Officina Arte
Magliaso
via Cantonale, 57
+41 0916064602 FAX +41 0916064602
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birthmark 00.01.02
dal 18/1/2002 al 17/2/2002
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18/1/2002

birthmark 00.01.02

Officina Arte, Magliaso

Installazioni luminose fotografia digitale, neon, suoni e profumi stimolazione dei sensi. Le opere in mostra rivelano il rapporto che ci lega agli oggetti; forme luci e colori che attraggono e invitano a essere posseduti, feticismo incurante delle conseguenze, la mostra rappresenta due anni 00.01 di lavoro e di ricerca. Birthmark é un progetto di Laura Marchesi e Silvio Segabrugo realizzazione per lo spazio Officina di Flavia Zanetti . Birthmark in inglese vuol dire "voglia", quel segno unico e riconoscibile sulla pelle che compare alla nascita.


comunicato stampa

Installazioni luminose fotografia digitale, neon, suoni e profumi stimolazione dei sensi. Le opere in mostra rivelano il rapporto che ci lega agli oggetti; forme luci e colori che attraggono e invitano a essere posseduti,feticismo incurante delle conseguenze, la mostra rappresenta due anni 00.01 di lavoro e di ricerca . Birthmark é un progetto di Laura Marchesi e Silvio Segabrugo realizzazione per lo spazio Officina di Flavia Zanetti .

Dopo aver condiviso durante gli anni Novanta esperienze artistiche allíinterno del gruppo collaborativo ''Different Opinion'' e le successive produzioni video firmate ''Ipnofilm'', gli artisti Laura Marchesi e Silvio Segabrugo presentano una nuova serie di opere che rientrano in un più ampio progetto dal nome ''birthmark contemporary art''.

''birthmark contemporary art'' Ë nato due anni fa come contenitore di nuove ricerche nel campo del digitale.

''biÆthmark Ë un marchio, materia attiva, no copyright; paesaggi quotidiani, laboratorio sull'umano, immagini reali, autorizzate CE''.

Birthmark in inglese vuol dire "voglia", quel segno unico e riconoscibile sulla pelle che compare alla nascita. Il termine comprende le parole "nascita" e "segno": un marchio che segna e accompagna una nuova vita, paradossalmente un brand irripetibile, risultato di una creazione aleatoria.

La mostra presenta nuove opere fotografiche collocate in ambientazioni sensoriali in cui lo spettatore è invitato a "calarsi"; l'installazione Ë infatti ideata al fine di coinvolgere più livelli percettivi.

Protagonisti delle opere sono prodotti seriali di largo consumo, oggetti commestibili, giocattoli in plastica di scarso valore economico, gadjets che si trovano dentro i sacchetti delle patatine, le merendine o le confezioni happy meal delle rivenditorie di hamburger.

C'è un'estetica che accomuna queste opere, un dialogo/scambio tra organico e inorganico in cui si susseguono oggetti dalle forme e dai colori apparentemente familiari e rassicuranti e che invece a una più attenta lettura si rivelano tossici e pericolosi. Vale la pena ricordare che le industrie che attuano le prime sperimentazioni su nuovi materiali sono quella militare, seguita da quella automobilistica e dei giocattoli.

Le opere in mostra rivelano il rapporto feticista che spesso ci lega agli oggetti; forme e colori che attraggono e invitano a essere posseduti, incuranti delle conseguenze che essi provocano.

Per realizzare queste opere gli artisti ricorrono alla tecnica della scansione digitale: una volta scelti, estratti dal blister, dalla loro confezione, tagliati o manipolati, gli oggetti vengono posizionati su di uno scanner per essere, come si dice in gergo tecnico, ëacquisitií. La scansione Ë un processo allo stesso tempo manuale e digitale: esso infatti necessita
dellíintervento umano, che colloca e aziona la macchina, mentre líapparecchio compie una trasformazione digitale ricomponendo e restituendoci líoggetto qual Ë. Viene quindi eliminato líobiettivo della macchina fotografica che costituisce un filtro che trasforma il soggetto rappresentato. Lo scanner Ë quindi una protesi simile al pennello, uno strumento che si interpone tra líartista e la rappresentazione dellíoggetto. La scansione digitale può essere perciò
considerata una variazione contemporanea dell'atto pittorico.

Le immagini prodotte, pur ricorrendo a una tecnologia digitale, si offrono senza intermediazioni, microcosmo di icone iperrealiste di un mondo artefatto, familiare e banale, da cui ci sentiamo respinti e sedotti.

L'Officina di Flavia Zanetti
via Cantonale, 57
CH-Magliaso
t/f +41(0)916094602

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Daniel Kemeny
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