Hangar Bicocca
Milano
via Chiese, 2
02 66111573 FAX 02 6470275
WEB
Collateral
dal 31/1/2007 al 14/3/2007
tutti i giorni 11-19, giovedi' 14.30-22, lunedi' chiuso
02 85353176 FAX 02 36524171
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Segnalato da

Laura Frencia




 
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31/1/2007

Collateral

Hangar Bicocca, Milano

Quando l'arte guarda il cinema. La mostra presenta i lavori di 15 artisti internazionali: Cory Arcangel, Pierre Bismuth, Candice Breitz, Brice Dellsperger, Charles De Meaux, Omer Fast, Thomas Galler, Liam Gillick e Philippe Parreno, Christiph Girardet e Matthias Muller, Pierre Huyghe, Runa Islam, Mike Kelley, Dimitris Kozaris, Melik Ohanian, Carola Spadoni e Clemens Von Wedemeyer. Artisti di generazioni diverse, di bacini di provenienza fra loro distanti e di formazioni differenti. Chi e' piu' legato alla tradizione del cinema cult, chi piu' a quella della video arte, chi a quella dell'intervento ambientale, chi infine al cinema sperimentale.


comunicato stampa

Quando l'arte guarda il cinema

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Nuova importante iniziativa d¹arte contemporanea all'Hangar Bicocca di Milano. Dal 1 febbraio 2007 apre infatti COLLATERAL Quando l'arte guarda al cinema, un progetto di Hangar Bicocca con Art for the World, ideato da Adelina von Furstenberg, curato in collaborazione con Anna Daneri e Andrea Lissoni.

La mostra presenta i lavori di una quindicina di artisti internazionali - Cory Arcangel, Pierre Bismuth, Candice Breitz, Brice Dellsperger, Charles De Meaux, Omer Fast, Thomas Galler, Liam Gillick e Philippe Parreno, Christiph Girardet e Matthias Muller, Pierre Huyghe, Runa Islam, Mike Kelley, Dimitris KOzaris, Melik Ohanian, Carola Spadoni e Clemens Von Wedemeyer - proponendo un percorso dove, a fianco di figure di riferimento e fondatrici, stanno opere di artisti di generazioni diverse, di aree e bacini di provenienza fra loro distanti e di formazioni differenti. Chi e' piu' legato alla tradizione del cinema cult, chi piu' a quella dell'arte video, chi a quella dell'intervento ambientale nello spazio, chi infine al cinema sperimentale..

COLLATERAL, che sara' aperta dal 1 febbraio al 15 marzo 2007, e' la prima mostra italiana che sonda in modo esaustivo le molte corrispondenze possibili fra arte e cinema. Due forme d'arte che dialogano tra loro sino dagli inizi del Novecento e che, soprattutto nell'ultimo decennio, sono state fortemente legate. Solo negli ultimi anni pero', grazie alle videoproiezioni, il video, finora apprezzato nel piu' ristretto mondo dell'arte contemporanea, si sta imponendo con una visibilita' sempre piu' confrontabile con quella del cinema, storicamente senza confini. La mostra vuole dunque fare il punto, attraverso installazioni video in cui il soggetto esplicito e' l'immaginario del cinema o la sua evocazione, sulle relazioni di oggi tra arte e cinema, capire cosa resta di quella attrazione reciproca cosi' intensa e in certi casi fatale.

COLLATERAL come effetto collaterale, come conseguenza possibile e non necessariamente prevista, come linea di parentela. Ma anche, in accordo con lo spirito della mostra, come riferimento allo straordinario film di Michael Mann del 2004, un esempio di grande cinema. Nella maggior parte dei casi per la generazione degli artisti in mostra, il lavoro consiste nell¹intervenire su di un film cult, su di una sequenza chiave, sulla star o sui suoi gesti, oppure nel cambiare l'essenza della materia cinematografica e tutti i processi ad esso connessi.

