Galleria Alexander Alvarez Contemporary Art
Alessandria
via Migliara, 17 (Palazzo Melchionni)
333 1053479
WEB
Artan Shabani
dal 18/2/2010 al 5/3/2010
martedi' - sabato 16-19.30
333 1053479

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Alexander Alvarez Contemporary Art



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Artan Shabani



 
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18/2/2010

Artan Shabani

Galleria Alexander Alvarez Contemporary Art, Alessandria

The Beatles yeah! yeah! yeah! Il progetto pensato dall'artista per la galleria, ruota attorno ad un doppio registro mnemonico: le difficolta' ed i rischi all'epoca della dittatura e la dolcezza della speranza, metaforizzata simbolicamente attraverso una curiosa rievocazione della musica dei Beatles. L'artista lavora con diversi testi in lingua tedesca e albanese, utilizza le immagini dei 'giorni di Amburgo' in un eccezione quasi keapliniana, nel senso di una rievocazione in chiave romantico-avventurosa degli anni '60.


comunicato stampa

Artan Shabani (1969, Vlore) è recentemente approdato sulla scena internazionale con due importanti partecipazioni: la Biennale di Venezia e la Biennale di Praga. Di quest’ultima è stato anche il curatore del padiglione albanese e kosovaro. Shabani che nasce pittore, negli ultimi anni, sulla scia di inevitabili riflessioni di carattere socio-culturale ha sviluppato un forte interesse per la fotografia e la videoinstallazione, linguaggi quest’ultimi, che gli consentono una presa particolarmente efficace sulle contraddizioni dell’attuale situazione albanese.

Il progetto pensato dall’artista per la galleria Alexander Alvarez, ruota attorno ad un doppio registro mnemonico: le difficoltà ed i rischi all’epoca della dittatura e la dolcezza della speranza, metaforizzata simbolicamente attraverso una curiosa rievocazione della musica dei Beatles, ai quali l’artista si sente legato da una comune radice ageografica: la radice del proletariato. Non c’è amarezza nelle rievocazioni di Shabani ma bensì, al contrario, una sorta di nostalgia per un epoca senz’altro difficile ma piena di speranza e desiderio di cambiamento.

Nel 1958 è pronto il primo nucleo dei futuri Beatles. Si chiamavano ancora Quarrymen e proponevano una strana miscela di musica skiffle (una musica ''povera'' a base di jazz tradizionale e rhythm blues) e rock’n’roll. Quell’anno un tragico evento contribuisce a rendere più intransigente il carattere già ribelle di John Lennon: muore in un incidente stradale la madre Julia, a cui verrà dedicato il famoso ''album bianco'' del 1968. Negli stessi anni anche in Albania si sentiva nell’aria odore di libertà culturale…molti dei fomentatori di tale rinnovamento dovettero pagare il prezzo della libera espressione con la carcerazione politica.

Shabani che per questa mostra lavora con diversi testi in lingua tedesca e albanese, utilizza le immagini dei ''giorni di Amburgo'' in un eccezione quasi keapliniana, nel senso di una rievocazione in chiave romantico avventurosa degli anni 60: è ad Amburgo infatti che una fan tedesca di nome Astrid Kirchher inventerà il look dei Beatles che assieme alla loro musica rimarrà per sempre nella storia. I Beatles dunque intesi come l’iconografia della ribellione. Una ribellione antimilitare, pacifica, gioiosa, coraggiosa e perché no anche divertente e funambolica. Tutto quello che sembra mancare alla vita ed all’arte di questi anni recenti, ingrigiti dal cinismo e dal conformismo.

Inaugurazione: venerdì 19 Febbraio 2010 ore 18

Galleria Alexander Alvarez Contemporary Art
via Migliara, 17 (Palazzo Melchionni) - Alessandria
Da martedi' a sabato ore 16.00 - 19.30
Ingresso libero

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Federico Gori
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