La Corte Arte Contemporanea - Associazione Culturale
Firenze
via de Coverelli, 27r
055 284435 FAX 055 284435
WEB
Andrea Papi
dal 15/1/2002 al 16/1/2002

Segnalato da

Progetto Paternità Artistica



approfondimenti

Andrea Papi



 
calendario eventi  :: 




15/1/2002

Andrea Papi

La Corte Arte Contemporanea - Associazione Culturale, Firenze

Studi sul maschile 1979-1990. Il disegno si espandeva in pittura, l'erotismo in una sorta di gioia guizzante, l'ossessione in determinazione nel fissare con sguardo fermo l'oggetto di desiderio. Ebbi l'impressione della resa di uno sguardo che si apriva sul mondo con un entusiasmo che colmava ogni eventuale lacuna sapienziale; uno sguardo fresco e brillante nelle striature di colore che sembravano scorrere per effetto quasi gravitazionale dal contenitore del desiderio, il soggetto agente, l'artista, alla superficie dell'immagine.


comunicato stampa

Studi sul maschile 1979-1990

Mercoledì 16 gennaio 2002 alle ore 21, 30 si terrà la performance
Studi sul maschile 1979-1990, di Andrea Papi

Studi sul maschile 1979-1990: si tratta di opere (disegni e pitture ) su carta e su tela realizzate nell'arco di undici anni. A partire dal 1991 le opere che erano presenti nello studio hanno subito un processo di occultamento, in tre fasi, corrispondenti ad altrettante presentazioni pubbliche avvenute nell'appartamento - studio, una nel 1991 e due nel 1993.

Nella 1° fase (INVENTARIO), le opere sono state disposte secondo un criterio temporale e di affinità, alcune fotografate. Nello stesso momento è iniziata l'operazione di occultamento: le tele e le carte dipinte sono state arrotolate. Prendendo così l'aspetto di rotoli, l'immagine si è annullata e si distinguono solo pennellate di colore.

La 2° fase (METAMORFOSI), corrisponde sia alla catalogazione di tutte le opere eseguite dal '79 al '90 (in cinque quaderni sono state registrate con l'indicazione della misura, della tecnica, dell'anno di esecuzione), sia alla chiusura di 75 di esse. Queste, così arrotolate, sono state come impacchettate in un involucro particolare composto di plastica nera (quella dei sacchetti della spazzatura) su cui è stata applicata, mediante resina acrilica, della carta igienica. Sui rotoli così chiusi è stato indicato il numero di catalogo, in modo da poter risalire anche all'immagine fotografica corrispondente a quella che si trova all'interno.

3° fase (ESPOSIZIONE): le opere così trasformate vengono esposte nello studio, lo stesso luogo della casa dove è iniziato il processo, che è diventato uno spazio vuoto, come raffreddato, un contenitore che può ospitarle temporaneamente. Successivamente le opere sono state poste in un luogo della casa rimasto inaccessibile per sette anni, che adesso è stato riaperto.

Da un intervento di Pier Luigi Tazzi alla Galleria Sergio Tossi, Prato 1996:
Il disegno si espandeva in pittura, l'erotismo in una sorta di gioia guizzante, l'ossessione in determinazione nel fissare con sguardo fermo l'oggetto di desiderio. Ebbi l'impressione della resa di uno sguardo che si apriva sul mondo con un entusiasmo che colmava ogni eventuale lacuna sapienziale; uno sguardo fresco e brillante nelle striature di colore che sembravano scorrere per effetto quasi gravitazionale dal contenitore del desiderio, il soggetto agente, l'artista, alla superficie dell'immagine. La pittura era lo schermo del mondo. Il soggetto desiderante aveva individuato nel corpo maschile, per lo più, se non esclusivamente, il proprio oggetto, ma questo oggetto aveva in sé, conteneva, raccoglieva e coagulava il distendersi fluido dell'essere che si manifesta nelle forme dell'esistenza e del loro perpetuo dispiegarsi. Scoprii poi, sollecitato dalla curiosità, che quei risultati erano frutto di un'operazione assai complessa in cui aveva grande importanza quella sorta di magico diaframma che è la macchina fotografica. Tra il soggetto desiderante e l'oggetto di desiderio si interponevano di fatto tre mediatori, di cui il primo aveva il carattere dell'angelo ed era il corpo maschile; il secondo aveva il carattere della tecnica, nel senso rinascimentale del termine, come macchina per vedere, come strumento di misura che libera potenza attraverso il fissaggio della forma, fermando l'immagine; infine il terzo mediante la pratica della pittura, che instaura il contatto e lo fonda in durata.

La Corte Arte Contemporanea
Via de' Coverelli 27/R 50125 Firenze
Tel. & Fax 055/284435

IN ARCHIVIO [58]
Enza Procopio
dal 24/4/2015 al 11/5/2015

Attiva la tua LINEA DIRETTA con questa sede