di quadri estremamente significativi: dalla serie “Progetto Utopia", grandi acrilici su tela del 1984, alle “Mappe e frammenti" del 1985, al ciclo delle “Specchiature" del 1986, in cui prevale <>, fino alle opere “Colore ed emozione", ai “Progetti Siderali" del 1987 e alle “Espansioni" del 1988, caratterizzate da un dinamismo cromatico ed emozionale configurato in <
anche rinviare ad un’emergente attenzione per la natura, si inscrivono tutte nel regno della “vegetazione pittorica" o, per dir meglio, della pura pittura>>.

Sono, come acutamente afferma Barbera, <>, che lo porteranno <>.

Inaugurazione: 17 marzo 2006 alle ore 18,30

Teatro Vittorio Emanuele
Via Pozzoleone - Messina

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