'Con questa operazione - scrive Adelina von Furstenberg nel catalogo della mostra - gli artisti video presenti in COLLATERAL passano all'esame i film come se avessero dinnanzi una sorta di linguaggio e intervengono su di esso destrutturandolo con vari mezzi retorici: lo spostamento, lo slittamento, l¹accostamento e la giustapposizione, il rovesciamento, il misunderstanding ironico, la serialita' ecc. Il risultato e' la trasposizione dell'immagine filmica su di un piano in cui opera uno sguardo astratto, spassionato, non emotivo'. Negli ultimi anni, grazie anche alla possibilita' di accedere direttamente ai materiali e di manipolarli piu' o meno liberamente, e' stata possibile inoltre una riscoperta della storia del cinema in tutti i suoi episodi. Gli artisti hanno avuto facolta' di misurarsi con il mito e la tradizione con un atteggiamento indipendente, spesso oltrepassandone i limiti e reinventando liberamente le sue suggestioni.

Per quanto riguarda la filmografia si va dall'omaggio a 'L'eclisse' di Michelangelo Antonioni nel lavoro di Clemens von Wedemeyer alla citazione di 'Attraverso uno specchio scuro' e di 'Persona' di Ingmar Bergman nell'opera di Runa Islam, da 'Quel pomeriggio di un giorno da cani' di Sidney Lumet nel video di Pierre Huyghe al 'Libro della Giungla' di Walt Disney nel lavoro di Pierre Bismuth, da 'Schindler's List' di Steven Spielberg nell'opera di Omer Fast, a 'Superman' di Richard Donner nel video di Mike Kelley, sino a 'Punishment Park di Peter Watkins, film del '71 censurato per 25 anni negli Stati Uniti, da cui ha tratto ispirazione per il suo lavoro Melik Ohanian, per citare solo alcuni degli artisti partecipanti. Unica italiana Carola Spadoni, che per la sua installazione presenta alcune riprese rielaborate da ³Zabriskie Point² di Michelangelo Antonioni..

L'allestimento, concepito dall'architetto Andreas Angelidakis sfruttando al massimo le potenzialita' dell'Hangar Bicocca, crea uno spazio fatto di schermi e di proiezioni, una sorta di 'caverna' platonica con oggetti geometrici che emettono una luce delicata dall'interno. Ogni opera e' ospitata in una sala di proiezione aperta. In questo modo l'allestimento si discosta dagli usuali spazi creati per le videoproiezioni, dove normalmente gli spettatori si affollano, offrendo invece uno spazio per il video concepito come un oggetto o come uno schermo. I visitatori sono quindi liberi di entrare in ogni 'caverna' e godersi la proiezione nel buio oppure stare all'esterno e osservare le opere a distanza. Le stanze sono come degli oggetti prismatici che ricordano il televisore o lo schermo del computer, ma sono profondi come una sala cinematografica. Un cinema dentro una televisione, dentro a un computer, dentro la caverna di Platone.

Il catalogo della mostra, in edizione italiana e inglese, sara' edito da Charta e, oltre all'introduzione di Adelina von Furstenberg, ed una lunga intervista di Anna Daneri e Andrea Lissoni a Marco Muller, Direttore della Mostra cinematografica di Venezia, ospitera' un testo del filosofo Fulvio Salvadori ed uno di Christine Van Assche, Conservatrice - responsabile per i New Media al Centre Pompidou di Parigi, e testi e interviste degli artisti, con un ricco apparato iconografico.

Ufficio Stampa Hangar Bicocca:
Mara Vitali Comunicazione Lucia Crespi, tel. 02 73950962, arte@mavico.it

Anteprima stampa: giovedi' 1 febbraio ore 13

Inaugurazione: giovedi' 1 febbraio dalle ore 19

Hangar Bicocca
Viale Sarca 336, nuovo ingresso da Via Chiese - Milano
Orario: tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00, giovedi' dalle 14.30 alle 22.00, lunedi chiuso
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro
In metro: MM 1 fermata Sesto Marelli MM 3 fermata Zara. Linee di superficie: Linea 727, da Milano Centrale fino alla fermata Chiese-Sarca Metrotramvia 7, fino alla fermata Stazione di Milano Greco. Linea 51, fino alla fermata Chiese-Sarca. Linea 44, fino alla fermata Breda-Emanueli.

