La mostra sara' composta da trenta dipinti recenti, i soggetti sono paesaggi delle nostre colline eseguiti con talentuoso rigore ed esprimono la poetica di una memoria, ed una soggettiva e sempre nuova interpretazione del dato naturale.
La mostra sarà composta da trenta dipinti recenti, i soggetti sono paesaggi
delle nostre colline eseguiti con talentuoso rigore ed esprimono la poetica di
una memoria, ed una soggettiva e sempre nuova interpretazione del dato naturale.
La collina è quella ad ovest della Via Emilia vista dall’altro lato del calanco.
E abitata dal falco pellegrino e dalla volpe, bagnata dalla pioggia di autunno
ed arsa d’estate. Le vigne sui suoi crinali danno un vino aspro e forte come il
carattere di quei pochi che ci vivono ancora è la collina dei ricordi…
silenziosa come il mondo di Alessandro Baldini. E’ un luogo della memoria che
Baldini ripercorre con la sicurezza di chi quei paesaggi ha amato da sempre. I
silenzi che pregnano le sue tele non sono inquietanti, hanno la serenità di chi
in essi trova conforto la sera, nello studio lontano un miglio dal fragore del
mondo di fuori. Non vi sono presenze umane nei suoi dipinti, ma si percepiscono
… sono nascoste dalla vegetazione o intente alla vita di sempre dietro finestre
di case senza tempo. Attendono che il pittore le riscopra e con lo stesso
talento con cui rappresenta le atmosfere delle loro campagne le ritragga e le
metta allo scoperto.
La sua pittura non è solo rappresentazione del reale, è il coniugarlo con la
sensazione vissuta un attimo e mai sopita. E’ il trasmetterlo con parole che
sono quelle del dipingere e sono parole di lavoro sicuro, che non vogliono
stupire ma sedurre per giungere ad una condivisione emozionale sincera.
E’ per questa sincerità che mi sento suo amico, perché porge le cose in modo
pacato con forza, ma senza alcuna presunzione.
C’è una tela che amo in particolare: s’intitola “Colline a Mongiorgio†è un olio
su tela di medie dimensioni. Ritrae una strada bianca di morandiana memoria che
sale dolcemente dalla vallata sottostante. Le nuvole del cielo sono quelle di un
pomeriggio di settembre, quando l’erba spagna è già stata tagliata e nei rovi
dei cespugli spuntano le ultime more. L’atmosfera è rarefatta, calda, come la
pennellata sapiente che la racconta.
Il sogno è presente, quasi tangibile, un dipinto antico nel senso che non ha
tempo. La macchia è quella che ricorda le tavolette di Fattori, ma la strada
bianca è di oggi perché Baldini l’ ha percorsa tante volte almeno nel pensiero,
è la strada che unisce il passato al suo presente.
Un presente di chi fa pittura vera al di fuori dell’effimero e delle mode.
Inaugurazione: 12 Maggio alle ore 17. 00
Orari: Tutti i giorni compreso sabato e domenica dalle 10.30 - 12.30 e dalle
16.00 -19.30. Chiuso lunedì e martedì mattina.
Galleria Stefano Forni, Piazza Cavour 2, 40124 Bologna, tel.fax.051 22.56.79