Ex Convento del Carmine
Marsala (TP)
piazza del Carmine, 1
0923 711631 FAX 0923 713822
WEB
Mediterraneo
dal 12/7/2008 al 4/10/2008
10-13, 19-21. Chiuso il lunedi

Segnalato da

Kura Ufficio Stampa




 
calendario eventi  :: 




12/7/2008

Mediterraneo

Ex Convento del Carmine, Marsala (TP)

Mitologie della figura nell'arte italiana tra le due guerre. La mostra propone 60 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, dalla ripresa della mitologia antica delle opere di De Chirico e Savinio al ductus drammatico del giovane Guttuso, dal primitivismo nelle sculture di Lucio Fontana alla maniera ansiosa della pittura di Corrado Cagli. L'esposizione conduce alla ricerca di un centro perduto dopo i disastri della guerra attraverso la reinvenzione e la sperimentazione dei modelli classici che coinvolgono 2 generazioni di artisti. A cura di Sergio Troisi.


comunicato stampa

a cura di Sergio Troisi

Si inaugura il prossimo 13 luglio al Convento del Carmine di Marsala Mediterraneo. Mitologie della figura nell’arte italiana tra le due guerre, straordinaria rassegna che insegue e ritrova l’ampio ventaglio di suggestioni sul mondo classico nelle Avanguardie Italiane tra gli anni Venti e gli anni Trenta del Novecento. Conclusione ideale del percorso iniziato dall’Ente Mostra di Pittura Contemporanea “Città di Marsala” con una serie decennale di mostre dedicate all’Arte in Sicilia negli anni Trenta, alle antologiche di Cagli, Mirko e Pirandello, a Renè Paresce e Les italiens de Paris, Mediterraneo ripercorre il processo di reinvenzione e rivisitazione di antichi miti e simboli come risposta alla crisi della civiltà europea a cavallo delle due guerre mondiali.

A cura di Sergio Troisi, la mostra consente di ammirare fino al 5 ottobre 2008 oltre 60 opere provenienti da collezioni pubbliche e private di alcuni tra i maggiori artisti del Novecento, tra i quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Massimo Campigli, Arturo Martini, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Giuseppe Capogrossi, Mario Mafai, Antonietta Raphaēl, Marino Marini, Corrado Cagli, Alberto Savinio, Fausto Pirandello, Renato Birolli. Dalla ripresa della mitologia antica delle opere di de Chirico e Savinio al ductus drammatico del giovane Guttuso, dal primitivismo nelle sculture di Lucio Fontana alla maniera ansiosa della pittura di Corrado Cagli, l’esposizione siciliana ci riporta alla ricerca di un centro perduto dopo i disastri della guerra attraverso la reinvenzione e la sperimentazione dei modelli classici che coinvolgono due generazioni di artisti.

Il percorso espositivo

La mostra si snoda attraverso cinque temi paradigmatici: enigma, origine, attesa, sospensione, disagio, che non valgono come posizioni separate ma, al contrario, come una concatenazione lungo la quale, non di rado, si spostano i medesimi artisti.
È il 1919 quando Alberto Savinio racconta ne La regina di Napoli, all’interno della rivista Valori Plastici, il suo viaggio a Parigi “Ritto a poppa come Orfeo incantatore, il mondo s’incantava intorno a me”. Il paragone con Orfeo è carico di simbologie e suggestioni: Orfeo, colui che è tornato tra i vivi dopo aver visitato il regno dei morti, naviga sulla Senna nel cuore di una Europa lacerata e dolente per gli esiti della Grande Guerra appena conclusa.

A partire dall’immediato dopoguerra, due generazioni si incastrano in questa continua rivisitazione dell’eredità antica, in un dibattito culturale fitto di citazioni, prestiti e rimandi iconografici che coinvolge le più diverse anime delle avanguardie di quegli anni, da de Chirico a Sironi da Carrà a Guttuso. L’esposizione individua così, nel dibattito culturale di quel periodo, una serie di seduzioni tra loro concatenate eppure ambivalenti: dalla tensione arcaicizzante del primo dopoguerra sino all’inquietudine generazionale che, dalla metà degli anni Trenta, investe miti e figure di una nuova carica ansiosa, dalla ricerca di una condizione “primordiale” all’irrompere drammatico della realtà.

In Mediterraneo ritroviamo, attraverso il lavoro di grandi artisti che hanno segnato il panorama culturale degli anni ’20 e ’30, la ricerca del luogo certo della tradizione e dell’origine a cui tornare per sfuggire alla crisi della civiltà europea ma anche per leggere il mondo moderno in un passaggio cruciale della sua storia. Di questi anni sono protagoniste opere come Edipo e Antigone di Alberto Savinio (1928), I Dioscuri di Aligi Sassu (1931), l’Ulisse di Arturo Martini (1935), i Manichini in riva al mare di Giorgio de Chirico (1925-1926), sino ai Bagnanti di Fausto Pirandello (1939), dove, nell’imminenza della guerra, uno dei temi canonici del ritorno al Mediterraneo diventa una scena di naufraghi.

Ad ospitare la prestigiosa rassegna ancora il Convento del Carmine, sede della Pinacoteca Comunale che dal 1996 accoglie tutte le manifestazioni espositive promosse dall’Ente Mostra di Pittura “Città di Marsala”.

UFFICIO STAMPA: KU.RA, Rosi Fontana
Tel. 050-9711343 –fax 050- 9711317
Email: info@rosifontana.ithttp://www.rosifontana.it

Inaugurazione: 13 luglio, ore 18,30

Convento del Carmine
Piazza Carmine, Marsala (TP)
Orari: 10,00-13,00 19,00-21,00. Chiuso il lunedì
Ingresso: 1,00 €

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