Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea
Napoli
via Mariano d'Ayala 6
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Maura Banfo e Brunella Longo
dal 5/10/2006 al 5/11/2006

Segnalato da

Mimmo Scognamiglio


approfondimenti

Maura Banfo
Brunella Longo



 
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5/10/2006

Maura Banfo e Brunella Longo

Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea, Napoli

Brunella Longo realizza lavori fotografici perlustrativi di parti del suo stesso corpo. Maura Banfo dal 2004 si dedica a "sweet home": un progetto fotografico, un’installazione scultorea e un video. Un'opera che intende proporre uno spunto di riflessione sul concetto di “casa".


comunicato stampa

Mostra di fotografia

Venerdi' 6 ottobre 2006 alle ore 19.00, negli spazi della galleria mimmoscognamiglio arte contemporanea, in via mariano d’ayala 6 napoli, inaugurazione della collettiva di fotografia delle artiste maura banfo e brunella longo

Nella sua breve ma intensa vicenda, la fotografia ha dato finora corpo a una grande quantita' di ombre, reali e immaginarie. anche quando si trattava di restituire l’istante di vita di una persona, di un paesaggio, di un oggetto, cio' a cui la camera dava lineamenti non era solo quanto le si parava dinnanzi, ma piuttosto quello che l’autore aveva dietro i suoi occhi, cioe' nella mente. Anche un ritratto non e' mai esente dall’influenza - sia pur minima - dell’idea del fotografo che lo esegue.

Ribadita dunque la valenza concettuale dell’azione fotografica, si puo' facilmente dedurre che le modalita' possibili di esercitare o gia' messe in evidenza dai fotografi sono pressoche' infinite. cio' nonostante, come in ogni altra forma espressiva, e' vivo e acceso il dibattito tra coloro che concepiscono la fotografia solo secondo un criterio ritenuto ‘classico’ e coloro che derogano liberamente da esso, anzi considerano opportuno e necessario fornire alla fotografia territori sperimentali sempre diversi.

Brunella longo partendo da lavori fotografici perlustrativi di parti del suo stesso corpo - un’estrema prassi autoconoscitiva di matrice politica suscitata dal patrimonio liberatorio femminista - approda alle sponde di una modalita' linguistica che sembra voler proseguire quell’attitudine autoscopica dei suoi primi lavori. nella sua attuale ricerca lo sguardo e' prevalentemente rivolto a un’interiorita' il cui immaginario inaccessibile e pressoche' insondabile si rende invece manifesto, grazie alle associazioni morfologiche e agli accorgimenti tecnici posti in essere dall’artista.

Da questo limbo concezionale emergono diverse ‘famiglie’ di immagini che si suddividono e distinguono nettamente per scelte compositive. da un lato si osserva l’ambito imusmis costituito da una varieta' di soggetti prelevati dal mondo naturale vegetale, minerale, animale, ma anche prendendo in considerazione lo spazio cosmico; dall’altro si colgono numerose e distinte comunita' animali, dalle zebre alle tigri, dalle tartarughe alle rane, dissolte mimeticamente entro un ‘fondo’ dell’immagine predisposto mediante l’ingrandimento di impronte digitali. cosi', se in un caso il denominatore comune spaziale e immaginario e' il panopticon di uno sguardo sferico come la pupilla attorno a cui, dentro cui o attraverso cui, le ‘nature’ trovano ‘grembo’ e unita' compositiva, nell’altro il sottile espediente dell’ambiguita' analogica incanta i sensi che tentano l’atto di riconoscimento distintivo tra l’immagine dell’entita' animale e le linee dell’impronta che la longo ha scelto come supporto segnico di ‘sfondo’. ne scaturisce un unico mondo pero': quello di uno sguardo che inventa dentro di se' la ‘cosa’ da far esistere e che altrimenti resterebbe pura congettura inespressa.

Maura banfo dal 2004 si dedica al progetto sweet home. un progetto fotografico. un’installazione scultorea. un video; un progetto che intende proporre uno spunto di riflessione sul concetto di “casa"; un viaggio reale e metaforico attraverso la ricerca della costruzione della “casa" ideale: una casa-nido. un nido ogni volta da riorganizzare, da ridefinire, da riallestire. un luogo da abitare che si tende a rendere simile a noi stessi indipendentemente dal territorio in cui si vive.

Il nido e' la proiezione del concetto di casa, l’involucro che in qualche modo ognuno di noi si porta appresso. il proprio bagaglio. il bagaglio culturale. anche attraverso la propria memoria. La casa e' la proiezione di noi stessi, e’ l’essere esterno che cerca un luogo e decide di abitarlo.

E' quel qualcosa che in qualche modo ci rappresenta, che rappresenta un nostro specifico modo di vivere. “casa" e' cio’ che tende a ricrearsi nei luoghi piu' diversi. microstorie teatralizzate che seguono il viaggiatore come appendice nostalgica di identificazione e appartenenza ad un gruppo. “casa" puo’ essere un luogo fatto di piu' luoghi. non e' il luogo o il contesto a fare la casa-nido, ma siamo noi a renderlo a nostra immagine e somiglianza. martin heidegger scrive:

"Abitare non vuol dire soltanto ‘essere sulla terra’, ma anche stare ‘sotto il cielo’ ".

Dal concetto di casa-nido la banfo elabora il suo studio sulla cicogna bianca: sulla sua migrazione, sulla difesa della propria casa “nido". la cicogna bianca migra nel periodo estivo verso i paesi dell’africa, e in primavera verso i paesi del nord europa (italia, germania, austria…).

Il percorso della migrazione passa attraverso le alpi, la francia, la spagna, lo stretto di gibilterra per giungere in africa. Ogni cambio territorio corrisponde anche alla ricerca di un nuovo rifugio, di un nuovo nido.

Per la cicogna, piu' che per altre specie, la protezione del proprio nido, e' fatto di primaria importanza in quanto l’abbandono temporaneo dello stesso significa perdita totale, definitiva e presa da parte di un'altra compagna.

Inaugurazione: 6 Ottobre 2006, ore 19

Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea
via Mariano d'Ayala 6 - Napoli

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