Chiostro del Duomo
Prato

Pensieri
dal 4/9/2001 al 28/9/2001

Segnalato da

Silvia Bacci, Ufficio stampa




 
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4/9/2001

Pensieri

Chiostro del Duomo, Prato

Apre la Rassegna di teatro lo spettacolo Medea, da Christa Wolf, traduzione di Anita Raja, con Elisabetta Pozzi. Musiche composte ed eseguite da D. D'Angelo. A cura di Walter Le Moli. Ecco gli altri appuntamenti.


comunicato stampa


Apre la Rassegna di teatro lo spettacolo "Medea"

Ha i toni di una tragedia moderna, questa Medea feroce di Cristha Wolf, in cui Elisabetta Pozzi fa le sue invettive, le riflessioni, i dolori di un'eroina fortemente dotata di ragionamento e da sempre capace di suscitare idee, nuove interpretazioni e confronti.

Nella tradizione classica, la vicenda narrata da Euripide si snoda intorno ad una "barbara della Colchide" che per vendicarsi del tradimento dello sposo Giasone, uccide i propri figli dopo aver incendiato la città che la ospitava e provocato la morte della rivale attraverso il regalo di nozze: un abito magico che prende fuoco non appena indossato.

Cristha Wolf, la scrittrice tedesca che ha rivisitato miti classici adattandoli alla sensibilità contemporanea, concentrandosi prevalentemente sui personaggi femminili, nell'omonimo romanzo si riallaccia alle fonti antecedenti al testo di Euripide ribaltando totalmente la figura di Medea. Una donna forte e libera che a Corinto viene emarginata perché "diversa". E allora i veri barbari sono i corinzi incapaci di comprendere o accettare una cultura diversa dalla loro: annientano Medea negli affetti, fino a lapidarle i figli, schiacciandola sotto il peso del suo dolore di straniera.

Elisabetta Pozzi, una fra le più grandi attrici italiane della seconda generazione, così dice di questa Medea "mi ha colpito la possibilità di scoprire Medea quale donna paradossalmente libera dall'immagine di infanticida per eccellenza. Non più assassina dei figli ma una barbara lontana dalla Colchide e privata anche della sua estrema vendetta".


Programmazione

5 Settembre
Chiostro del Duomo di Prato, 21.30 Rassegna di Teatro "Pensieri"
MEDEA
Da Christa Wolf- traduzione di Anita Raja
Con Elisabetta Pozzi
Musiche composte ed eseguite da D. D'Angelo
A cura di Walter Le Moli
INGRESSO LIBERO

7 Settembre
Teatro Metastasio, 21.00
10a RASSEGNA DI CANTI POPOLARI E DI MONTAGNA
Corale S. Martino
INGRESSO LIBERO

9 Settembre
Giardino del Teatro Guido Monaco, 21.30
VENDEMMIA E AMORE
Commedia di Giuseppe Giagnoni
Musiche di Giuseppe Fioravanti
Regia Alessio Pizzech
INGRESSO LIBERO

9 Settembre
Pieve S. Maria a Colonica, 21.00
CONCERTO D'ORGANO DEDICATO A J. S. BACH
Esecutore Antonio Galanti
INGRESSO LIBERO

10-16 Settembre
Castello dell'Imperatore
FESTA DELLA MONTAGNA
CAI
INGRESSO LIBERO

10-21 Settembre
Giardino del Teatro Guido Monaco, 21.30
OFFICINA TEATRO
INGRESSO LIBERO

18 Settembre
Piazza Duomo, 21.30
FRANCESCO GUCCINI
in concerto
INGRESSO £ 36000

Ellade Bandini, batteria - percussioni
Antonio Marangolo, sax - percussioni
Vince Tempera, pianoforte - tastiere
Ares Tavolazzi, basso
Juan Carlos "Flaco" Biondini, chitarre
Roberto Manuzzi, sax - armonica - fisarmonica - tastiere

Dopo più di trent'anni di successi- è del 1964 la canzone con cui entra nella storia dalla porta principale, Auschwitz - e dopo esperimenti letterari (Cròniche epifàniche, Vacca d'un cane.) e cinematografici (è lui l' oste del bar di Radiofreccia di Ligabue) nel 1999 Francesco Guccini pensa, scrive e realizza il suo ultimo album, Stagioni.
Sono stagioni del cuore quelle che da secoli l'uomo di Pavana mette in calendario, perché accorda il ritmo del tempo alla melodia delle emozioni e dei sentimenti. Guccini "cresciuto fra i saggi ingnoranti di montagna, tirato su a castagne ed erba spagna", apre l'agenda del Duemila raccontando vecchie e nuove avventure, sempre in bilico tra passato e presente, evitando di tagliarsi con la lama del futuro. "Arrivato alla mia età, so che gli anni che mi rimangono sono meno di quelli già andati, per cui mi tengo stretto il mio mondo e continuo a raccontarlo".

In Guccini il futuro non esiste (e quando si materializza è spesso sotto forma di incubo, come nell'allucinato paesaggio da disastro nucleare del Vecchio e il bambino), lo si può al massimo progettare, ma svanisce quando è sul punto di realizzarsi (come nell'Autunno struggente, dove l'io narrante pensa "confuso al mistero dei tanti io sarò diventati per sempre io ero"). E' per questo che il CD appende al muro l'Autunno, l' Inverno '60 e la Primavera '59, ma rifiuta di aprirsi all'estate, la sola stagione non rappresentata. Anche nel suo ultimo lavoro, Guccini si presenta come sa, "eterno studente perché la materia di studio sarebbe infinita e, soprattutto, perché so di non sapere niente", incantato davanti al suo mondo, disincantato verso l'esterno che non riconosce perché avanza con ghigno arrogante, senza bussare, invadente come chi crede di essere impermeabile persino al fluire implacabile delle stagioni. Realizzato con gli amici musicisti di sempre, con cui Guccini si presenta anche a Prato, Stagioni non è il suo primo album del millennio "perché il millennio parte dal 2001", ma il suo ennesimo lavoro senza tempo né sbavature.

12 Settembre
Piazza del Comune, 21.30
YOUNG LYONS QUINTET
INGRESSO LIBERO

Il quintetto prende vita grazie allo spunto dei due giovani solisti Nico Gori e Mirko Guerrini. Entrambi capaci di esprimersi su diversi tipi di strumento dal clarinetto al sassofono si danno "battaglia" a colpi di blue notes e impennate sonore sostenuti magistralmente da una ritmica d'eccezione quale Riccardo Onori alla Chitarra, Ares Tavolazzi al basso e Andrea Melani alla batteria.

Un po' come accadeva nei locali di Kansas City e Chicago negli anni '30 - dove tra un buon whisky di contrabbando e una mano a poker nella bisca clandestina si ascoltavano i "giovani leoni" che sfogavano la loro adrenalinica ispirazione fino a mattina - Gori e Guerrini danno vita a un dialogo che resuscita la voglia di sfidarsi e duellare senza discostarsi dal piano delle emozionalità vere. Una sorta di duello nobile dove nonostante si intuisca la forte voglia di vittoria persiste un profondo rispetto dello sfidante e della sfida intesa come confronto fra due individualità.

27 e 28 Settembre
Anfiteatro del Museo Pecci, 21.30
OFFICINA CINEMA
INGRESSO LIBERO

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