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When Art looks at Cinema

Curated by Adelina von Furstenberg in collaboration with Anna Daneri and Andrea Lissoni

What is the relationship between art and cinema today? At least a decade has passed since contemporary art first began to turn its attention to cinema, its imagery, its world and its techniques. What remains of this reciprocal fascination, and how has this sometimes fatal attraction been transformed?

COLLATERAL is the first exhibition in Italy to offer an in depth exploration of the many possible similarities between art and cinema. Video installations will be shown where the explicit subject is the imagery of cinema or its evocation. However COLLATERAL is also an exploration which, whilst not ignoring the spectacular element typical of cinema, allows us on one hand to outline an evaluation of that which has been undertaken so far, and on the other to theorise about the next developments of the artistic practice connected to the moving image.

The research of artists using video shows the full attraction for the imagery and the structure of cinema, and at the same time makes use of the possibility to examine and show cinema in a new light. In the majority of cases for the generation of artists in the exhibition, the work consists in an intervention on a cult film, a key scene, the star or the gestures of the star, or is a work which changes the essence of the cinematic material and all the processes connected to it- that is, not only the film itself, its form and its possible memory, but also the cinema theatre, its scenery and even the method of projection.

Over the last few years, thanks to the possibility of directly accessing materials and manipulating them more or less freely, it has been possible to rediscover the history of cinema in all its episodes. Artists have been able to confront the myths and traditions with an independent approach, often going beyond the limits and freely re-inventing the emotions it evokes.

COLLATERAL, through the works of 18 emblematic international artists - and with its unique and original installation, both spectacular and respectful of the independence of each single work- offers a journey where works by artists from different generations, places, backgrounds and fields of training are shown next to the founding figures and guiding lights of the medium. Some are more connected to the tradition of “cult" cinema, some more to that of video art, some to an installation in the exhibition space, and some more to experimental cinema.

Hangar Bicocca is an exhibition space located in an ex-industrial building and it is the most recent and largest European space for contemporary art. The installation, designed by the architect Andreas Angelidakis, creates a space of screens and projections, a huge Plato’s cave with geometric objects emitting a soft light from inside. Each work is housed in a open screening room, a dark cave with three walls and side opposite the projection left open. This way the installation avoids the standard video-booth where visitors crowd by the doors, but instead offers a video room as an object or a screen itself. Visitors can enter each of these caves and enjoy the film in darkness or step outside and study from far away. The rooms themselves are a prismatic object that resembles a television or a computer screen that is hollow like a movie theatre. A movie theatre inside a television inside a computer screen inside Plato’s cave. This ensemble of screens and objects creates an environment where visitors navigate from room to room as the are part of one large environment of screens.

A catalogue will be published by CHARTA and will feature essays on the relationships and mutual contaminations between art and cinema (texts by: introduction by the curator Adelina von Furstenberg - interview by Anna Daneri and Andrea Lissoni with Marco Muller, Director of the Film Festival, Venice Biennial - essay by Christine Van Assche, Director New Media Department, Centre Pompidou, Paris - essay by the Italian philosopher Fulvio Salvadori) and also artists texts and statements, together with bio-bibliographies.

Artists: Cory Arcangel, Pierre Bismuth, Candice Breitz, Brice Dellsperger, Charles De Meaux, Omer Fast, Thomas G., Liam Gillick - Philippe Parreno, Christoph Girardet - Matthias Muller, Pierre Huyghe, Runa Islam, Mike Kelley, Dimitris Kozaris, Melik Ohanian, Carola Spadoni, Clemens von Wedemeyer.

Opening Reception: February 1, 7pm

Hangar Bicocca
Via Chiese - Milano
Opened every day from 11.00 a.m. to 7. p.m., on Thursday from 2.30 p.m. to 10.00 p.m. Closed on Monday

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Petrit Halilaj
dal 1/12/2015 al 12/3/2016

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