52 Biennale. Padiglione sloveno. Con 'Venetian, Atmospheric' l'artista trasforma il frequentatore di una sala cinematografica da semplice spettatore a protagonista di un'esperienza unica e coinvolgente. Se andare al cinema ha significato finora prendere posto e fissare lo schermo secondo modalita' ben definite, ora e' possibile rispondere ad altri tipi di stimoli, interagire con lo spazio circostante e creare autonomamente il proprio immaginario.
52 Biennale. Padiglione sloveno
La proposta del Padiglione Sloveno per questa edizione della Biennale di Venezia è affidata all'artista Tobias Putrih, con il
progetto Venetian, Atmospheric. Il progetto, benché unico, verrà ospitato in due sedi distinte.
La mostra alla Galleria A+A presenta diverse maquettes, disegni e sculture, attraverso cui l’artista si interroga sulla relazione tra
spazio architettonico e il modellino che ne precede la realizzazione. L’Isola di San Servolo ospiterà, invece, la parte principale
del progetto. Essa consiste in un’installazione eretta nel giardino dell’isola, che fungerà da vero e proprio cinema. È prevista una
programmazione giornaliera di video e film d’artista, con una sezione monografica dedicata a figure storiche degli anni
Cinquanta, Sessanta e Settanta (OHO, Chris Marker e Alain Resnais, John Smith) e una selezione di film d’artista
contemporanei (Armando Andrade Tudela, Rosa Barba, Rä di Martino, Joachim Koester, Guillaume Leblon, Gabriel
Lester, Ursula Mayer, Corey McCorkle, Deimantas Narkevicius, Rosalind Nashashibi e Lucy Skaer, Pablo Pijnappel).
Venetian, Atmospheric è un progetto architettonico e, allo stesso tempo, una scultura costruita attorno allo spettatore per creare
una continua illusione percettiva. L’opera riflette su un esempio storico, in cui spazio espositivo e oggetto esposto sembrano aver
giocato un ruolo paritario. Il titolo è un omaggio allo stile decorativo “atmosferico”, concepito negli anni ’20 dall’architetto John
Eberson per la decorazione degli interni delle sale cinematografiche da lui ideate. Esse erano progettate per dare l’impressione di
trovarsi sotto un cielo stellato, in un ambiente storico ben preciso. A differenza dei teatri moderni, l’allestimento dei cinema di
Eberson pone lo spettatore al centro del palco, in una scenografia che favorisce la creazione dell’illusione e la sospensione
dell’incredulità. Il cinema è visto come spazio liminale tra sogno proiettato e architettura all’interno della quale la proiezione ha
luogo.
Definito da pareti dalle morbide forme organiche e dal movimento di stelle e nuvole proiettate sulla volta, l’interno
dell’installazione avvolge lo spettatore in un ambiente in continua metamorfosi; una scultura e, simultaneamente, un padiglione
polifunzionale. Le due parti di Venetian, Atmospheric, realizzate con materiali semplici quali legno e cartone, riflettono sulla
natura del modellino architettonico. Da un lato, nella Galleria A+A si indaga sul modello di uno spazio ipotetico che ancora non
esiste, dall'altro, attraverso il cinema a San Servolo si fa luce sul modo in cui questo modellino diviene un prototipo: uno
strumento sperimentale che può essere utilizzato per la proiezione dei lavori di altri artisti.
Nelle sue opere recenti, Tobias Putrih ha più volte dimostrato il suo interesse nei confronti delle esperienze moderniste,
indagando progressivamente sul ruolo del design all'interno della società contemporanea.
Già per Manifesta 4, a Francoforte, nel 2002, elabora dei modelli ispirati a tre cinema della città, significativi da un punto di
vista storico ed architettonico: Harmonie, Berger, Cineplex. Ognuno di essi conserva caratteristiche simboliche, ascrivibili agli
edifici in questione, e contiene al suo interno un piccolo foglio di carta, che illustra un'ipotesi di riposizionamento dello schermo.
In occasione della mostra Eldorado, presso il nuovo Musée d'Art Moderne Grand-Duc Jean, in Lussemburgo, l’artista realizza in
collaborazione con Sancho Silva un’installazione di 300 metri quadri, composta da elementi modulari in legno: con essi il
pubblico poteva interagire, giocando a combinare strutture variabili nella loro forma e funzione. Come nota Catherine Chevalier
nel catalogo dell’esposizione, “in most of his creations, he's looking to reintroduce disorder, in reference to a supposed order that
comes from the modernist model, so as to open a new collective space of local experimentation through structure, and vice
versa”.
http://www.venetianatmospheric.com
Inaugurazione 8 giugno 2007
Galleria A+A
calle Malipiero 3073 - Venezia
Orario: 10-18 (chiuso il lunedì)