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I solisti e la banda
dal 23/4/2004 al 24/4/2004
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Segnalato da

Benedetta di Loreto




 
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23/4/2004

I solisti e la banda

Fondazione Baruchello, Roma

Saranno presentate le tappe finali del workshop 'I solisti e la banda. Per una critica delle pratiche artistiche condivise', Primo Seminario di Ricerca e Formazione realizzato dalla Fondazione Baruchello, a cura di Carla Subrizi e tenuto da Emilio Fantin e Cesare Pietroiusti.


comunicato stampa

Per una critica delle pratiche artistiche condivise
a cura di Carla Subrizi

Emilio Fantin - Cesare Pietroiusti

Paolo Angelosanto, Daniele Balit, Maria Chiara Calvani, Giulia Coccia, Barbara D'Ambrosio, Giulia Ferracci, Valentina Grillo, Silvano Manganaro, Iris Marano, Alessandra Milella, Federica Peggio, Antonio Petrone, Alessandro Piangiamore, Lilian Pizzi, Silvia Sbordoni, Aria Spinelli, Carlotta Sylos Calò, Stefania Rossi, Francesco Ventrella

24 aprile 2004 ore 16.00

Il 24 aprile 2004 dalle ore 16.00 presso la Fondazione BARUCHELLO saranno presentate le tappe finali del workshop I solisti e la banda. Per una critica delle pratiche artistiche condivise, Primo Seminario di Ricerca e Formazione realizzato dalla Fondazione Baruchello, a cura di Carla Subrizi e tenuto da Emilio Fantin e Cesare Pietroiusti.

Nell'ambito delle attività della Fondazione Baruchello, il Seminario di Ricerca e Formazione è l'area di approfondimento, scambio, costruzione di nuove ipotesi critiche sulle pratiche artistiche attuali. Questa edizione dal titolo I solisti e la banda. Per una critica delle pratiche artistiche condivise si è concentrata su un tema divenuto di grande attualità: la pratica artistica intesa come processo creativo ricondotto non soltanto a un singolo autore ma a una pluralità di soggetti. Emilio Fantin e Cesare Pietroiusti hanno lavorato con due gruppi distinti di giovani artisti e studiosi di arte, architettura, psicologia e filosofia. Premessa del Seminario è stata quella di sperimentare come un processo artistico si trasforma se nelle sue varie fasi di articolazione, dalla concezione alla realizzazione di un opera, intervengono più identità. In questo senso, il coinvolgimento di persone esterne al fare artistico, che solitamente hanno il ruolo di semplici osservatori, è stato l'elemento centrale dell'intero progetto, ovvero: come il pubblico può inserirsi durante le fasi di elaborazione del processo artistico divenendo di esso parte attiva. Proseguendo su una linea di ricerca che nelle prime avanguardie storiche e poi soprattutto nei decenni '60 e '70 del XX secolo ha aperto l'opera d'arte alla partecipazione e all'interazione con il pubblico, gli ultimi decenni dello scorso secolo hanno visto assumere una nuova funzione al pubblico, all'interno di una trasformazione che ha investito l'intero statuto dell'opera d'arte.

Il progetto guidato da Emilio Fantin si è concentrato sul tema della casa. Punti di vista ed esperienze personali sono state ricondotte a due questioni principali: l'identità di chi abita la casa e la relazione tra privato e pubblico attraverso l'ospitalità. Tale tema è stato affrontato progettando e realizzando non soltanto l'idea di una casa, ma i suoi spazi fisici e concreti. La convergenza di diversi apporti da parte dei partecipanti al progetto è stata pensata come piattaforma di uno scambio, nella quale le molteplici direzioni di intervento arrivano ad 'accordarsi' come in una band musicale. Si è così andato definendo un lavoro che, tenendo conto delle singole identità, si è configurato come intreccio di relazioni e punto di partenza di diverse forme di identità complesse.

Cesare Pietroiusti è invece partito dal concetto di gruppo come unità verso la quale proiettare tensioni individuali e collettive orientate verso la ricerca di forme di costituzione di soggettività. L'interazione tra diversi individui ha generato una situazione complessa all'interno della quale l'errore o il 'non funzionale' sono diventati voci tra altre, punti di deviazione ma al contempo di partenza di altri orientamenti delle idee. Parallelamente i temi dell'attesa, della paura, della scaramanzia, della traccia hanno costituito una mappa di brevi esperienze e di sperimentazione dalla quale si è avviato un percorso pratico articolato in diverse fasi di ricerca progettuale e di lavoro. Il coinvolgimento di un pubblico eterogeneo è divenuto una fase di articolazione del progetto.

Premessa dei progetti di entrambi i gruppi di lavoro è stata quella di lavorare oltre i luoghi comuni, oltre le convenzioni teoriche e di attesa rispetto a cosa sono o a come si riconoscono l'artista, l'opera, il pubblico.

Per la documentazione della riflessione e dei risultati che hanno affiancato e accompagnato le articolazione del progetto è prevista una pubblicazione di prossima uscita.

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ
CULTURALI
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